Specializzati nello specializzarsi

Nel titolo un gioco di parole che ben esprime la dote migliore dei “Rex4” di Landini, la loro capacità di adattarsi alle più diverse attività proponendosi in oltre cento diverse configurazioni tutte realizzate sulla base di una medesima piattaforma progettuale

Landini Rex4

Un unico carro e un unico motore per realizzare più di cento diversi modelli. Tali nelle dimensioni, nelle masse e nelle prestazioni, oltre che nei contenuti, con questi ultimi che spaziano dai posti guida open o cabinati ai pneumatici da 30 pollici di diametro di calettamento che rendono le macchine adatte oltre che per lavorare nei più disparati ambiti specialistici anche per far fronte ad attività aziendali. Doti di versatilità e di capacità di adattamento che per i “Rex4” di Landini si legano soprattutto a una progettazione che, pur risalendo originariamente al 2002, risulta quanto mai moderna e attuale, complice l’upgrade cui le macchine furono soggette a fine 2016 per equipaggiarle con nuovi motori emissionati in base alle normative stage 4 e, dal 2020, in base allo stage 5. In vista di tali scadenze i Tecnici di Fabbrico cambiarono radicalmente le basi motoristiche dei loro specializzati, unificando i gruppi termici sulla base di unità a quattro cilindri di produzione Deutz serie “2.9Tdc L4” tarate fra i 70 e i 112 cavalli. Si tratta di motori compatti con canne da 92 millimetri di diametro per 110 di corsa alimentati mediante impianti common rail a controllo elettronico che permettono di abbinare alle prestazioni di punta consumi che si collocano ai minimi della categoria e, grazie alla bontà delle combustioni, cambi olio scadenziati ogni mille ore di lavoro. All’abbattimento delle spese di gestione concorrono poi anche il sistema “Engine Memo Switch”, che permette di memorizzare e richiamare il numero di giri motore ritenuto più congeniale all’attività in corso, e le trasmissioni, disponibili in dieci diverse configurazioni che aprono con un cambio tradizionale, manuali e sincronizzati con inversore meccanico, per arrivare a dei gruppi idraulici integranti powershift a due o tre stadi e un eventuale super riduttore. Così configurate le trasmissioni sono fruibili senza dover far uso della frizione grazie al sistema “De-Clutch” e mettono anche a disposizione un inversore programmabile nella reattività in modo da privilegiare ora la precisione e ora la velocità di manovra a seconda dell’attività che si deve affrontare. Tutti i gruppi assicurano inoltre la possibilità di abbinare al già citato super riduttore anche una velocità massima su strada di 40 chilometri all’ora che nel caso delle trasmissioni idrauliche si rende disponibile anche a regime motore ridotto per contenere al massimo i consumi. Guarda indirettamente in tale direzione anche la possibilità di modulare l’idraulica in termini di portate partendo da un impianto base di tipo sdoppiato che alimenta sterzo e gruppi di lavoro con portate rispettive di 28 e 50 litri al minuto. La portata dell’impianto di lavoro può però essere alzata a 82 litri al minuto inserendo sulla macchina un circuito triplo opzionale in grado di erogare 41 litri di olio ai distributori posteriori e al sollevatore e altrettanti ai distributori ventrali e anteriori. Tali flussi possono inoltre essere gestiti o tramite i tradizionali distributori a controllo manuale o con distributori elettro-idraulici comandati da joystick ed interruttori dedicati, opzioni disponibili anche a livello di controllo del sollevatore posteriore che può essere attuato mediante un impianto meccanico intermix integrante il sistema “Els”, “Ergonomic Lift System”, che velocizza le operazioni di alzata e di abbassata, o per mezzo di un sistema di controllo elettronico con funzione “Auto Pto” per gestire avviamenti e arresti delle prese di forza in funzione dell’altezza di sollevamento. Ulteriori varianti sono poi individuabili a livello di prese di forza, disponibili a due velocità, 540 e 750 giri o 540 e mille giri, o a quattro velocità, 540 giri, 750, 1000 e 1000 Eco, sempre con inserimenti pilotati per via meccanica servoassistita o per via elettroidraulica e a scelta sono pure gli assali anteriori, rigidi o sospesi con i secondi di tipo pivottante e voluti per aumentare il comfort di lavoro quando ci si sposta su strada con attrezzature portate, quando si devono affrontare fondi molto dissestati o quando è necessario disporre della massima aderenza possibile su ogni ruota, obiettivo che sulle versioni “V” viene perseguito anche mediante un assale “High Pivot” con basculamento maggiorato. Da segnalare, sempre in tema di assale anteriori sospeso, che tale contenuto risulta particolarmente apprezzabile sulle versioni dei “Rex4” dotate di pneumatici anteriori di minimo diametro e, come tali, caratterizzati da minori capacità di assorbimento degli urti che si innescano fra fondo e ruota. Da segnalare anche la presenza di asservimenti elettroidraulici per il blocco simultaneo dei differenziali e per l’innesto della doppia trazione esattamente come di serie è anche il sistema frenante di tipo integrale mediante l’inserimento di dischi dedicati sull’anteriore.