New Holland per il 2026 delinea la propria visione dei trend presenti e futuri affiancando ai nuovi “T7 Xd” e “T4.120 Auto Command” i robot autonomi serie “R4” e il prototipo di un sollevatore telescopico ibrido. Un percorso le cui origini risalgono però a quel Fiat “702” che New Holland ha celebrato con il concept “Il Trattore”

Presente e futuro. Con un tocco di retrò a testimoniare il passato. È attorno a questo dipanarsi del tempo che New Holland ha incentrato la sua presenza ad Agritechnica 2025, focalizzando le attenzioni dei visitatori della rassegna su come il Marchio che fa capo a Cnh Industrial interpreta e interpreterà i trend di settore. Una visione la cui credibilità poggia sulla storia di una realtà nata sotto il brand Fiat Trattori, non a caso riportato in auge in quel di Hannover per celebrare l’eccellenza del design “Made in Italy” con il concept “Il Trattore”, un esercizio di stile realizzato intorno a un “T5.120” per rendere omaggio all’iconico modello “702” con cui Fiat iniziò la sua avventura industriale nel comparto trattoristico.
Un gioiello estetico, sia in termini cromatici sia a livello di linee, che ben si presterebbe a “vestire” anche le novità presenti e quindi concrete presentate da New Holland, a partire da quel “T4.120F Auto Command” che segna il debutto della trasmissione a variazione continua sugli specializzati delle Casa.
Di progettazione originale Cnh Industrial, il cvt sarà per ora un’esclusiva della versione top di gamma dei frutteti New Holland, ma è facile ipotizzare una possibile trasposizione anche su altre versioni nel caso la risposta commerciale sia quella auspicata dal Brand.

La trasmissione “Auto Command”, ovviamente in una variante sviluppata ad hoc, è alla base anche della nuova serie “T7 Xd”, una linea di prodotto strutturata sulla base di tre modelli che coprono un range di potenze massime compreso tra i 360 e i 435 cavalli destinata a posizionarsi nella gamma New Holland tra i campo aperto di alta potenza “T7 Hd” e i top di gamma convenzionali “T8”. Più orientati al futuro prossimo di settore invece i nuovi robot “R4”, progettati per eseguire in modo autonomo i compiti ripetitivi e di minor valore in ambito specializzato, per i quali la precisione e la sicurezza non dipendono dalla presenza umana.
Due le versioni, una per la viticoltura e l’altra per frutticoltura, a cui fanno eco altrettante configurazioni propulsive, con la versione full electric “R4 Electric Power” destinata a operare nei vigneti stretti grazie al supporto di un motore elettrico, di cui New Holland non ha comunicato le prestazioni, alimentato da un pacco batterie da 40 chilowattora di capacità integrato in un corpo macchina da 70 centimetri di larghezza che rende il robot ideale per affrontare filari con ampiezze comprese tra il metro e il metro e mezzo.

Alla frutticoltura e quindi ad ambiti caratterizzati da interfila superiori al mero e mezzo è invece orientato “R4 Hybrid Power. Ciò grazie alla maggior potenza e autonomia offerte da un powertrain ibrido realizzato sulla base di un motore diesel da 56 cavalli di potenza massima che alimenta un’unità elettrica, di cui anche in questo caso New Holland non ha comunicato la potenza, mentre due batterie da quattro chilowattora di capacità ciascuna permettono al mezzo di funzionare anche in modalità esclusivamente elettrica per ridotti intervalli di tempo.
Altrettanto futuribile e quindi ancora in versione prototipale infine il sollevatore telescopico ibrido “Th” da nove metri di altezza massima raggiungibile e da quattro mila e 200 chili di portata. Esclusività del progetto New Holland l’accoppiamento della trazione elettrica, delegata a un’unità sincrona a magneti permanenti da 40 chilowatt di potenza, con un motore quattro cilindri Fpt Industrial “F28” da due litri e 800 centimetri cubi alimentato a metano.

Quest’ultimo, da cento cavalli di potenza massima, alimenta il pacco batteria da 70 chilowattora che consente al prototipo di operare in modalità completamente elettrica per un massimo di quattro ore in caso di attività medio-pesanti e fino a sei ore per cicli di lavoro leggeri, mentre durante le applicazioni più gravose e intensive interviene in supporto il propulsore a metano che concorre a realizzare una potenza complessiva di 115 chilowatt, pari a 154 cavalli equivalenti.

La ripresa è una certezza

Le novità che il gruppo Cnh ha presentato in Agritechnica rappresentano un passaggio importante per permettere a New Holland, Case Ih e Steyr di continuare a proporsi sul mercato con prodotti innovativi, tecnologicamente avanzati e progettati guardando esplicitamente alle esigenze dell’agricoltura italiana ed europea. Francesco Zazzetta, business director per il mercato Italia è certo che le nuove macchine permetteranno a New Holland, Case Ih e Steyr di superare gli empasse commerciali che hanno caratterizzato il 2025. “Il mercato italiano delle macchine agricole ha vissuto nel 2025 una fase articolata, caratterizzata da importanti discontinuità e da cambiamenti strutturali che stanno coinvolgendo l’intero settore. In questo contesto, i brand New Holland e Case Ih hanno registrato una flessione della propria quota di mercato nel segmento Trattori.
Un risultato che non ci soddisfa, ma che va letto come parte di un percorso di transizione e di adattamento a nuove condizioni di mercato, oltre che a una fase interna di profonda riorganizzazione. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’evoluzione significativa della domanda che ha premiato segmenti oggi meno presidiati dai nostri Marchi.
In particolare, il comparto dei trattori compatti è cresciuto passando da circa mille e 500 unità nel 2022 alle attuali due mila e 500 trainato da una domanda frammentata e da nuove tipologie di utilizzatori. In crescita del 18 per cento anche il segmento degli isodiametrici, ambito che come quello dei trattori compatti è coperto solo in misura parziale dai nostri Marchi.
Ciò ha evidentemente inciso in modo negativo sulle nostre quote, dinamica cui si è aggiunta la crescita delle importazioni di trattori da frutteto provenienti dall’India, macchine semplici, essenziali e con un posizionamento di prezzo oggi non coperto dalle nostre gamme europee. L’espansione di questi prodotti ha inciso in modo significativo sui volumi complessivi, soprattutto nei segmenti di ingresso, dove la sensibilità al prezzo rimane un fattore determinante per la scelta d’acquisto. In più è accaduto che nel 2025 il mercato Italia di Cnh ha vissuto un doppio cambio organizzativo in pochi mesi che ha rallentato le nostre capacità di reazione nella parte finale dell’anno. Si è trattato però di cambiamenti necessari per costruire una struttura più snella e orientata al cliente, in linea con la strategia globale del Gruppo.
Dulcis in fundo c’è anche stato un rallentamento produttivo nel primo semestre 2025 dovuto alla necessità di gestire un alto livello di stock a livello europeo, situazione che ha penalizzato in modo particolare l’Italia essendo stato uno dei primi mercati europei a mostrare segnali di ripresa. Ora però tali problemi sono alle spalle. Le nostre vendite stanno mostrando una tendenza positiva, le nostre fabbriche stanno gradualmente tornando alla piena operatività e la nuova struttura commerciale è oggi più solida e dinamica, vicina alla rete dei concessionari. Non abbiamo quindi alcun motivo di preoccupazione e siamo certi che già nel brevissimo periodo godremo di nuove e tangibili soddisfazioni”.



