Nuove architetture per l’elettrico

L’introduzione di sistemi propulsivi elettrici a batteria nella meccanizzazione agricola porterà allo sviluppo di macchine caratterizzate da architetture costruttive diverse da quelle attuali. A conferma la piattaforma prototipale atta alla realizzazione di trattori utility di potenza compresa fra i 30 e i 100 cavalli recentemente proposta dal centro di ingegnerizzazione austriaco Avl

Avl

Se fino a poco più di un anno fa l’elettrificazione dei sistemi propulsivi operanti a livello di meccanizzazione agricola sembrava una soluzione lontana nel tempo, oggi l’inasprirsi delle legislazioni in termini di sostenibilità ambientale e le necessità di incrementare l’efficienza dei powertrain ha definito un’accelerazione decisa nello sviluppo di tali soluzioni. Siano esse costituite da architetture propulsive di tipo ibrido o full electric. In entrambi i casi introduzioni non prive di difficoltà visto che il settore propone un’ampia varietà di macchina che, spesso, risultano operativamente finalizzate a ben precise attività. Ne deriva la necessità di mettere a punto soluzioni dedicate che però, non potendo contare su grandi volumi di produzione, risultano pesare in misura rilevante e spesso non sostenibile sul costo finale della macchina. Un handicap particolarmente importante nel momento in cui si approcciano i powertrain elettrici che, di fatto, costringono a una riprogettazione dei gruppi di motopropulsione. Ciò non toglie che se nel medio periodo si attuerà un ulteriore inasprirsi delle legislazioni preposte al contenimento delle emissioni si assisterà comunque a un’elettrificazione dei veicoli su larga scala, complici anche le sperimentazioni già oggi condotte all’interno di specifiche nicchie applicative che impongono riduzioni delle emissioni più pesanti rispetto a quelle di Legge. Un esempio in tal senso l’utilizzo dei trattori utility per effettuare manutenzioni urbane in aree dove viene normalmente impedito l’accesso ai veicoli inquinanti o la necessità di operare le stesse manutenzioni all’interno di complessi sensibili al rumore. In entrambi i casi, ma sono solo esempi, ci si scontra da una parte con concrete esigenze di lavoro e dall’altra con la necessità di realizzare mezzi che si propongano con prezzi di listino comunque ammortizzabili in tempi ragionevoli. Due esigenze che secondo il centro di ingegnerizzazione austriaco Avl possono essere conciliate solo giocando su layout progettuali innovativi e modulabili, capaci cioè di dar luogo a macchina diverse in termini di operatività ma accomunate fra loro nei fondamentali di progetto. Guarda in tale direzione “e-Tractor”, un concept progettuale orientato proprio a realizzazione un trattore utility a propulsione elettrica sviluppato sulla base di un approccio modulare che esuli dalla semplice sostituzione del powertrain tradizionale con una versione elettrificata. In tale ottica tutto il sistema di motopropulsione, motori, pacchi batterie ed elettronica di potenza, si inserisce all’interno di volumi volumi specifici ricavati all’interno di uno chassis portante, realizzando di conseguenza una piattaforma utilizzabile per definire diverse tipologie di macchina. La soluzione offre anche la possibilità di gestire componenti diversi a seconda delle prestazioni richieste in termini di potenza e autonomia e degli obiettivi operativi mettendo a disposizione potenze oscillanti tra i 20 e i 75 chilowatt, tra i 30 e 100 cavalli circa, e pacchi batteria atti a garantire fino a nove ore di autonomia in utilizzo reale. Lo chassis integra inoltre i componenti dei circuiti idraulici ed elettrici ausiliari necessari per la movimentazione delle attrezzature, così come un impianto pneumatico. Altri moduli di azionamento elettrici, altre batterie o una diversa elettronica di potenza possono inoltre essere aggiunti quando necessario così da dar luogo a macchine in grado di far fronte alle più diverse applicazioni. Per lo stesso motivo la piattaforma Avl risulta modulabile anche nelle strutture sopracarro costituite dalla cabina e dalle attrezzature. La prima può essere posizionata frontalmente, centralmente o posteriormente alla piattaforma e al senso di lavoro della macchina a seconda delle differenti operatività cui si deve far fronte senza che ciò gravi sui costi. Lo stesso per le attrezzature, alimentabili per via idraulica o elettrica a seconda delle esigenze di lavoro e staffabili sulla piattaforma mediante agganci rapidi pre impostati.