Al vertice da 25 anni

Sul mercato dal 1995, le mietitrebbia Claas serie “Lexion” nel 2020 vedranno l’esordio della loro seconda generazione. Almeno inizialmente non andrà a sostituire quella attuale ma si affiancherà ad essa, creando la più ampia offerta del mercato nel settore delle raccoglitrici di alte prestazioni

Claas Lexion

Si cambia. Quasi tutto. Ma restando fedeli a se stessi. Com’è giusto che sia per tutte quelle macchine che il mercato agricolo apprezza al punto da trasformarle in riferimenti di settore. Le mietitrebbia serie “Lexion” di Claas per esempio, lanciate nel 1995 con la linea di prodotto “400”. Tennero a battesimo quel sistema di trebbiatura “Aps+Roto Plus” che nel giro di poco tempo divenne sinonimo di produttività ed esclusività progettuale, al punto da dare origine a una nuova categoria di raccoglitrici, le cosiddette “ibride”. Caratterizzate da un look inconfondibile e sempre al vertice del comparto per contenuti tecnologici e prestazioni motoristiche, le “Lexion” da 25 anni a questa parte hanno rappresentato uno dei termini di paragone del settore, il “benchmark” per dirla all’inglese, evolvendosi nel tempo senza però mai perdere le proprie connotazioni più specifiche ed intrinseche. Una filosofia progettuale cui Claas è sempre stata fedele e che non ha tradito neanche in occasione del lancio della seconda generazione delle sue “Lexion”, più ricche di contenute, più performanti e più facili da gestire ma, appunto, fedeli alla propria immagine forte e consolidata. Al punto che di primo acchito solo un occhio attento e professionale le può distinguere dalle “Lexion” attuali. Molto aiutano però in tal senso le sigle, che da tre cifre passano a quattro. Premesso che le nuove “Lexion” inizialmente si affiancheranno alle attuali, accade che quelle oggi sul mercato siano contrassegnate dai codici “600” e “700”, mentre le nuove “Lexion” si propongono con i codici “5000” e “6000” nel caso delle macchine che operano la separazione secondaria con gli scuotipaglia e con i codici “7000” e “8000” per le ibride. Nel complesso 23 modelli che nel loro insieme coprono potenze comprese fra i 313 e i 790 cavalli proponendosi sia con assi anteriori tradizionali sia con i sistemi cingolati Claas “TerraTrac” che permettono di minimizzare l’impatto della macchina sul terreno senza peraltro impedire che ci si possa muovere su strada a 40 chilometri/ora. Tante, come accennato, le novità sotto pelle, a cominciare dai motori, ora tutti omologati in stage V e di produzione Mercedes o Man a seconda del modello. Comune a tutte le unità la gestione dell’erogazione attuata mediante il sistema Claas “Dynamic Power” che adegua carico e regime motore alle esigenze effettive di raccolta in un’ottica di contenimento dei consumi, non a caso inferiori fino a un dieci per cento circa rispetto agli standard di settore. Tutti i motori si interfacciano inoltre con i gruppi di lavoro della macchina mediante nuove e più dirette trasmissioni a loro volta agenti su variatori rinforzati collegabili al sistema di lubrificazione centrale così da minimizzare i fermi macchina di manutenzione e di controllo. Già da tali upgrade basterebbero da soli per poter definire “nuove” le “Lexion” modello 2020, soprattutto se si considera che vantano anche differenziali bloccabili e programmabili per via elettroidraulica, ma le grandi novità non sono però insite tanto nei powertrain quanto nei sistemi di separazione primari e secondari. I primi, il già citato “Aps”, è stato profondamente modificato soprattutto sulle serie “5000” e “6000”, tant’è che ora si chiama “Aps Synflow Walker” e non opera più con tre elementi rotanti, ma con quattro. L’acceleratore che regolarizza in automatico il flusso del prodotto entrante sul battitore realizzando anche una prima separazione è stato rinforzato, mentre il battitore vede il suo diametro crescere da 600 a 755 millimetri e le spranghe passare da otto a dieci. Ne deriva un’azione più diretta e incisiva per sfruttare al meglio le superiori prestazioni dei motori, ma comunque morbida e progressiva così da tutelare sia l’integrità della granella sia lo stato della paglia. Novità principale è l’introduzione di un quarto rotore posto subito dopo il battitore e prima del lanciatore, un cilindro addizionale da 600 millimetri di diametro che ovviamente dispone di un suo controbattitore regolabile per via elettroidraulica in parallelo con il controbattitore primario e la griglia “Aps”. Ne deriva un gruppo di elevatissima efficacia, stimata in circa il 25 per cento in più di separazione e le regolazioni sono quasi sempre facilmente adattabile alle colture su cui si opera direttamente dalla cabina della macchina. Massima versatilità quindi, dote peraltro accentuata dalla possibilità di ribaltare idraulicamente una spranga di sgranatura del controbattitore per aumentare l’intensità della battuta in caso di condizioni di raccolta difficili. Anche tale sistema rientra fra le innovazioni proposte dal sistema “Aps Synflow Walker” che, va ricordato, è disponibile solo sulle “Lexion” serie “5000” e “6000”, quelle che poi operano la separazione secondaria con cinque o sei scuotipaglia. Sulle “7000” e sulle “8000” la separazione primaria si avvale invece di un “Aps” progettualmente tradizionale, ma rivisto nei componenti a partire dal battitore, unificato nelle dimensioni e nella possibilità di regolazione di una delle spranghe con il gruppo che equipaggia le macchine operanti con scuotipaglia, e nel diametro del lanciatore, ora portato a 600 millimetri per agevolare il lavoro dei rotori “RotoPlus”. Questi ultimi montano nuove griglie per una migliore separazione con design a dita e struttura autopulente e dispongono di accecatori controllati elettroidraulicamente per modulare la superficie di separazione realizzando in opzione anche la funzione “4D” che permette di operare su terreni in pendenza garantendo una distribuzione uniforme della granella residua sul piano di ritorno, sul piano preparatore e sui crivelli superiore e inferiore. In più il sistema “Auto Slope” adegua in automatico la velocità del ventilatore allo stato di lavoro della macchina riducendo la portata di aria in salita e aumentandola in discesa. Da segnalare anche l’upgrade del sistema “Cebis”, ora di tipo touchscreen, e le nuove funzioni integrante nel sistema “Cemos Automatic”, la cui nuova architettura elettronica propone la funzione “Field Scanner” che tramite laser e sensori di stampo automobilistico guida la macchina perfettamente lungo il perimetro della coltura. Si interfaccia con un nuovo quantimetro calibrabile dalla cabina per misurare le rese con maggior precisione e minori tempi di calibrazione. Alle nuove “Lexion” e ai loro contenuti sarà dedicato un più ampio e dettagliato servizio sul numero di ottobre della rivista.