Tripli benefici

Massima velocità operativa, elevata delicatezza nel trattamento del raccolto e della paglia e ridotto assorbimento energetico. Queste le tre promesse operative avanzate dall’esclusivo sistema di trebbiatura “Helix” che equipaggia le mietitrebbia assiali “Ideal” di Fendt, l’offerta top di gamma del Marchio tedesco nel segmento delle macchine da raccolta

Fendt Ideal

Coniugare la produttività oraria, uno dei principali parametri economico-gestionali di una qualsiasi macchina agricola, con la qualità del prodotto finale è ormai diventato il principale obiettivo perseguito dai costruttori attivi nel settore delle macchine da raccolta. L’evoluzione vissuta dai mercati ha in effetti sempre più affiancato il concetto di “tempo” a quello di “qualità”, col secondo riferito sia al raccolto sia ai sottoprodotti, la paglia in primis. Un trend maturatosi a partire dalle filiere cerealicole e risicole che ha spostato le attenzioni di agricoltori e contoterzisti verso le macchine in grado di conciliare le performance in campo con il rispetto del prodotto trattato. Da qui lo sforzo dei costruttori di settore per sviluppare soluzioni capaci di tutelare il valore del raccolto e minimizzare le perdite ma senza impattare negativamente sulle velocità di lavoro e su quei consumi di carburante. Che ormai arrivano a rappresentare oltre il 30 per cento dei costi di un ciclo di raccolta. Da queste esigenze sono partiti i tecnici Fendt al momento in cui hanno deciso di affiancare ai sistemi di trabbiatura tradizionali in essere sulle loro raccoglitrici la nuova soluzione “Helix” che equipaggia le mietitrebbia serie “Ideal”, tre modelli denominati “Ideal 7”, “Ideal 8” e “Ideal 9” che secondo non confermate voci potrebbero essere affiancati in occasione di Agritechnica 2019 con un quarto modelli di classe “10”, quella che annovera le mietitrebbia da oltre 650 cavalli potenza. Le macchine, delle rotative assiali a singolo o doppio stadio a seconda del modello, operano inviando sul sistema “Helix” un flusso di prodotto continuo e costante realizzato mediante un tamburo di alimentazione denominato “RotorFeeder”. Largo 600 millimetri, opera a una velocità di lavoro sincronizzata vicina al 70 per cento del regime di rotazione dei rotori così da garantire un convogliamento lineare e progressivo, avulso dal rischio di sovraccarichi indipendentemente dalle condizioni del raccolto. I rotori sono equipaggiati con elementi disposti su quattro file ad elica, con la parte anteriore che funge da battitore grazie alla presenza di quattro spranghe longitudinali al gruppo di separazione che staccano fisicamente i chicchi dalle spighe, attività agevolata da griglie di controbattitura disponibili in diverse configurazioni e regolabili idraulicamente in termini di distanza fino a un massimo di 35 millimetri. Nella parte posteriore di ogni rotore sono posizionati invece dei denti inclinati di 20 gradi che agevolano la suddivisione del prodotto lungo l’intero elicoide rotore, in modo tale da realizzare una separazione profonda, accurata e che tuteli anche la qualità della paglia, sottoprodotto che rappresenta oggi un’interessante opportunità di integrazione reddituale per le aziende agricole. Così strutturato e grazie a una lunghezza complessiva di quattro metri e 84 centimetri, il sistema “Helix” è quindi in grado di assicurare, a parità di volumi lavorati, minori assorbimenti energetici, fino al 20 per cento in meno rispetto ad analoghi modelli di egual potenza, e di conseguenza ridotti consumi di carburante, obiettivo cui guarda anche l’architettura della catena cinematica deputata all’azionamento degli organi di lavoro, sviluppata sulla base di sole 13 cinghie di trasmissione. Alla qualità del prodotto finale concorre infine anche il sistema di pulizia “IdealBalance”, privo di parti in movimento e realizzato mediante l’affiancamento di due piani di recupero, uno anteriore e uno posteriore, che scaricano centralmente e lateralmente il prodotto sul piano preparatore in maniera da garantire un flusso omogeneo, uniforme e avulso da perdite anche nel caso la macchina lavori su pendenze nell’ordine del 15 per cento.