Gli elevatori triplex Cm a tre sfili “10 Tbcl” e “16 Thad” permettono di velocizzare in completa sicurezza le tempistiche legate alla logistica in ambito specializzato.
Ciò grazie a portate di dieci e di 16 quintali e a soluzioni tecniche declinabili in funzione sia delle esigenze applicative sia della tipologia di coltura a cui le attrezzature saranno asservite

Negli ultimi anni, l’agricoltura specializzata è stata uno dei pochi segmenti in costante crescita all’interno del comparto primario italiano. Un trend virtuoso tuttavia minato dalle crescenti problematiche che affliggono le aziende viticole e frutticole del Belpaese, costrette a fare i conti con una difficile congiuntura economica che all’atto pratico si traduce in un’instabilità delle quotazioni dei prodotti, soprattutto a livello frutticolo, e in un costante disequilibrio tra costi di produzione e redditività aziendale.
A tutela di quest’ultima, le aziende a vocazione viticola e frutticola hanno quindi evidenziato sempre più la necessità di massimizzare i propri cicli produttivi, un percorso che non può ovviamente prescindere dall’impiego di macchine capaci sia di semplificare e velocizzare i costi operativi. Proprio a tali obiettivi guardano non a caso gli elevatori idraulici a tre sfili “10 Tbcl” e “16 Thad” di Cm, di fatto le attrezzature bestseller di segmento dell’Azienda ravennate su cui non a caso il Marchio romagnolo ha incentrato la propria presenza in una Fieragricola 2026 nella quale l’agricoltura specializzata è stata come da tradizione uno dei temi portanti.

In tale ottica, il ruolo del protagonista non poteva che essere assegnato al modello “16 Thad”, in grado di assicurare i massimi standard di efficienza operativa grazie a una modularità configurale che consente a ogni cliente di declinare le specifiche tecniche in funzione non solo delle proprie esigenze applicative, ma anche sulla base della tipologia di coltura o di impianto a cui l’attrezzatura sarà asservita.
Forte di un’altezza massima raggiungibile di tre metri e 60 centimetri, l’attrezzatura vanta inoltre una portata massima di 16 quintali e una struttura portante realizzata attraverso profili in acciaio a “U” e “H” laminati a caldo che assicura un’alzata libera di 200 millimetri, soluzione che di fatto consente di gestire le movimentazioni meno gravose senza che l’attrezzatura aumenti il suo ingombro verticale rispetto alla posizione di riposo.

Ne deriva la certezza per l’operatore di aver poter contare sempre sul pieno controllo visivo dell’attività in corso, un vantaggio garantito anche dal modello “10 Tbcl” attraverso una struttura progettata sulla base di due cilindri di sollevamento laterali, in luogo del classico cilindro singolo centrale, che comandano l’alzata e la discesa in modo tale da assicurare la completa visibilità del carico.
Ciò senza tuttavia pregiudicare in alcun modo una portata massima nell’ordine dei dieci quintali che orienta l’attrezzatura verso quelle realtà imprenditoriali di medie e di piccole dimensioni che necessitano di un elevatore leggero e compatto in grado di supportare le movimentazioni in ambiti caratterizzata da ridotti spazi di manovra. In tali ambiti, “10 Tbcl” e “16 Thad” possono inoltre essere equipaggiati in via opzionale con stringicasse personalizzabili in funzione delle singole necessità operative e di progettazione originale Cm volti a supportare il trasporto stabile e sicuro di maggiori quantità di cassette.
Titolo: Elevatori Triplex Cm: dinamiche di coppia
Autore: Redazione



