Kuhn: robocop diventa agricoltore

Un cervello umano inserito in un corpo robotico per creare un essere meccatronico dalle elevate potenzialità operative. Questo, in sintesi, è ciò che veniva proposto dal film “Robocop”, uscito in Italia nel 1987. Il cervello era quello di un agente di polizia americano gravemente ferito nel corso di un conflitto a fuoco con dei malviventi, il corpo uno scheletro metallico gestito per via elettronica. Risultato finale un cyborg forte e invulnerabile, ma pur sempre dotato di un’anima e di una percezione umana del Mondo. A raggiungere un obiettivo analogo, ma senza dar luogo a proposte fantascientifiche, punta anche l’agricoltura del futuro, quella usualmente chiamata “Agricoltura 4.0”, attività che vuole restare profondamente umana nei processi decisionali potenziandosi però in termini operativi grazie all’integrazione delle più diverse tecnologie e al loro controllo da remoto.

Analogamente a quanto fecero negli anni passati la chimica agraria, la genetica e la meccanizzazione delle campagne, “Agricoltura 4.0” rivoluzionerà le pratiche agricole giovandosi del supporto fornito al settore dall’elettronica, dal digitale e dal web. Si assisterà quindi a una vera e propria rivoluzione, fermo restando che il futuro è molto più vicino di quanto si possa pensare, tant’è che negli ultimi due anni sono andate moltiplicandosi app e sensoristiche di sistema finalizzate agli utilizzi fra i più disparati, dal monitoraggio dello stato nutrizionale delle piante alla presenza sulla vegetazione di parassiti e patogeni passando dall’ottimizzare dell’irrorazione di erbicidi pilotata tramite droni. Al momento il freno principale alla diffusione di tali soluzioni è dato dai costi, come sempre accade nelle prime fasi in cui nuove tecnologie si affacciano sul mercato, che però son destinati ad abbassarsi man mano che le nuove tecnologie si diffonderanno.

“Agricoltura 4.0” sarà dunque alla portata di tutti e ciò anche grazie al “Piano Impresa 4.0” voluto dal Governo che prevede crediti d’imposta pari al 40 per cento per investimenti nel comparto fino a due milioni e mezzo di euro. Le imprese agricole italiane a maggior vocazione innovativa hanno quindi l’opportunità di investire in macchinari di alto profilo tecnologico, rendendo il proprio lavoro sempre più digitale, efficiente e interconnesso. Tra i vantaggi anche la possibilità di salire a un livello superiore di controllo della propria azienda e delle attività in essa svolte, a tutto vantaggio della tracciabilità delle risorse e, quindi, anche della redditività, espressa sia come maggiori produzioni lorde vendibili, sia come marginalità assoluta in termini di profitti. Punto di forza preminente delle nuove tecnologie è infatti quello di riconoscere automaticamente e in tempo reale quali mezzi e attrezzature sono impiegati nelle lavorazioni, e in che misura, vantaggio che quindi si esalta soprattutto nelle aziende più strutturate o nel contoterzismo professionale.

Strategica appare inoltre la possibilità di controllare in continuo l’azienda dal punto di vista delle dinamiche economiche, ovvero delle entrate e delle uscite, declinate possibilmente per voce di investimento. Un bilancio aziendale sano, infatti, non può prescindere dalla tracciabilità dell’impiego delle risorse e dalla corretta attribuzione dei costi. Solo così si possono individuare i punti deboli della propria gestione e le aree di potenziale miglioramento. Proprio in tal senso si è mossa Kuhn, investendo per sviluppare proprie soluzioni in linea con gli obiettivi di “Agricoltura 4.0”, come per esempio il “Kuhn Cci Connect Pro” che rientra nel più ampio progetto di connettività “Kuhn Connect”, completandone le funzionalità già disponibili attraverso gli ormai consolidati terminali “Cci” posti nelle cabine dei trattori.

Tali soluzioni sono quindi accessibili per tutte le attrezzature operanti secondo protocolli isobus e dotate di funzione “Task Control”, quella che permette per esempio di operare leggendo i dati provenienti da una mappa di prescrizione. In tal senso, nel segmento delle lavorazioni del terreno la gamma Kuhn annovera gli aratri “Vari-Master L Smart Ploughing”, mentre fra le seminatrici vengono proposte le “Venta” nei modelli “3010”, “3020” e“3030”, come pure le trainate “Espro” ed “EsproRc”, tutte ideali per la semina in linea dei cereali a paglia. Parimenti accessoriate sono le seminatrici di precisione “Maxima3” e “Planter 3” e le barre di semina “Btf” nei modelli “3030”, “Btfr 4000”, “5000”, “6030”, nonché le “Csc 6000”, se combinate con le tramogge frontali “Tf 1512” gestite da protocolli isobus. Infine, a tale famiglia di prodotti “smart”, intelligenti, appartengono anche gli spandiconcimi “Axis” e le irroratrici “Deltis 2”, “Altis 2”, “Lexis”e “Metris”.

Per usufruire delle funzionalità di “Kuhn Cci Connect Pro” è sufficiente collegare a internet il proprio terminale “Cci 800” o “Cci 1200”, acquisendo in tal modo la possibilità di trasferire i dati da remoto al computer del centro aziendale, usufruendo anche di altre quattro funzionalità. La prima è la “Remote View” che tramite il proprio account registrato sul sito “MyKuhn” permette di visualizzare sul proprio computer aziendale lo schermo del terminale posto sul trattore, opportunità sfruttabile anche da smartphone o tablet. Grazie a “Remote View” si può quindi visualizzare da remoto lo stato di avanzamento dei lavori, come pure prestare assistenza o addestrare l’operatore in cabina senza doversi recare sul posto. La seconda funzionalità porta il nome di “Agrirouter ready”, tramite la quale è possibile accedere alla piattaforma di scambio dati “Agrirouter”, appositamente sviluppata per trasferire dati, file e mappe di prescrizione da un luogo all’altro.

I terminali “Cci 800” e “Cci 1200” sono peraltro compatibili di serie anche con la soluzione “Kuhn EasyTransfer” che sempre attraverso il proprio account “MyKuhn” consente di trasferire dal centro aziendale ai terminali le mappe di prescrizione e le istruzioni per gli operatori. Operativamente parlando, “Kuhn EasyTransfer” trasferisce ai “Cci” dei file compressi contenenti le mappe in formato “Shp” o “Isoxml”. Viceversa, una volta completata l’operazione in campo, con un semplice clic i file di attività possono essere inviati dal terminale al centro aziendale per la gestione successiva dei dati stessi, assicurandone una tracciabilità completa. L’accesso a tale servizio ha la durata di tre anni rinnovabile tramite un nuovo codice di attivazione. Infine, ultima ma non ultima, la funzione “Online Cci Update” che consente al terminale posto sul trattore di visualizzare le notifiche circa la disponibilità di una nuova versione del software. Grazie a tali aggiornamenti è cioè possibile avere accesso agli ultimi sviluppi per il proprio terminale.

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