Come tradizione il gruppo Merlo non ha mancato l’appuntamento tedesco per confermarsi quale punto di riferimento tecnologico nell’ambito del proprio comparto.
Temi chiave dello stand cuneese la versione 2026 di “Tf 65.9”, il restiling che caratterizzerà i futuri sollevatori agricoli e il micro “HyperCompact”, studiato per far fronte a movimentazione in spazi ridotti

Tante le novità che il gruppo Merlo ha portato ad Hannover. Nuovi prodotti in primis, ma anche prototipi e nuove soluzioni operative messe a punto per facilitare l’uso dei sollevatori enfatizzandone nel contempo la sicurezza operativa. A livello di prodotto protagonista assoluto è stato “Tf 65.9”, un sollevatore di alta capacità, 65 quintali di portata, quasi nove metri di altezza al perno del braccio e 170 cavalli di potenza, che rientra fra le macchine più vendute da Merlo essendo equipaggiato di serie con tutte le soluzioni tecniche preposte a contenere i costi di gestione facilitando anche quest’ultima.
Guarda in particolare in tale direzione il powertrain basato sull’abbinamento di unità Fpt Industrial serie “N 45”, oggi in assoluto uno dei migliori turbodiesel presenti sul mercato, con la trasmissione idrostatica “CvTronic”, due motori idrostatici a pistoni assiali alimentati dalla pompa idraulica a gestione elettronica che a seconda delle situazioni operative, lavorano in tandem o singolarmente.

A controllare il tutto provvede poi il sistema originale Merlo “Epd”, “Eco Power Drive”, che monitorizza lo stato funzionale della macchina e interviene sui parametri di lavoro del motore in modo da minimizzare i consumi. Proprio questi ultimi, unitamente a migliorie tese a enfatizzare l’affidabilità contenendone anche le esigenze di manutenzione, hanno rappresentato il focus principale su cui hanno lavorato i tecnici Merlo nel mettere a punto gli upgrade che caratterizzano la versione 2026 di “Tf 65.9”. L’intero powertrain e i relativi sistemi di gestione sono stati ottimizzati per dar luogo a un costo giornaliero e totale di proprietà, in sigla “Tco”, il più contenuto possibile.
Molto si è in tal senso lavorato sull’elettronica essendo la meccanica al top di suo. All’affidabilità e alla riduzione delle esigenze di manutenzione guardano invece gli interventi attuati su specifici componenti come per esempio risultano essere i perni dei cilindri di livellamento, ora conici per permettere la registrazione nel caso incorressero usure. Modifiche anche al meccanismo di rotazione della zattera e alla stessa zattera, ora dotati di perni e boccole maggiorati del 45 per cento, e le connessioni idrauliche, unificate sulla base di connettori filettati in grado di resistere alle più elevate pressioni di lavoro.

Il sistema di ingrassaggio è stato ottimizzato e grazie a interventi specifici sono state ridotte le oscillazioni delle forche che si instaurano durante il sollevamento. Ne derivano migliori doti di planarità e una sicurezza di lavoro che sicuramente saranno apprezzate da quanto usano “Tf 65.9” per sostenere le piattaforme aeree. Di fatto una macchina che ha raggiunto il suo massimo punto di maturità tecnico-prestazionale il cui ulteriore step di sviluppo sarà probabilmente costituito dal restiling, un design che non tradisce l’immagine storica e consolidata dei sollevatori ma la ammoderna in termini di design.
L’upgrade tocca in modo importante diverse componenti delle macchine, dai parafanghi alle cabine in un’ottica di miglioramento dell’accessibilità e della visibilità, ma è anche previsto un nuovo braccio telescopico sviluppato per massimizzare le performance della macchina. Allo stand una prima proposta in tal senso era rappresentata da un “Tf 38.10” al cui interno, cioè in cabina, si intravedeva anche un nuovo joystick anatomico, segno che il restiling darà sicuramente luogo anche a un più elevato comfort di lavoro.

Questi sarà certamente assicurato anche dal micro vano abitativo di “HyperCompact”, un sollevatore super compatto sviluppato guardando a chi lavora in spazi ridotti, come aziende agricole, allevamenti di pollame e suini o maneggi. La capacità di carico di 15 quintali e l’altezza massima di sollevamento di cinque metri ben rispondono a quasi tutte le esigenze operative di tali comparti. Fra le news tedesche da segnalare anche il sistema di controllo dell’area di lavoro “Pedestrian Detection” basato su telecamere intelligenti che rilevando l’eventuale presenza di ostacoli, persone o animali nei pressi della macchina intervengono in automatico per evitare incidenti.
Titolo: Agritechnica, da Merlo molto di nuovo
Autore: Redazione



