Rotopresse John Deere serie R e M: due passi avanti

Le nuove rotopresse John Deere a camera variabile serie R e M mirano a garantire la massima densità di pressatura e un incremento della produttività oraria attraverso inedite soluzioni funzionali e più evoluti sistemi di connettività

Massima densità di pressatura. Per stoccare grandi masse di foraggio in spazi ridotti, proteggendo anche il raccolto dai possibili degradi indotti da clima, fermentazioni, muffe e batteri. Questo il prioritario target progettuale di tutti produttori di rotopresse, un obiettivo tanto ambizioso quanto difficilmente raggiungibile in senso assoluto visto che quasi sempre uno stesso prodotto vede variare le sue modalità di raccolta e lavorazione in funzione della tipologia e della destinazione d’uso.

Non a caso il mercato propone sia rotoimballatrici a camera fissa sia macchine a camera variabile, con le prime che lavorano a pressioni variabili che crescono al crescere del diametro della balla, mentre le seconde esercitano sul conglomerato vegetale in via di avvolgimento una pressione costante per tutta la durata del processo.

Ne deriva che le rotoimballatrici a camera fissa realizzano manufatti sempre più compatti man mano che la balla si forma, ma partendo da un centro relativamente morbido mentre le versioni a camera variabile assicurano la massima densità di lavoro fin dalle prime fasi della lavorazione. Una dicotomia superabile solo attraverso attrezzature in grado di coniugare le caratteristiche delle macchine a camera fissa con le peculiarità di quelle a camera variabile, adeguando di conseguenza la densità centrale della balla alle condizioni di raccolta e ai successivi utilizzi del prodotto.

Esattamente quanto mirano a garantire le nuove rotopresse a camera variabile John Deere serie “R” e “M”, quattro modelli complessivi orientati a offrire un incremento della produttività oraria attraverso più evoluti sistemi di connettività sia alle realtà maggiormente strutturate e ai contoterzisti, le prime, sia alle aziende a vocazione mista di medie e piccole dimensioni, le seconde.

Queste ultime, in particolare, propongono una struttura compatta che ne permette l’impiego anche in appezzamenti caratterizzati da ridotti spazi di manovra e su terreni in pendenza, ambiti nei quali i nuovi modelli “V452M” e “V462M” sono in grado di far fronte anche ai cicli di raccolta intensivi grazie a un incremento del dieci per cento della potenza assorbita dalla trasmissione che si traduce a livello operativo in un aumento della produttività dell’otto per cento, ovviamente a parità di lavoro, rispetto ai modelli di precedente generazione.

La presenza di nuove cinghie senza giunzioni e con superficie ruvida assicura poi un’alimentazione del raccolto fluida e continua anche in caso di raccolto umido, così come il sistema idraulico per l’innesto delle lame attivabile direttamente dalla cabina garantisce un taglio uniforme e preciso indipendentemente dalle condizioni di lavoro. Tutti i parametri di raccolta sono inoltre monitorabili attraverso il display touchscreen “G5e” che attraverso il protocollo isobus consente l’integrazione dei dati operativi nel “John Deere Operations Center”, così da poter beneficiare sia di una tracciatura completa del ciclo di lavoro sia dell’archiviazione di tutte le informazioni rilevanti per l’eventuale fatturazione dell’attività svolta. Opportunità quest’ultima particolarmente utile per le realtà operanti in conto terzi che trovano nelle versioni più strutturate “V452R” e “V462R” le rotopresse a camera variabile ideali per completare velocemente i numerosi cicli di raccolta cui sono chiamati a far fronte.

Ciò grazie alla capacità dei modelli serie “R” di proporre una produttività oraria superiore dell’otto per cento rispetto alle versioni di precedente generazione in virtù di un aumento del 15 per cento della potenza assorbita dalla trasmissione.

A enfatizzare ulteriormente le potenzialità delle attrezzature concorre poi la funzione “Automazione di Tracciamento dell’Andana” che attraverso un timone flessibile consente alla rotopressa di seguire automaticamente l’andana, guidandola automaticamente a sinistra e a destra in base al riempimento della camera, anche in presenza di andane curve, in modo tale da assicurare la realizzazione di un prodotto finito uniforme.

Al raggiungimento di un’elevata densità di pressatura guarda invece un sistema a doppia cinghia che comprime il raccolto fino a 140 chili per metro cubo, il sette per cento in più rispetto ai modelli di precedente generazione, mentre la funzione di rilascio rapido permette di scaricare la balla in campo e di richiudere il portellone in soli tre secondi.

Obiettivo qualità

Alla produzione di un insilato di alta qualità guardano le nuove rotopresse combinate “C442R”, “C452R” e “C462R” che integrano un braccio fasciatore operante alla velocità di 40 giri al minuto per dare origine a un prodotto finito perfettamente sigillato così da salvaguardare e preservare le qualità organolettiche del raccolto. All’ottimizzazione della qualità produttiva concorre inoltre la possibilità di equipaggiare le attrezzature in via opzionale con un sistema di pesatura integrato che attraverso sensori di forza posizionati su ciascuno dei quattro rulli del tavolo di trasporto consente di controllare e certificare il peso di ogni singola balla realizzata.

Titolo: Rotopresse John Deere serie R e M: due passi avanti

Autore: Redazione

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