Dai cereali all’oro rosso

Il pomodoro da industria è entrato nella fase estiva, quella in cui si moltiplicano gli attacchi di insetti e patogeni. Per la difesa servono agrofarmaci efficaci e irroratori capaci di applicarli al meglio. In tal senso, “Lexis 3000” e “Deltis 2” sono le proposte di Kuhn nei segmenti delle macchine trainate e portate

Kuhn Lexis 3000 e Deltis 2

Dal trapianto alla raccolta il pomodoro da industria è soggetto a una molteplicità di attacchi parassitari e di altre cause di possibili deprezzamenti. Basti pensare ai marciumi apicali derivanti da carenze di calcio. Un difetto, la cosiddetta “punta nera”, capace da solo di annullare ogni possibile premio alla produzione. Altre aree della bacca che possono assumere colori fra il marrone e il nero sono provocate poi dalle infezioni di Alternaria, la quale nei mesi più caldi rileva il testimone dalla peronospora, favorita invece dai climi umidi e freschi tipici della primavera. Infine gli insetti, uno su tutti la nottua gialla, nota agli entomologi come Helicoverpa armigera. I trattamenti alla coltura devono quindi necessariamente fare i conti sia con le esigenze nutrizionali, sia con quelle fitoiatriche, rammentando che per la conformazione epigea il pomodoro da industria rende difficili le applicazioni a pieno campo, le quali talvolta non riescono a distribuire i prodotti con la dovuta penetrazione e omogeneità. In tale segmento di mercato si sono recentemente inserite due macchine della gamma Kuhn, ovvero le trainate “Lexis 3000” e le portate “Deltis 2”, finora utilizzate con successo soprattutto su cereali autunno-vernini.  Il primo modello si propone soprattutto alle grandi aziende e al contoterzismo, grazie alla capacità effettiva delle proprie cisterne pari a tremila e 150 litri. Con tali volumi a disposizione si possono trattare fino a 10-15 ettari adottando volumi di acqua fra i 300 e i 400 litri per unità di superficie. Anche l’ampiezza del fronte di lavoro è considerevole, essendo rappresentato da barre di alluminio dai 18 ai 24 metri atte a trattare fra i 10 e i 15 ettari l’ora a velocità medie di sei chilometri orari. Sebbene gli appezzamenti a pomodoro da industria siano per lo più pianeggianti e ben lavorati, la stabilità delle barre resta comunque un fattore di primaria importanza per ottimizzare la distribuzione di agrofarmaci e fertilizzanti. In tal senso le “Lexis 3000” possono contare sui sistemi di sospensione “Equilibra”, forniti in via opzionale, che consentono alle barre di erogare correttamente la miscela smorzando le influenze delle irregolarità del fondo. Il contour con il piano di campagna viene infatti assicurato dall’integrazione di due differenti sistemi di sospensione, il primo a pendolo, il secondo a biellette, i quali stabilizzano l’assetto della barra assorbendo le oscillazioni verticali. Data la lunghezza delle barre, però, vanno tenute in debita considerazione anche le sollecitazioni longitudinali dovute ad accelerazioni o frenate brusche. Per mitigarne gli effetti è stato quindi previsto nella sospensione “Equilibra” un terzo sistema integrato, ovvero un’ammortizzazione antifrusta indipendente, capace cioè di operare sia a destra sia a sinistra. A completare la serie di features tecnologiche delle “Lexis 3000” vanno infine menzionati i correttori d’inclinazione delle barre, i quali ne modificano automaticamente la posizione anche nelle situazioni più difficili. Tale sistema di stabilizzazione longitudinale è presente anche nelle barre delle portate “Deltis 2”. Queste offrono pari affidabilità e sicurezza operativa rispetto alle sorelle maggiori trainate, trovando però nella compattezza e nell’agilità in campo i propri punti di forza. A patirne, ovviamente, l’autonomia, date le cisterne dalle capacità fino a mille e 300 litri. Più ampio invece il range di lunghezze delle barre, il quale copre fronti di lavoro dai 14 ai 24 metri a seconda della composizione a due o tre bracci delle barre stesse. Solidità e leggerezza insieme, quindi, che permettono irrorazioni ottimali grazie al sistema di sospensione a parallelogramma “Optilift”, utile sia in campo, sia durante la fase di spostamento su strada. Ad esso è delegata la gestione del sollevamento della barra e della sua protezione, garantita da supporti collegati a sospensioni idro-pneumatiche atte a minimizzare le sollecitazioni alla struttura e, di conseguenza, all’operatore. Ciascuna articolazione della barra è stata infine munita di apposite boccole autolubrificanti caratterizzate da minime manutenzioni.