T come tackle

Nel football americano i due “tackle” sono i perni della linea di attacco di una squadra. Giocatori dal fisico possente, perché si trovano a fronteggiare i difensori più pesanti della squadra avversaria, ma nel contempo veloci e reattivi. Connotazioni che ben si prestano per sintetizzare le qualità dei Valtra serie “T”

Valtra serie “T”

The “T”. I “T”. I “Tackle”. Gli esterni della linea di attacco di una squadra di football americano. Giocatori forti, robusti e dal carattere determinato che hanno il compito di bloccare i difensori avversari più massicci, ma che devono anche essere agili e veloci per andare poi a proteggere i propri runningback mentre corrono verso la meta. Un ruolo strategico quanto difficile da sostenere quindi, soprattutto se si pensa che se le cose si mettono male devono pure andare a proteggere il loro quarterback trasformandosi da attaccanti in difensori. Non a caso negli Stati Uniti i “Tackle” sono anche soprannominati “angeli del lato oscuro” e la sigla che ne individua la posizione in campo e la funzione, la “T”, è stata anche usata in campo cinematografico per connotare i personaggi e gli eroi sempre pronti a battersi contro il male in difesa del bene. A partire dal 1947 con “T-Men” per arrivare al 1984 con “Mr T”. Più adeguato quindi il parallelo fra i Valtra serie “T” e gli omonimi giocatori di football se si accetta l’idea che anche i trattori avanzano doti di trazione di standard superiore abbinate a una elevata versatilità di impiego, dote quest’ultima accentuata anche dalla possibilità di personalizzare le macchine in tutti i loro contenuti. Oltre a scegliere a livello di gamma prestazioni e curve di erogazione dei motori, è infatti possibile definirne anche trasmissioni e tecnologie funzionali in base alle attività che dovranno affrontare arrivando fino a sceglierne il colore. Valtra è in effetti l’unico costruttore che non si propone con una livrea propria ma che lascia ai singoli operatori la possibilità di colorare le macchine nelle tinte ritenute più opportune spaziando anche dal pastello al metallizzato. Cuori pulsanti delle macchine sono comunque sempre i motori che, nel caso specifico, sono disponibili in due diverse cubature a sei cilindri. Le due macchine di minor potenza, ma si fa per dire visto che si oscilla comunque fra i 160 e i 180 cavalli, sono azionate da un propulsore di sei litri e 600 centimetri cubi, mentre le altre da dei turbo-intercooler da sette litri e 400 centimetri cubi. In entrambi i casi sono due le curve di erogazione, con quelle standard che realizzano le massime prestazioni ai regimi nominali di mille e 500 e die mila e cento giri, rispettivamente per coppie e potenze, e quelle “Eco”, che portano il campo di lavoro dell’unità a oscillare fra i mille e cento e i mille e 900 giri. Ogni motore può poi abbinarsi a due diverse soluzioni di trasmissione, con un power shif robotizzato a cinque stadi che guarda alle attività in campo aperto affiancando alle cinque marce anche quattro gamme e due possibilità di super riduzione e un cambio cvt di progettazione Valtra che invece si rivela prezioso quando la macchina deve far fronte a frequenti traini su strada o ad attività aziendali di manutenzione o movimentazione. Con queste ultime ovviamente affrontabili mediante caricatori originali Valtra. In entrambi i casi la scelta del rapporto più adatto per garantire le prestazioni attese con i minimi consumi possono essere delegate a una centralina, fermo restando che la scelta delle trasmissione concorre a conferire alla macchina ben precise attitudini operative alle quali è poi logico adeguare anche i restanti contenuti operativi. In primis l’idraulica, sempre basata su circuiti load sensing capaci di erogare fino a 160 litri di olio al minuto ma che sulle versioni “Active” viene gestita in maniera tradizionale mentre sulle versioni “Versu” e “Direct” è pilotata per via elettronica. Non varia mai però la collocazione degli azionamenti, studiata da Valtra in base alle più recenti norme ergonomiche e quindi sempre concentrati sul bracciolo destro della poltrona di guida. Sempre per mettere l’operatore a proprio agio, il sedile risulta inoltre sospeso per via pneumatica, regolabile longitudinalmente e in altezza oltre che inserito in una cabina climatizzata e sospesa anche lei per via pneumatica da gruppi pilotati elettronicamente in modo da mantenere costante l’assetto del vano. Allo stesso obiettivo concorre anche l’assale anteriore sospeso mentre ad agevolare eventuali attività che vanno controllate in maniera costante e visiva fa fronte la possibilità di far ruotare su se stesso l’intero posto guida.