Per trasformare un Claas “Axion 960” by Wiking non serve un’officina

Nelle immagini, il modello in scala uno a 32 di un trattore Claas serie “Axion 960 Sv” prodotto da Wiking, uno dei tanti modellini di buona qualità disponibili sul mercato e quindi già adatto in partenza per essere inserito in una collezione. Per quanto di qualità un modello non è mai perfetto però e in tale ottica, volendo renderlo un pezzo unico e di pregio, sarebbe da smontare e rivedere in quasi tutti i dettagli.

Tale operazione viene in effetti effettuata dai modellisti più appassionati e competenti giovandosi di veri e propri angoli-officina spesso integranti anche tornietti e frese, ma non è necessario disporre di un simile armamentario per migliorare un modellino commerciale se ci si accontenta di intervenire solo sull’estetica per “sporcarlo” riproducendo gli effetti che il lavoro nei campi induce sulle macchine originali. A tale scopo basta disporre di un buon aerografo, attrezzo disponibile sul mercato in kit con il compressore e in versioni semi professionali a prezzi oscillanti fra i 120 e i 200 euro, della necessaria manualità, acquisibile facendo prove di verniciatura su plastiche da buttare e poi su modellini poco pregiati, e un po’ di fantasia.

Trasformare un Claas “Axion 960”: per iniziare basta un solo colore

Sopra, un aerografo semiprofessionale, una pistola a spruzzo che opera grazie ad un piccolo compressore d’aria. Per non sporcare l’area di lavoro sono disponibili mini ambienti di verniciatura ripieghevoli. Tante le colorazioni rese disponibili dal catalogo Tamiya, ma quella base per sporcare un modello è la “Xf 59 Desert Yellow

Il colore base, da usare dopo aver protetto i vetri, è il Tamiya “Xf 56 Desert Yellow”, da distribuirsi con più passate per dar luogo alle sfumature che fango e polvere creano sui trattori veri. A seguire e una volta ultimata la verniciatura è poi bene procedere con un lavaggio a pennello effettuato applicando sulla carrozzeria dell’acquaragia sporcata con una piccolissima percentuale di colore nero per pitture a olio, lo stesso miscuglio che con una maggior percentuale di nero servirà anche per simulare macchie di olio o grasso piuttosto che le tracimazioni del gasolio dai tappi dei serbatoi.

Non bisogna aver fretta

L’importante è procedere con calma, dando le varie mani solo dopo che si è essiccata quella data prima e partendo dall’idea che se si vernicia poco si può sempre aggiungere altra tinta, ma se si vernicia troppo non si può tornar e indietro.

Per completare l’opera non è male l’idea di sporcare anche i vetri con un velo di “Xf 56 Desert Yellow” e completare il modellino con figurini in scala o che simulino delle presenze umane. Il settore ferromodellistico è ricco di proposte in tal senso che possono essere modellate nelle posture ritenute più opportune deformandole un poco alla volta previ riscaldamenti in acqua calda.

Anche in questo caso aerografo o pennelli permetteranno poi di vestire i figurini nella maniera più opportuna. Nulla vieta ovviamente di inserire nella scena anche un minimo di attrezzature andandole attingere dal catalogo Siku alla voce “accessori” e rivedendone poi i colori con l’aerografo.

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Titolo: Per trasformare un Claas “Axion 960” by Wiking non serve un’officina

Autore: Giorgio Galloni

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