Cambio di prospettive

I nuovi portattrezzi “Mm135Mc” di TreEmme sono stati riprogettati e risviluppati sulla base dei criteri di modularità recentemente perseguiti dal gruppo Merlo per realizzare i propri sollevatori telescopici. Da tali mezzi mutuano anche molte dalle soluzioni tecnico-funzionali, adattandole però in un’ottica di efficienza ai nuovi impieghi cui dovranno far fronte le macchine

TreEmme Mm135Mc

Modularità è il concetto chiave attorno cui ruota il nuovo corso industriale del gruppo Merlo. Il rinnovamento delle linee produttive recentemente completato dalla Casa cuneese anche attraverso l’ampliamento dello stabilimento di San Defendente ha infatti permesso al Gruppo di trasporre la flessibilità produttiva che caratterizza la gamma di sollevatori telescopici Merlo anche alla linea di prodotto TreEmme, mezzi versatili e polivalenti che grazie alla nuova filosofia progettuale si propongono oggi quali veri e propri portattrezzi configurabili dall’utente in funzione delle singole esigenze operative e fruibili nei più svariati ambiti applicativi lungo l’intero arco dell’anno. Ciò anche grazie alla presenza di un telaio a elevata resistenza torsionale che assicura alle macchine la capacità di lavorare a livello di manutenzioni ambientali negli ambiti più difficili nella massima sicurezza e indipendentemente dalle condizioni del terreno. Un esempio in tal senso sono le opere di manutenzione effettuate sulle banchine stradali mediante bracci decespugliatori o quelle di pulizia effettuate d’inverno in alta montagna, dove i normali spazzaneve stentano a muoversi, entrambe attività cui guarda direttamente il nuovo modello “Mm135Mc” appartenente alla serie “Light Duty”, macchina non a caso equipaggiata con un attacco idraulico laterale, dedicato all’azionamento di un braccio decespugliatore, in grado di erogare fino a 120 litri al minuto a 350 bar, a cui si affiancano due sollevatori, uno anteriore e l’altro posteriore, rispettivamente da tre mila e due mila e 500 chili, che permettono di gestire anche i cantieri di lavoro più impegnativi. Attività quest’ultima supportata peraltro da una presa di forza anteriore a comando meccanico che mette a disposizione fino a 100 cavalli effettivi e da un analogo gruppo posteriore, in questo caso però a gestione idraulica, che eroga in continuità 95 cavalli di potenza. Così strutturata la macchina è quindi in grado di disimpegnarsi con successo sia nelle già citate attività di manutenzione viaria sia nelle lavorazioni leggere in ambito forestale, laddove a far la differenza in termini di efficienza sono le elevate doti di manovrabilità assicurate da un sistema di sterzo trimodale, anteriore, integrale e a granchio, che si affianca a luci libere di oltre mezzo metro di ampiezza e a sistemi di trazione integrali con differenziali bloccabili al cento per cento per via elettroidraulica. A muovere il nuovo “Mm135Mc” provvede invece un’unità a quattro cilindri di produzione Deutz, da tre litri e 600 centimetri cubi, che mette a disposizione una taratura massima di 136 cavalli a due mila e 300 giri, prestazione raggiunta grazie ad alimentazioni common rail a gestione elettronica e sovralimentazioni turbo/intercooler asservite da ventole di raffreddamento “Fan Drive” ad azionamento viscostatico reversibile, in grado quindi di mantenere pulite le griglie di areazione dei cofani senza che della cosa si debba preoccupare l’operatore fermando il lavoro. Ne deriva quindi una vocazione alla massima efficienza operativa quindi, obiettivo cui guarda anche la presenza della trasmissione a variazione continua “CvTronic”, di progettazione originale Merlo, che grazie a due motori idraulici funzionanti in maniera sincronizzata alle basse velocità realizza fino al dodici per cento in più di coppia motrice rispetto alle trasmissioni idrostatiche convenzionali, consentendo anche, alle alte velocità, un concreto risparmio di combustibile. Obiettivo quest’ultimo peraltro condiviso da circuiti idraulici di lavoro di tipo load sensing che assicurano il preciso e sicuro controllo di più attrezzature senza che una di queste cannibalizzi le altre in termini di assorbimenti energetici.