Elettrificazione agricola: tipologie e sigle

Oggi sono presenti sul mercato soluzioni ibride quanto mai differenziate fra loro, ciascuna delle quali è contrassegnata da una ben precisa sigla dietro la quale si celano operatività e problematiche diverse

elettrificazione agricola

Nel 1977 Toyota lanciò “Prius”, la prima auto ibrida prodotta in grande serie. Da allora la propulsione ibrida è diventata una delle soluzioni preferite dall’utenza, al punto da coprire oggi il 44 per cento circa del mercato europeo contro un 39 per cento circa delle propulsioni tradizionali e il 17 per cento circa del full electric.

Nel giro di quasi mezzo secolo dalla sua prima apparizione si può quindi affermare che l’ibrido abbia fatto centro, complice anche una versatilità strutturale che gli permette di adeguarsi in termini di architetture e funzionalità ai più diversi profili di missione.

Non a caso sono oggi presenti sul mercato soluzioni ibride quanto mai differenziate fra loro, ciascuna delle quali è contrassegnata da una ben precisa sigla dietro la quale si celano operatività e problematiche diverse. Le stesse operatività e le stesse problematiche che gravano anche sulle macchine agricole ibride che si stanno progressivamente affacciando sul mercato. In queste pagine una guida per inquadrare le diverse soluzioni e identificarle a livello di denominazioni.

Mhev, “Mild hybrid electric vehicle”

Livello base dell’elettrificazione. Un motore elettrico di bassa potenza è collegato al motore endotermico del veicolo mediante una cinghia o un sistema di ingranaggi per fungere da starter in fase di avviamento, da generatore quando l’auto si muove in rilascio e da propulsore ausiliario di supporto al motore termico in accelerazione. In tale occasione il sistema trae energia da una piccola batteria, dando origine a minori consumi e a minori emissioni. Fino a un massimo del dieci per cento circa.

Pregi. Sistema basico ed economico, ma funzionale oltre che leggero e compatto. Fluidifica la marcia e minimizza i consumi senza che l’utente sia assillato dalla necessità di ricorrere a ricariche esterne. I prezzi delle vetture sono inoltre vicini a quelli di modelli tradizionali e non ci sono problemi di rivendita dell’usato.

Difetti. Non permette la guida in modalità solo elettrica, neanche un metro, e non fa miracoli in termini prestazionali.

Hev, “Hybrid Electric Vehicle” o “Full Hybrid Vehicle”

Uno o più motori elettrici di potenza medio-bassa “aiutano” l’azione del motore endotermico principale attingendo energia da un pacco batterie alla cui ricarica provvedo gli stessi motori elettrici in decelerazione.

Vantaggi. La guida è fluida e piacevole e non c’è la necessità di dover ricaricare le batterie alle colonnine. Inoltre ci si può muovere per periodi di tempo e chilometraggi proporzionati alla capacità del pacco batteria in full electric. Con consumi minimi o azzerati.

Difetti. Sui percorsi affrontati a velocità costante e sul misto, soprattutto se collinare o montano, lavora solo in motore termico e le batterie diventano una zavorra che grava sui consumi. I prezzi delle vetture sono un po’ più elevati delle analoghe versioni tradizionali, ma l’usato è ancora rivendibile.

Phev, “Plug-in Hybrid Electric Vehicle”

Sonoauto che combinano un motore a combustione interna con un motore elettrico di elevata potenza e una capace batteria ricaricabile però solo alla colonnina. Il motore elettrico affianca in maniera programmata quello termico risultando anche in grado di realizzare una marcia in modalità puramente elettrica su distanze variabili in base alla capacità delle batterie. Quando queste sono scariche l’auto può inoltre continuare la marcia mossa dal solo motore termico.

Vantaggi. Non si corre il rischio di rimanere a piedi causa esaurimento delle batterie e quando i motori operano in contemporanea si hanno a disposizione potenze ragguardevoli.

Difetti. Quando la batteria è scarica si deve comunque cercare una colonnina se la si vuole ricaricare. Marciando col solo motore termico a a batterie scariche le prestazioni risultano limitate. I prezzi delle vetture sono inoltre abbastanza elevati e l’usato è difficile da piazzare.

Erev, “Extended-Range Electric Vehicle

Sono veicoli elettrici ad autonomia estesa, nel senso che la trazione è esclusivamente elettrica e un motore a combustione interna agisce quale generatore per ricaricare la batteria quando scarica. A seconda della capacità di quest’ultima varia l’autonomia del veicolo.

Vantaggi. Avendo un generatore a bordo non sono necessarie ricariche esterne. L’auto risulta inoltre piacevole alla guida e scattante se richiamata con l’acceleratore. Grazie alla funzionalità in full electric i consumi sono davvero bassi.

Difetti. La massa delle batterie può essere considerevole, i prezzi delle vetture sono elevati e l’usato non è oggetto di grandi valutazioni.

Bev, “Battery Electric Vehicle”

Elettrificazione agricola: tipologie e sigle

Sigla che individua i veicoli equipaggiati con sistemi di propulsione elettrici alimentati da batterie.

Vantaggi. Ottima reattività all’acceleratore ed elevato comfort di marcia.

Difetti. I prezzi delle vetture sono alti, l’usato non lo ritira nessuno e le autonomie di marcia sono suscettibili da pesanti riduzioni a seconda del clima e dello stile di guida. Se si devono affrontare lunghi viaggi è d’obbligo una programmazione delle soste di ricarica.

Titolo: Elettrificazione agricola: tipologie e sigle

Autore: Redazione

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