52 quintali di pura energia

Gli “Arion 400” di Claas sono dei campo aperto di medie potenze studiati per superare le sfide cui dovrà far fronte la meccanizzazione agricola negli anni a venire. Nelle loro configurazioni di più alto livello propongono tutte le funzionalità fino a ieri in appannaggio solo ai trattori di classe superiore

Claas Arion 400

Sono dei medi, ma solo se classificati in base alle erogazioni dei motori. Gli “Arion 400” di Claas di “medio” hanno in effetti solo quelle, peraltro volute dalla Casa per raccordare fra loro in maniera omogenea e continuativa gli aziendali serie “Atos” da 45 quintali di massa con i più strutturati campo aperto “Arion 600”, le cui masse spaziano fra i 60 e gli 80 quintali. Gli “Arion 400” con i loro 52 quintali si collocano esattamente a metà strada, fermo restando però che in termini di equipaggiamenti e dotazioni sono molto più spostati verso l’alto di gamma. A conferma e a livello visivo la possibile presenza di ruote da 38 pollici di diametro e l’esclusività delle dotazioni, in particolare quelle di assistenza alla guida. Oltre agli automatismi preposti al mantenimento in automatico delle traiettorie di passata, gli “Arion 400” possono infatti prevedere anche uno sterzo dinamico che consente all’operatore di adeguare il rapporto di trasmissione in essere tra il volante e l’angolo ruote dell’assale anteriore in funzione delle proprie esigenze. Il gruppo opera sulla base di due modalità automatiche e una manuale, con le prime che assistono l’operatore variando il rapporto di sterzo in funzione della velocità di avanzamento o dello stesso angolo di sterzo. Nel primo caso l’assistenza al volante è progressivamente ridotta a partire da una velocità di dieci chilometri/ora per agevolare il controllo del mezzo quando marcia su strada, nel secondo caso lo sterzo reagisce sempre più velocemente via via che l’operatore gira il volante permettendo di manovrare in maniera rapida ma precisa. In modalità manuale invece il rapporto tra la rotazione del volante e l’angolo di sterzo è fisso, ma è programmabile sulla base di quattro livelli di assistenza. Guarda al comfort di lavoro e alla facilità di gestione della macchina anche la leva multifunzione prevista di serie sulle versioni “Cis” e “Cis+”, con la seconda che integra anche un sistema di automatizzazione delle manovre di fine campo. Permette di controllare, con la sola mano destra e senza staccare l’avambraccio dal bracciolo della poltrona di guida, la trasmissione, l’eventuale caricatore frontale, il sollevatore posteriore e i distributori. La leva dispone inoltre di una funzione a quattro vie che consente di pilotare in con temporanea due distributori, vuoi tramite la funzione “FlexPilot” a comando idraulico per il caricatore frontale vuoi tramite la funzione “ElectroPilot” per i più diversi distributori elettronici. Tali soluzioni in quanto gli “Arion 400” sono proposti con tre diversi allestimenti, “Standard”, Cis” e “Cis+”, ciascuno dei quali risponde a ben precise esigenze operative già a partire da quello standard, studiato per le aziende che vogliono disporre di macchine moderne, ma senza incorrere in investimenti troppo pesanti. Le tre opzioni di allestimento non sono però le uniche possibilità di personalizzazione proposte dalle macchine tedesche che, sempre a livello di configurazioni di base, si offrono anche con quattro diverse cabine ognuna delle quali studiata per far fronte a ben precise esigenze di lavoro. Al vertice il vano “Panoramic”, progettato per agevolare l’uso dei caricatori frontali grazie alla presenza di un esclusivo parabrezza monoblocco che si raccorda con la botola trasparente a tetto assicurando la visuale fino alla verticale dell’operatore. Tradizionale invece la cabina a tetto alto, disponibile con o senza botola, e ribassata di circa dieci centimetri rispetto alla “Panoramic”, due metri e mezzo contro due metri e 61 centimetri, la cabina a tetto basso, anche lei con botola trasparente. A listino anche un vano a cinque montanti con vetro laterale di policarbonato per le macchine che operano presso le municipalizzate  Tutte le cabine sono ovviamente isolate rispetto al carro, con quelle dei modelli “430”, “440”, “450” e “460” che possono anche essere sospese per via meccanica su due punti, soluzione che enfatizza il comfort di bordo e che può essere integrata sia mediante l’adozione di una poltrona girevole sospesa pneumaticamente mediante uno impianto ammortizzante che opera a bassa frequenza sia mediante un assale anteriore molleggiato “ProActiv” con schema a ruote indipendenti. Equipaggiando la macchina con tale gruppo, non si enfatizza solo il comfort di lavoro, ma anche la motricità in campo e la stabilità su strada due aspetti che giocano a favore della produttività. In quest’ultima direzione guarda anche la presenza di sistemi di smorzamento delle oscillazioni sui caricatori posteriori e frontali, gruppi che permettono di marciare in sicurezza su eventuali strade dissestate. Sempre in tema di attacchi a tre punti è da precisare che quello anteriore si integra direttamente nel carro assieme alle relative prese di forza risultando a tutti gli effetti un componete strutturale del veicolo. 28 quintali la sua capacità, e fra i 45 e i 57 quintali quelle dei gruppi posteriori. Entrambi sono pilotabili per via elettronica e alimentati da impianti idraulici a centro aperto o a centro chiuso capaci di erogare ai gruppi di lavoro portate di 60, 100 o 110 litri di olio al minuto, a seconda dei modelli e delle esigenze operative. Anche tale possibilità conferma come Claas nel progettare i suoi “Arion 400” abbia cercato di dar luogo a mezzi di lavoro il più possibile modulabili nelle configurazioni e personalizzabili nei contenuti, opzione che si concretizza anche a livello di trasmissioni, basate su due diversi gruppi, ma sempre configurati quali power shift robotizzati. Le trasmissioni “QuadriShift” realizzano 16 rapporti con quattro marce inseribili sotto carico, mentre i gruppi “HexaShift” alzano le marce a 24 mediante power shift a sei stadi. In entrambi i casi gli inversori sono elettroidraulici operanti anche sotto carico, c’è la possibilità di far lavorare le trasmissioni in automatico sulla base di tre diverse funzionalità e si può prevedere la presenza del sistema “Smart Stop” che permette di fermare la marcia senza dover ricorrere all’uso della frizione. Basta premere sul pedale del freno per arrestare il trattore, inserire l’inversore se necessario e rilasciare il freno per far ripartire la macchina in direzione opposta. Una funzionalità che si rivela utile quando si eseguono movimentazioni aziendali perché rende tali attività più rapide e precise.