John Deere: gestazioni ventennali

Idee che vengono da lontano, ma che guardano al futuro, quelle esposte da John Deere in occasione dell’ultima edizione di Agritechnica. Tale risulta in particolare la mietitrebbia assiale birotore serie “X9” che John Deere ha proposto per la prima volta in veste ufficiale nonostante il progetto si fosse avviato ancora prima del 1999, anno in cui cominciarono a circolare in rete le prime indiscrezioni sui test che la Casa stava effettuando in campo.

Testimonianze di altri avvistamenti sono state poi lasciate nel 2010 in North Dakota, anno in cui venne anche depositato il brevetto numero “Ep2250873A1”, relativo a una raccoglitrice bimotore con i motori termici affiancati da altrettanti motori elettrici, una tecnologia che sempre nel 2012, sui forum statunitensi di agricoltura si dava “on the way”, in arrivo.

Pare quindi ci siano voluti più di vent’anni, ma alla fine la macchina è stata lanciata, anche se in larga parte celata a livello di dati tecnici. La Casa non ha infatti diramato nulla in merito, limitandosi a dire che sarebbe in grado di raccogliere oltre cento tonnellate/ora di grano con perdite inferiori all’uno per cento.

Più concrete e solide le informazioni relative ai nuovi trattori serie “8R”, disponibili in versioni gommate o cingolate e accreditati di potenze oscillanti fra 280 e 410 cavalli. Fra i due estremi si articolano tre modelli rispettivamente da 310, 340 e 370 cavalli, prestazioni che possono ulteriormente alzarsi grazie al sistema “Ipm”, “Intelligent power management”. Permette di innalzare la potenza in caso da un minimo di 46 fino a un massimo di 50 cavalli, influendo progressivamente meno in termini percentuali man mano che si sale di prestazione.

Il delta più marcato fra taratura nominale e potenza massima lo propone infatti il modello di attacco che può contare su un extra power pari a quasi il 16 e mezzo per cento, mentre l’incremento cala alll’11 e sette per cento per il top di gamma ”8R 410”. Tutti i mezzi, a eccezione degli entry level, sono inoltre disponibili in tre diverse versioni, “R”, “Rt” ed “Rx”, a seconda che si muovano su ruote, su due cingoli o su quattro.

Nastri questi ultimi disponibili con larghezze comprese fra i 41 e i 76 centimetri, e in funzione del sistema di trazione varia anche la tipologia della trasmissione, disponibile in due diverse configurazioni di poweshift, “16/5” da 16 marce in avanti e cinque in retro ed “e23” da 23+11 rapporti, e con un cvt “Autopowr” opzionabile sui primi quattro modelli gommati ma non sul top di gamma “8R 410”. Diverso il discorso per i cingolati “Rt” ed “Rx” che vengono equipaggiati tutti con il powershift “e23” o, sempre i primi quattro, con la trasmissione continua.

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