Fedeli a se stessi

Nati quali macchine semplici e funzionali, i Same “Argon” rimangono fedeli alla propria impostazione progettuale di fondo anche con le loro terze generazioni. Sono equipaggiate con motori emissionati in stage 3B e propongono nuovi contenuti tecnici, funzionali e di comfort

Same Argon

La gamma “Argon” di Same nacque nel 1993 per consolidare la presenza commerciale del Marchio nelle classi di potenza medio-basse del mercato italiano. Si proponevano quali trattori “semplici e funzionali, essenzialmente meccanici, ma forti di soluzioni tecniche che permettevano loro di essere un passo avanti rispetto alla concorrenza”. La stessa affermazione, tratta dal libro “Trattori Same”, può ritenersi valida ancora oggi analizzando le caratteristiche tecniche della terza generazione degli “Argon”, quella che sarà lanciata in occasione di “AgriLevante 2017”. Si tratta di quattro modelli caratterizzati da potenze massime di 65, 75, 88 e 97 cavalli che apparentemente rompono col passato proponendosi a livello estetico con cofanature dal design moderno ed aggressivo, ma che sotto i cofani celano meccaniche collaudate e affidabili nell’ambito delle quali spiccano i motori tre cilindri “FarMotion”, rivisti negli allestimenti per far loro superare gli standard di emissione stage 3B. In tale direzione guardano in particolare le presenze di egr esterni refrigerati e di catalizzatori doc sullo scarico, contenuti cui i Tecnici lombardi hanno però affiancato anche ventole viscostatiche e un nuovo sistema di raffreddamento per minimizzare gli assorbimenti energetici e tenere contemporaneamente testa alle superiori temperature di lavoro indotte dalla presenza dei già citati egr. Nuovi pure i filtri dell’aria, a più stadi e a bassa perdita di carico per proteggere al meglio l’aspirazione giocando parallelamente a favore del rendimento globale, due obiettivi raggiunti con il secondo suffragato da curve di erogazione che vedono le coppie attaccare già a 800 giri mantenendosi poi su valori prossimi a quelli massimi fra i mille e i mille e 800 giri. Di fatto, quindi, unità molto elastiche che confermano il carattere “easy” delle nuove macchine e la continuità storica della loro impostazione progettuale orientata a garantire la massima facilità di guida. Quest’ultima connotazione ora viene peraltro accentuata dalla possibilità di memorizzare il regime motore di lavoro così da poterlo poi richiamare a pulsante e dalla presenza di nuovi comandi elettroidraulici per l’inserimento della doppia trazione e per il blocco totale del differenziale. Riviste anche le trasmissioni, disponibili in diverse versioni a quattro o cinque marce al vertice delle quali si colloca il gruppo “15+15 Eco”, studiato per chi è solito lavorare a lungo su strada trainando dei rimorchi. Si tratta di una trasmissione organizzata sulla base di cinque marce e tre gamme che permette di raggiungere i 40 all’ora al regime di soli mille e 800 giri/minuto anziché al regime standard di due mila e 136 giri/minuto proposto dalla versione non “Eco” dello stesso cambio. In entrambi i casi è previsto di serie un creeper che permette di operare a bassissima velocità, meno di 300 metri/ora, per far fronte ad attività di sbancamento o che richiedono grandi forze di trazione o di spinta mentre è in optional l’allestimento degli stessi gruppi “waterproof”, studiato per meglio proteggerle da eventuali infiltrazioni quando si opera in ambienti caratterizzati da forti presenze di fango o acqua come per esempio accade in risaia. Disponibile sui nuovi “Argon” anche un sistema frenante di tipo integrale, quindi con freni dedicati per l’asse anteriore, e integrante la funzione “Park brake control position” che permette di controllare a pulsante se il trattore è in grado o meno di bloccare un rimorchio nel caso questi non possa usare per i più svariati motivi il proprio sistema frenante. Di fatto un controllo preventivo di sicurezza. Da segnalare anche l’idraulica a centro aperto in grado di erogare fino a 50 litri di olio al minuto, il sollevatore da 35 quintali di capacità, il cruscotto con display digitale e gli upgrade apportate al posto guida per rendere le macchine il più confortevoli possibili. Le più importanti riguardano l’abbassamento dell’altezza del tunnel centrale di 75 millimetri, in pratica la metà dell’altezza precedente, per migliorare l’abitabilità e l’isolamento della piattaforma con un pavimento sintetico che concorre attivamente all’isolamento dell’operatore da vibrazioni e calore.