Sotto il vestito molto

Anteprima mondiale ad Agritechnica 2019 per le rinnovate serie di alta potenza “X7.6” e “X8” di McCormick. Riviste nelle motorizzazioni per uniformare i propulsori alle imminenti normative stage V, le macchine sono anche state arricchite con inediti modelli e con contenuti tecnico-funzionali esclusivi volti a elevarne l’efficienza operativa

Novità all’insegna dello stage V. La presenza di McCormick in quel di Hannover ruoterà infatti principalmente attorno al rinnovamento della propria gamma di alta potenza in funzione delle normative anti inquinamento che entreranno in vigore il prossimo primo gennaio, un passaggio che il Marchio che fa capo ad Argo Tractors ha interpretato però in un senso più ampio. I tecnici McCormick non si sono in effetti limitati ad aggiornare i modelli più prestazionali della gamma sostituendo le motorizzazioni stage 4 con unità stage V, ma hanno invece approfittato dell’occasione per rivedere anche alcune soluzioni tecnico-funzionali con l’obiettivo di aumentarne l’efficienza operativa e, di conseguenza, le capacità produttive.

Va quindi letto in tal senso il profondo rinnovamento a cui è stata sottoposta la serie “X7.6”, macchine riviste nelle denominazioni per rendere più immediata e intuitiva l’identificazione delle prestazioni, rese esplicite in questo caso attraverso le ultime due cifre della sigla, e arricchite dall’esordio proprio in occasione di Agritechnica 2019 di un nuovo modello che si posizionerà al vertice della serie per meglio raccordarla con i top di gamma “X8”. L’inedito “X7.624”, che sarà uno dei cavalli da battaglia 2020 di McCormick, alza infatti gli standard prestazionali dei campo aperto di media-alta potenza McCormick fino ai 240 cavalli, performance indotta dalla presenza sotto cofanature caratterizzate da linee più moderne e aggressive di nuove motorizzazioni “Beta Power Fuel Efficiency” a sei cilindri da sei litri e 700 centimetri cubi omologati stage V senza alcun ricorso a impianti egr di pre trattamento dell’aria di aspirazione.

Le unità affiancano infatti al sistema scr già in appannaggio delle precedenti motorizzazioni un catalizzatore ossidante passivo e un filtro dpf, integrandoli in un’unica struttura per minimizzare gli ingombri, mentre guarda all’ottimizzazione dei tempi e dei costi relativi agli interventi di manutenzione programmata la presenza del nuovo sistema “Best in Class” che tramite appositi filtri del carburante minimizza gli inquinamenti reciproci normalmente in essere fra il carburante stesso e l’olio motore, così da allungare la vita del secondo. Motori quindi tra i più moderni ed efficienti attualmente disponibili sul mercato che ovviamente non sono unicamente proposti sul nuovo modello “X7.624” ma che viceversa equipaggiano l’intera serie “X7.6”, esattamente come sono stati trasposti su tutti i modelli di media-alta potenza McCormick i rinnovati tetti delle cabine, integranti 12 luci da lavoro posizionate in modo da illuminare a 360 gradi l’area operativa, e i vani abitativi rivisti per offrire maggiori doti di maggior comfort e funzionalità.

Proprio in tale ottica, le cabine che equipaggiano la serie “X7.6” model year 2020 vantano infatti la presenza di un sistema di comando a bracciolo, denominato “Data Screen Management”, che attraverso cinque pulsanti programmabili dall’utente permette di gestire in modo semplice e immediato altrettante funzioni operative. Immutata invece la possibilità per gli operatori di scegliere tra due diverse trasmissioni, in funzione delle attività cui la macchina è chiamata a rispondere con maggior frequenza. La prima, denominata “Vt-Drive” si configura quale cambio a variazione continua a quattro stadi e punta a enfatizzare la versatilità d’uso delle macchine risultando particolarmente indicato per far fronte a utilizzi diversificati o che non richiedono l’erogazione in continuo delle massime prestazioni, quali, per esempio, i trasporti su strada e le attività di fienagione, grazie alla capacità di realizzare senza soluzione di continuità velocità comprese fra un minimo di 40 metri/ora e un massimo di 50 all’ora, ovviamente laddove consentito dal Codice.

La seconda è invece una trasmissione full powershift, denominata “P6-Drive”, che guarda in particolare alle applicazioni pesanti condotte in campo aperto e operante attraverso cinque marce robotizzate che interfacciandosi con un powershift a sei stadi realizza 30 rapporti in avanzamento e 15 in retro, con questi ultimi innestabili mediante un inversore elettroidraulico programmabile nella reattività. Un programma di rinnovamento tecnico-funzionale quello portato avanti dai tecnici McCormick che come accennato in apertura non si è limitato alla serie “X7.6”, ma ha abbracciato anche i campo aperto di alta potenza “X8”, tre modelli, denominati, X8.660”, “X8.670” e “X8.680”, che rappresentano l’attuale offerta top del Marchio in termini tecnologici e prestazionali. Proprio per tale ragione, le versioni model year 2020 proporranno anch’esse di serie nuovi tetti delle cabine integranti 12 fari da lavoro, così come le motorizzazioni a sei cilindri “Beta Power Fuel Efficiency” da sei litri e 700 centimetri cubi, in grado di offrire un range di potenze massime comprese tra i 264 e i 310 cavalli, sono emissionate stage V attraverso la contemporanea presenza di sistemi scr per il post trattamento degli ossidi azotati e di catalizzatori doc, senza quindi l’impiego di impianti egr. La termodinamica del motore è quindi libera di esprimere al meglio le proprie possibilità funzionali, supportata in tal senso dalla presenza di un turbocompressore a geometria variabile a controllo elettronico, da una distribuzione a quattro valvole per cilindro pilotate mediante punterie idrauliche e da un impianto di alimentazione common rail operante ad alta pressione, tutte soluzioni che nel loro insieme concorrono a realizzare erogazioni lineari e progressive che giocano a favore del contenimento dei consumi. Allo stesso obiettivo guarda poi anche la trasmissione continua “Vt-Drive”, gruppo strutturato sulla base di una componente idrostatica operante congiuntamente con un powershift a quattro stadi pilotato per via elettronica che permette alle macchine di marciare su strada a 40 all’ora al minor regime possibile, mille 300 giri, e di raggiungere, ove consentito, i 50 chilometri l’ora con il motore stallato sui mille 600 giri. La componente idrostatica azzera inoltre il suo contributo all’avanzamento in prossimità di ogni passaggio di rapporto e ciò fa sì che si realizzino quattro range operativi esclusivamente meccanici, quindi con rendimenti del tutto analoghi a quelli proposti dai powershift tradizionali, che coincidono con le velocità più utilizzate per le applicazioni in campo aperto. Realizzati sulla base di un carro ibrido, un telaio di acciaio che va a collegarsi al carter del differenziale posteriore, gli “X8” vantano inoltre assali anteriori sospesi e pilotati per via elettronica, cabine isolabili mediante sistemi di sospensione attivi e un’idraulica capace di erogare fino a 157 litri di olio al minuto, elevabili in via opzionale a 212, che alimenta fino a sei distributori ausiliari e un sollevatore posteriore da 12 mila chili di portata massima.

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