Mercato: lento recupero

Dal “meno 18” di fine Giugno, al “meno 12” di fine Settembre. Le vendite dei trattori si stanno lentamente riprendendo dal profondo rosso indotto dal lockdown, complici gli aiuti governativi. Difficile però che l’anno si chiuda su volumi vicini a quelli del 2019. Ipotizzabili un migliaio di unità in meno.

La “terapia intensiva” messa in atto dal Governo con la Legge di bilancio 2020 per aiutare gli investimenti in macchine agricole di ultima generazione sembra funzionare, tant’è che il calo delle immatricolazioni indotto del lockdown della scorsa primavera sembra si stia lentamente risolvendo. A fine Aprile il mercato era in effetti sotto del 17 per cento circa e a fine Giugno era ulteriormente sceso di un ulteriore buon punto percentuale. Ora però lo stesso calo si è ridotto a poco più del dodici per cento e passando dall’esame dei dati relativi all’anno solare a quelli proposti dall’anno mobile – dati che putroppo per ragioni di spazio non sono pubblicabili – si riduce ulteriormente a poco più di un dieci per cento circa.

Se tale trend fosse confermato le immatricolazioni dei trattori chiuderebbero il 2020 con un volume oscillante attorno alle 16 mila e 800 registrazioni, ma nel 2019 non erano in essere gli attuali aiuti che, come accennato, sembra stiano spingendo non poco le intenzioni d’acquisto delle aziende. Non è quindi azzardato ipotizzare qualche centinaio di immatricolazioni in più rispetto a quelle prospettate dall’anno mobile e, magari, sperare anche in una chiusura d’anno più vicina alle 17 mila e 500 unità che alle 17 mila. Fra due mesi si saprà se tali auspici si saranno concretizzati, complici anche la tradizionale spinta alle immatricolazioni data dai concessionari per raggiungere i budget di vendite loro assegnati.

Quando sopra, senza dimenticare poi che dei mille e 764 trattori che a fine Settembre mancavano all’appello per pareggiare l’immatricolato 2020 con quello del 2019 ben 470 si legano ai problemi di Arbos Group e in particolare del suo marchio Goldoni, attualmente in concordato preventivo. Senza dimenticare poi le 468 immatricolazioni in meno di New Holland, le 190 di John Deere, le 159 di Kubota e le 140 di Lamborghini. Senza tali flessioni, che ci si augura possano rientrare a breve esattamente come ci si augura si possa risolvere positivamente la crisi di Goldoni, la situazione sarebbe molto meno penalizzante e forse addirittura in positivo come d’altra parte risultano essere gli immatricolati di Antonio Carraro, Landini e Steyr o quelli vicini alla parità di Deutz-Fahr, Fendt e McCormick.

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