Figli dell’Europa

I nuovi isodiametrici “L80”, proposti da Bcs nell’ambito della serie “Volcan”, nascono sotto l’egida delle più recenti normative europee e quindi abbinano alle prestazioni tipiche di questa classe di macchine standard di sicurezza d’uso superiori

Bcs L80

Per tutti i costruttori di macchine agricole il 2018 ha rappresentato una svolta tecnica epocale. L’introduzione di standard costruttivi unificati per tutti gli Stati facenti capo all’Unione europea ha infatti dato luogo a una completa rivisitazione dei parametri progettuali fino a oggi in essere. Se fino a ieri i tecnici delle varie Case definivano i contenuti delle proprie macchine guardando soprattutto alle prestazioni e alla funzionalità, ora tali a tali obiettivi devono essere posposti alla compatibilità ambientale della macchina e alla sua sicurezza. Con la prima che va perseguita inserendo sotto cofano unità emissionate nel rispetto degli standard vigenti e la seconda mediante una nutrita serie di contenuti apparentemente minimali ma che nel loro insieme puntano a evitare quegli infortuni che troppo spesso sono indotti da disattenzioni o da fatica. Esempi in tal senso sono dati dall’obbligo di prevedere specifici sistemi per agevolare l’abbattimento e il sollevamento degli archi di sicurezza piuttosto che per evitare che possano essere avviate operazioni pericolose senza che l’operatore sia a bordo del veicolo, ma rientrano in tale contesto anche le più severe specifiche funzionali dei freni piuttosto che la necessità di prevedere schermature che impediscano contatti accidentali dell’operatore con parti in movimento o calde e protezioni antiscoppio sui tubi idraulici. I nuovi trattori “L80” proposti da Bcs nell’ambito della serie “Volcan” rispondono pienamente a tali input e, più in generale, a tutti i dettami imposti dalle norme cee 167/2013 dimostrando anche in concreto come le stesse norme non vadano a limitare le prestazioni o le funzionalità delle stesse macchine. Le prime sono in effetti assicurate da un moderno quattro cilindri turbo a marchio Kohler “Kdi 2504 Tcr” erogante 75 cavalli ed emissionato in stage 3B attraverso un egr esterno refrigerato cui si affianca un catalizzatore doc senza filtro dpf, avulso quindi da necessità manutentive. L’unità vanta anche un sistema di alimentazione di tipo common rail a gestione elettronica operante a due mila bar, iniettori posizionati centralmente alla camera di combustione, sovralimentazione turbo/intercooler, distribuzioni a quattro valvole per cilindro con punterie a rullini, coppe dell’olio strutturali e alberi di bilanciamento controrotanti. Questi ultimi va precisato che non sono obbligatori per Legge, ma rappresentano un contenuto che Bcs ha introdotto per salvaguardare il più possibile gli operatori dalle vibrazioni e permetter loro di fruire full time dei 75 cavalli di potenza e i 300 newtonmetro di coppia proposti dai motori alla cui gestione provvedono peraltro le collaudate trasmissioni Bcs a 16 velocità, quattro gamme e quattro marce selezionabili manualmente, che un inversore, a scelta meccanico sincronizzato o elettroidraulico, provvede a rendere disponibili anche in retro. Tutti i rapporti si interfacciano con i motori tramite frizioni “Long life” a dischi multipli in bagno d’olio esenti da manutenzioni e operano sulle ruote mediante riduttori epicicloidali la cui presenza contribuisce ad abbassare il baricentro del trattore e quindi ad aumentarne la stabilità quando si opera su terreno molto inclinati o sconnessi. In tali contesti si esaltano anche la presenza del carro “Os Frame” dotato di snodo centrale che consente all’avantreno un’oscillazione fino a 15 gradi rispetto al retrotreno così da garantire sempre l’aderenza dei pneumatici al fondo e quindi una trazione continua e omogenea, complice anche la presenza di differenziali bloccabili per via idraulica in caso di necessità. Difficile quindi fermare un “L80” mentre lavora e impossibile affaticarlo mediante attrezzature alimentate per via idraulica alla luce della presenza di un impianto sdoppiato erogante 63 litri al minuto, 33 dei quali dedicati ai servizi di bordo e i restanti 30, elevabili a 49 in via opzionale, ai gruppi di lavoro e gestibili mediante un joystick a comando elettronico. La presa di forza è a due velocità, 540 giri al minuto in versione standard ed eco, e il sollevatore posteriore muove fino a due mila e 300 chili di massa risultando affiancabile a livello opzionale da un sollevatore anteriore capace di 800 chili, sufficienti per consentire l’allestimento di eventuali cantieri di lavoro in combinata.