Multifunzionalità intensiva

Progettata in un’ottica di polivalenza operativa, la serie “T5 Electro Command” di New Holland vanta contenuti tecnico-funzionali che le permettono di far fronte con successo dalle movimentazioni intensive alle attività foraggere, fino alle lavorazioni leggere in pieno campo

New Holland T5 Electro Command

Secondo una recente ricerca di mercato tedesca, gli agricoltori europei richiedono oggi ai costruttori operanti nel comparto della meccanizzazione agricola macchine sempre più versatili e polivalenti. Una tendenza derivata in particolare dall’esigenza di affrontare il maggior numero possibile di lavorazioni con un ridotto numero di trattori, condizione giudicata essenziale al raggiungimento di quella minimizzazione dei costi gestionali che rappresenta oggi la via maestra verso il mantenimento di buoni livelli di redditività. Proprio per tale ragione, il mercato continentale ha fatto registrare negli ultimi anni un crescente successo commerciale nei confronti di quelle macchine in grado di disimpegnarsi quotidianamente in svariate applicazioni, dalle attività di movimentazione all’interno di aziende zootecniche fino ai trasporti su strada, passando anche per le attività di fienagione e per le lavorazioni superficiali del terreno. Un’attitudine che non a caso rappresenta il profilo di missione della serie “T5 Electro Command” di New Holland, tre aziendali di media potenza, denominati “T5.100 Ec”, “T5.110 Ec” e “T5.120 Ec”, progettati e sviluppati dal Marchio che fa capo al gruppo Cnh Industrial per offrire alle aziende a vocazione mista e alle organizzazioni operanti in conto terzi mezzi multifunzionali in grado di ottimizzare le movimentazioni intensive, le attività foraggiere e le lavorazioni in pieno campo. Proprio in tale ottica, le macchine risultano equipaggiate con motorizzazioni Fpt Industrial serie “F5C” a quattro cilindri da tre litri e 400 di cubatura in grado di offrire tarature di potenza massima nell’odine dei 99, dei 107 e dei 117 cavalli, unità che fanno dell’affidabilità, della semplicità meccanica e dell’elasticità di erogazione le loro migliori prerogative funzionali. Omologati stage 4B mediante la contemporanea presenza di sistemi scr compatti, di impianti egr minimali e di catalizzatori doc, i motori propongono inoltre una curva di potenza costante fra i mille e 900 e i due mila 300 giri durante le erogazioni massime, caratteristica che assicura alle macchine una risposta fluida e progressiva a eventuali e repentine modifiche di carico. Ne deriva quindi una spiccata versatilità operativa, dote peraltro enfatizzata dalla presenza di una trasmissione semi powershift, denominata “Electro Command”, che mette a disposizione 16 rapporti in avanzamento e altrettanti in retro, elevabili a 32+32 grazie a un super riduttore opzionale, attraverso quattro gamme e quattro marce sotto carico. La robotizzazione sia delle due gamme lente sia delle due gamme veloci permette poi agli operatori di spaziare all’interno degli otto rapporti senza dover ricorre all’uso della frizione, a tutto vantaggio della semplicità d’uso, mentre la presenza di serie della funzione “Eco Drive” che mantiene il regime motore stallato sui mille 950 giri quando i trattori viaggiano a 40 all’ora è invece orientata a minimizzare i consumi di carburante durante gli spostamenti su strada. A garantire invece alle macchine la capacità di affrontare anche lavorazioni gravose in pieno campo è preposto poi un impianto idraulico a doppia pompa dalla portata massima di 122 litri al minuto, 84 dei quali dedicati ad alimentare fino a otto distributori ausiliari, un sollevatore posteriore da cinque mila 420 chili di capacità massima e una presa di forza a tre velocità di lavoro, 540 giri in versione standard ed Eco e mille giri al minuto. In termini funzionali, quest’ultima può inoltre giovarsi della presenza del sistema di gestione automatica che, azionabile attraverso un pulsante dedicato posto sul montante centrale della cabina, disinserisce la presa di forza quando l’attrezzatura raggiunge un’altezza prestabilita dal terreno, per poi reinserirla quando torna al di sotto della soglia preimpostata, sollevando di fatto l’operatore dalla necessità di intervenire manualmente e, allo stesso tempo, proteggendo l’albero dalle sollecitazioni torsionali durante le fasi di sollevamento e di abbassamento. Il sistema automatico di gestione del regime motore “Esm” provvede poi a mantenere la presa di forza al regime impostato, delegando all’operatore la sola selezione della velocità di lavoro desiderata, mentre la centralina dedicata incrementerà o scalerà le marce all’interno della gamma selezionata così da mantenere costante il regime motore indipendentemente dalle eventuali variazioni di carico.