Evoluzione agricola e clima: lezioni darwiniane

Secondo il celebre biologo britannico Charles Darwin, la specie che sopravvive ai cambiamenti non è mai la più forte, ma quella che meglio riesce ad adattarsi ai mutamenti. E nello spazio che intercorre tra l’interpretare o il subire i cambiamenti è interamente racchiusa la differenza tra il successo e il fallimento professionali

Evoluzione agricola e clima: lezioni darwiniane

di Andrea Castelli

Sebbene la teoria dell’evoluzione darwiniana nasca per spiegare i processi di selezione naturale di specie vegetali e animali, una sua astratta estensione può oggi fungere da minimo comun denominatore per alcune tendenze che incrociano i cambiamenti climatici in atto con l’agricoltura. Italiana in particolare.

È in effetti di poche settimane fa la notizia che Chiquita, la multinazionale elvetico-americana che ha fatto delle banane con il “bollino blu” un simbolo dell’eccellenza agroalimentare, abbia iniziato a coltivare per la prima volta i suoi prodotti nel Belpaese, in quella Sicilia in cui la tropicalizzazione del clima ha aperto le porte anche ad altre piantagioni di frutti esotici, come avocado e mango. Un’opportunità di evoluzione che può ben integrarsi nel territorio produttivo siciliano soprattutto se le coltivazioni delle banane saranno in grado di sostituire a livello di redditività parte di quei vigneti sensibili e purtroppo fragili ai cambiamenti climatici.

piantagione di banane
piantagione di banane

Una sostituzione peraltro obbligata visto che una recente ricerca condotta da Eea, Agenzia europea per l’ambiente, ha evidenziato come nel corso del prossimo decennio il 56 per cento delle aree mondiali attualmente vitate diventeranno inutilizzabili a causa dell’aumento delle temperature medie e della diminuzione delle piogge.

Una tendenza che ovviamente e sempre secondo l’Agenzia indurrà cambiamenti anche in termini di valore fondiario, con i terreni dei Paesi mediterranei che vedranno calare le quotazioni degli appezzamenti in una forbice compresa tra il 60 e il 90 per cento.

A vantaggio delle aree del Nord e del Centro Europa che vedranno aumentare i propri valori fondiari tra il 40 e il 60 per cento. Se le coltivazioni di ortaggi, frutta e cereali migreranno verso latitudini maggiori in cerca di un clima meno estremo, ecco che la riconversione produttiva diventa quindi l’unica opportunità di sopravvivenza per l’agricoltura mediterranea.

Un’evoluzione, quella in atto nel comparto primario italiano, che già oggi non coinvolge unicamente la Sicilia, ma che mostra i suoi effetti anche in Puglia, con le quotazioni del grano duro che nell’ultimo triennio sono calate del 44 per cento passando dai 530 euro al quintale del 2022 agli attuali 280 euro.

Stesso discorso per le rese, calate ormai a 20-25 tonnellate per ettaro. Ciò mentre nel resto del Mondo la quantità di grano immessa sul mercato è cresciuta e continuerà a crescere secondo le stime dell’International grain council. Inutile cercare colpevoli diversi dall’aumento delle temperature medie e dalla drastica diminuzione delle piogge, due fattori destinati a peggiorare nei prossimi anni e che anche in Puglia hanno indotto gli imprenditori a studiare nuove forme di business.

piantagione di cotone
piantagione di cotone

Seppur è ancora difficile immaginare alternative di pari peso economico, in alcune aree è ricomparsa la coltivazione del cotone, abbandonata 70 anni fa ma oggi in grado di supportare quelle realtà che con il solo grano duro chiudono la stagione in perdita.

Certo, forse non sarà il cotone la salvezza dell’agricoltura pugliese, così come magari le banane non rappresenteranno in futuro il core business del comparto primario siciliano, ma nonostante ciò la loro importanza odierna è legata al processo di evoluzione con cui inevitabilmente la produzione agricola mediterranea deve fari i conti. E nello spazio che intercorre tra l’interpretare o il subire i cambiamenti è interamente racchiusa la differenza tra il successo e il fallimento professionali.

Titolo: Evoluzione agricola e clima: lezioni darwiniane

Autore: Redazione

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