Questione di dettagli

Le presse quadre serie “Quadrant” di Claas mirano ad assicurare la massima densità di pressatura abbinata al miglior rendimento operativo. Obiettivo raggiunto grazie a soluzioni tecnico-funzionali esclusive che garantiscono prismi finali compatti e ben strutturati indipendentemente dalla conformazione dell’andana e dalla lunghezza di taglio

Claas Quadrant

La perfezione è la somma dei dettagli. Così soleva rispondere Leonardo da Vinci a coloro che gli chiedevano quale fosse il segreto della sua eccellenza artistica e scientifica. Un approccio culturale che non rappresentava in alcun modo una forma di falsa modestia, peraltro mai appartenuta al Genio toscano, quanto la piena consapevolezza di quanto fosse sottile la differenza tra l’eccellenza e la mediocrità. La stessa differenza che in ambito industriale è da sempre la discriminante tra il successo o l’insuccesso commerciale. Come nel Rinascimento, anche oggi i prodotti più apprezzati al Mondo hanno infatti raggiunto il consenso del mercato grazie a una cura del dettaglio che li differenzia in meglio rispetto all’offerta tradizionale, diventando in tal modo un simbolo di qualità. Il medesimo principio che in ambito agricolo ha permesso alle imballatrici Claas di imporsi fin dai primi decenni del Novecento quale punto di riferimento per un intero settore grazie a un sistema di legatura brevettato, ancora oggi alla base dell’intera gamma proposta dalla Casa tedesca e quindi presente anche sulle presse quadre serie “Quadrant”. Queste ultime, al vertice di una linea di prodotto che apre con le rotoimballatrici a camera fissa “Rollant 340” e consta di ben 11 modelli-base, avanzano in effetti quale caratteristica comune e primaria la capacità di abbinare la massima densità di pressatura sistemi di legatura che avvolgono i prismi in modo sempre sicuro e saldo, minimizzando allo stesso tempo l’impiego di spago. Ciò garantisce prodotti finali sempre ben strutturati e uniformi, indipendentemente dalla conformazione dell’andana e dall’eventuale lunghezza di taglio del prodotto. Tale parametro, fino a qualche anno fa opzionale, ma oggi essenziale alla luce di un’agricoltura sempre più specializzata, sulle “Quadrant” più prestazionali, le “5300” e le “5200” può scendere fino a un minimo di 22 millimetri grazie al sistema opzionale “Fine Cut”, operante mediante 51 coltelli al ritmo di 32 mila tagli al minuto e quindi in grado di realizzare un prodotto impiegabile direttamente in ambito zootecnico. A enfatizzare le capacità produttive della gamma, strutturata sulla base di tre modelli che oltre ai già citati “Quadrant 5300” e “Quadrant 5200” annovera anche la versione d’attacco “Quadrant 4200”, concorre inoltre la presenza di un pick up di raccolta operante su una larghezza di due metri e 35 centimetri, affiancato sia dal rotore di taglio “RotoCut”, a 25 coltelli da un metro e 20 centimetri di larghezza, sia dal sistema di alimentazione idraulico “Pfs”, acronimo di “Power Feeding System”, che razionalizza e velocizza il flusso del foraggio attraverso una coclea alimentatrice trasversale continua e ammortizzata che a sua volta trasporta il prodotto verso il rotore mediante spirali di grandi dimensioni. Il flusso del raccolto risulta in tal modo omogeneo anche nel caso si operi su andane irregolari o su terreni non uniformi, agevolando quindi il lavoro di una precamera modulabile per via idraulica sulla base di tre diverse pressioni a seconda delle caratteristiche del foraggio e delle dimensioni dell’andana. Grazie a ciò l’alimentazione della camera di pressatura principale è sempre costante e progressiva indipendentemente dalle dimensioni della camera stessa che varia dai tre metri e 85 centimetri di lunghezza delle “Quadrant 5300” e “Quadrant 5200” ai tre metri e 45 centimetri della versione “Quadrant 4200”. All’interno di ogni volume lavora un pistone che realizza 46, 51 o 56 corse al minuto a seconda del modello. Da sottolineare che a realizzare balle dense, uniformi e regolari guarda anche la presenza di un sistema di regolazione automatica della pressione di pressatura denominato “Apc” e operante sulla base di un software che calcola i carichi massimi sostenibili affinché la macchina possa lavorare sempre al massimo rendimento interfacciandoli poi in tempo reale con i carichi in essere sul telaio principale e con la tensione dello spago. Il sistema ottimizza e controlla anche i sei legatori, tenuti costantemente puliti dal sistema di soffiatura “TurboFan”, in grado di generare un flusso d’aria avente una velocità massima di 140 chilometri l’ora non solo frontalmente, ma anche lateralmente in direzione del nodo stesso. I legatori, simbolo del marchio Claas, in sede progettuale sono stati ovviamente adeguati alle prestazioni attese da queste macchine risultando caratterizzati da un becco, un disco annodatore e una piastra di fissaggio dello spago rinforzati mediante uno specifico trattamento termico e rivisti nelle geometrie per velocizzare il processo di legatura. Tre le dimensioni dei prodotti finali, con “Quadrant 5300” che dà luogo a balle da 120 centimetri per 90 e da 120 centimetri per 70 su “Quadrant 5200” e “Quadrant 4200”.