Kuhn serie Highlander: dissodatori per l’affinamento post aratura

Ideali per le pratiche di minima lavorazione o per l’affinamento post aratura, i dissodatori Kuhn serie Highlander operano lavorazioni superficiali del terreno eliminando con un solo passaggio anche la flora infestante

Kuhn serie Highlander
Kuhn serie Highlander

Nel 1986 le sale cinematografiche videro il successo di “Highlander – L’ultimo immortale”. Film con Sean Connery e Christopher Lambert, entrambi interpreti di personaggi originari della regione montuosa scozzese  delle Highlands da cui il termine “highlander”. La trama narra di alcuni esseri umani che il destino ha reso immortali impegnati in una reciproca lotta al termine della quale solo uno di loro resterà in vita in eterno.

Per cogliere tale obiettivo ogni immortale deve decapitare l’avversario pronunciando la frase rituale “Ne resterà soltanto uno”. Molto meno melodrammatiche, ma non per questo meno efficaci, le modalità operative dei nuovi “Highlander” di Kuhn. Dissodatori trainati a denti che permettono con un solo passaggio di preparare il letto di semina “decapitando” in contemporanea la flora spontanea e miscelandone i residui nel profilo del suolo.

I nuovi coltivatori lavorano in effetti a profondità comprese fra i tre e i venti centimetri. Lo strato del terreno su cui più insistono le malerbe. Sono concepiti per operare su ogni tipo di terreno. Questo grazie a un design che ne consente l’uso in diversi momenti dell’anno e quindi va a ottimizzare la redditività per ettaro. Ne deriva che i dissodatori Kuhn serie “Highlander” possono essere impiegati sia nelle pratiche di minima lavorazione, di primo o secondo raccolto, sia per l’affinamento e il livellamento del terreno nei protocolli agronomici che aprono con lavorazioni profonde come l’aratura.

Kuhn serie Highlander
Kuhn serie Highlander

Disponibili in due modelli dai fronti operativi di sei metri o di sette metri e mezzo, per rendesi operativi necessitano rispettivamente di trattori dalle potenze minime variabili fra i 180 e i 400 cavalli a seconda dell’impegno connesso all’attività che si deve affrontare.

Architettura a tre sezioni

Comune alle due macchine l’architettura a tre sezioni ripiegabili per via idraulica. Così da rispettare i limiti di larghezza e altezza previsti dal codice della strada. Ambito approcciato dai tecnici francesi integrando nelle loro attrezzature sistemi frenanti idraulici o pneumatici e ruote portanti sospense. Così da permettere spostamenti tanto veloci quanto stabili e sicuri. Numerosi i benefici agronomici indotti dalle macchine una volta dispiegate in campo. Oltre a preparare il terreno per la semina in un solo passaggio, la loro funzione primaria, attuano anche una lavorazione superficiale che riduce l’evaporazione della riserva idrica presente negli strati più profondi. Interrompendone la risalta capillare verso la superficie.

L’estirpo e l’incorporazione della flora spontanea minimizza inoltre la competizione delle infestanti per nutrienti e acqua. Arricchendo al contempo il profilo di nuova sostanza organica a tutto vantaggio della fertilità e della struttura stessa del terreno, condizione ideale, questa, per la germinazione e lo sviluppo delle colture.

Kuhn serie Highlander
Kuhn serie Highlander

Benefici significativi si segnalano anche a vantaggio della biodiversità microbiologica, poiché un profilo più arioso e organico favorisce la proliferazione della microflora terricola. Un insieme di vantaggi che contribuiscono anche a una maggiore resilienza della superficie ai fenomeni erosivi dovuti a piogge e vento.

Operativamente, le alette con cui sono allestiti gli organi lavoranti degli “Highlander” tagliano gli apparati radicali delle malerbe, impedendone in tal modo il ricaccio. Oltre ai residui così generatisi, nel terreno possono poi essere incorporati eventuali ammendanti precedentemente distribuiti in campo, come letame, liquami o digestati. Il rimescolamento superficiale del suolo ne permette infatti la distribuzione omogenea nel profilo, abbattendo anche la dispersione delle componenti volatili responsabili di cattivi odori, a partire dall’ammoniaca.

Profondità controllata al centimetro

La stabilità operativa degli “Highlander” deriva dalle otto ruote di profondità abbinate a un timone flottante e a prolunghe, anch’esse flottanti, la cui interazione consente all’attrezzatura di operare sempre al massimo dell’omogeneità in larghezza e in lunghezza.

La profondità di lavoro risulta quindi sempre regolare e uniforme, connotazione quest’ultima indotta anche dalla protezione assicurata alle quattro le file di denti all’opera da singoli dispositivi di sicurezza meccanici, avulsi da manutenzioni e in grado di sopportare sforzi alla punta fino a 350 chili. I denti possono inoltre essere dotati di alette e di cinque tipi di punte diverse tre delle quali realizzate con acciai “Durakarb” e rinforzate con piastre di carburo di tungsteno.

La prima aletta, a punta dritta, avanza una larghezza costante di 50 millimetri mentre la seconda e la terza, sempre a punta dritta, presentano larghezze differenziate, con l’estremità prossimale larga 65 o 80 millimetri a fronte di porzioni distali di 35 o 50 millimetri. Queste opzioni consentono di adattare l’attrezzo a diversi tipi di terreno e condizioni di lavoro fermo restando che in aggiunta all’azione dei denti, la parte anteriore dell’attrezzatura può essere equipaggiata con dischi dentati di pre-taglio dalla pressione regolabile.

Kuhn serie Highlander
Kuhn serie Highlander

Tali accessori permettono di tagliare efficacemente gli steli della vegetazione, facilitando il successivo lavoro dei denti. A chiusura del cantiere, gli “Highlander” presentano infine un rullo “doppio U”, a pressione regolabile, i cui elementi circolari offrono una bassa resistenza al rotolamento grazie al diametro di 550 millimetri. Tale allestimento può essere omesso in caso di interventi autunnali, consentendo di lavorare anche in condizioni più umide.

Diserbi meccanici anti-resistenze

A oggi sono segnalate in Italia 99 molecole ad azione erbicida, offerta più che dimezzata rispetto a 25 anni or sono. Tale numero può sembrare alto, ma va considerato che le sostanze attive sono applicabili solo su alcune specifiche colture, non potendo essere utilizzate su tutte le altre. Inoltre, molti erbicidi appartengono alla stessa famiglia chimica e quindi interferiscono con i medesimi siti d’azione, riducendo ulteriormente il ventaglio di meccanismi biochimici disponibili. A conferma, molteplici sono i casi di resistenze conclamati e in continua espansione.

Kuhn serie Highlander
Kuhn serie Highlander

Quindi il numero 99 è da considerarsi basso, con tutte le preoccupazioni che ne derivano. Per tali ragioni il controllo delle erbe infestanti è sempre più orientato a pratiche di difesa integrata in cui i diserbi chimici si alternano a interventi meccanici. Ciò non solo per questioni ambientali, bensì anche per contrastare il citato problema delle resistenze.

Nessuna malerba può infatti sopravvivere al passaggio di organi lavoranti, a dischi o denti che siano. Le tradizionali sarchiature e rincalzature si possono però applicare a poche e ben precise colture, come mais, soia, girasole e barbabietola da zucchero. Non su cereali e su altre colture a file ravvicinate. In presemina, invece, ogni coltura può vedere l’intervento di dissodatori/coltivatori che insieme all’affinamento dei primi centimetri di suolo estirpano anche la flora spontanea già presente.

Titolo: Kuhn serie Highlander: dissodatori ideali l’affinamento post aratura

Autore: Redazione

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