Da quattro a 50 quintali

Il gruppo Merlo sarà presente in Germania con l’intera gamma dei suoi movimentatori, dai piccoli “Cingo” ai “TurboFarmer” heavy duty. In particolare evidenza le linee di prodotto costituite dai sollevatori ultra-compatti e compatti, specificatamente concepiti per operare in ambiti zootecnici

Merlo

Presenza importante quella del gruppo Merlo ad Hannover, vuoi per le dimensioni del mercato tedesco vuoi per l’importanza che a livello agricolo ha il comparto zootecnico, ambito che la Casa già presidia mediante macchine concepite ad hoc nelle dimensioni e nelle portate. Non a caso proprio i sollevatori telescopici ultra-compatti e compatti avranno un posto d’onore all’interno dello stand cuneese, con i primi che trovano il loro miglior rappresentante nel modello “Panoramic 27.6” capace di alzare il suo braccio fino al limite dei sei metri portando carichi da 27 quintali di peso. La macchina, come tutti gli altri sollevatori Merlo, sarà proposta per la prima volta in allestimento stage V, cioè con motore Kholer da 75 cavalli emissionato sulla base delle più recenti normative europee, standard che sarà progressivamente rispettato anche da tutti gli altri modelli Merlo e quindi anche dai sollevatori compatti “TurboFarmer” caratterizzati da portate massime di 30 o 33 quintali e da alzate che possono superare gli otto metri e mezzo.

In questo caso i motori sono a marchio Deutz serie “Tdc 2.9” e le potenze possono salire al limite dei 115 cavalli così da dar luogo a macchine di elevata versatilità. Proprio a garantire tale contenuto si orientano peraltro anche i modelli di più elevato spessore prestazionale quali risultano essere i nuovi “TurboFarmer 65.9 Cs” e i “MultiFarmer 34.7/34.9”, novità assolute per il mercato tedesco. Il primo è un mezzo da 170 cavalli di potenza in grado di adattarsi alle più diverse condizioni di utilizzo grazie al suo powertrain integrante la trasmissione continua Merlo “McvTronic” he permette di operare con i minimi consumi possibili, obiettivo cui guarda anche la presenza del sistema “Eco Power Drive” che riduce i giri motore quando non si richiedono le massime prestazioni implementando anche ulteriori funzionalità quali, per esempio, “Speed Control” e la regolazione automatica dei giri-motore in funzione alla potenza idraulica richiesta.

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Un vero top di gamma quindi, dotato anche di una cabina sospesa per garantire all’operatore il massimo comfort di lavoro all’interno della quale si colloca il nuovo joystick capacitivo che la Casa ha messo specificatamente a punto per far fronte alle esigenze del settore agricolo. Anatomico nelle forme, integra due sensori che rilevano la presenza della mano dell’operatore proponendo anche nella parte frontale i comandi proporzionali del braccio e in quella posteriore il selettore del senso di marcia, comando peraltro replicato anche sulla sinistra del piantone di sterzo. Con movimenti a croce trasversali e longitudinale permette poi l’attuazione delle funzioni di movimento del braccio realizzando di fatto un sistema integrato che permette al pilota di controllare l’intera macchina con una sola mano gestendo al meglio anche l’idraulica load sensing e flow sharing capace di oltre 160 litri di olio al minuto.

Merlo

Grazie al sistema di progettazione e di produzione modulare Merlo è certo che lo stesso comando in futuro troverà spazio anche sui nuovi “MultiFarmer 34.7/34.9” da 136 cavalli di potenza anche in questo caso gestibili mediante il sistema Merlo “Eco Power Drive”. La nota saliente dei mezzi però è insita nella presenza di un attacco a tre punti posteriore capace di movimentare anche masse di tre tonnellate e quindi atto a trasformare il sollevatore in un vero e proprio trattore fruibile anche in campo aperto per portare e azionare le più diverse attrezzature. Allo stand anche i “TurboFarmer” di media capacità “35.7-115 Cs” e “38.10 Tt-140” da 115 e 136 cavalli e, in rappresentanza delle macchine di alta potenza, il modello heavy duty “50.8T 170”, progettato in un’ottica di utilizzo full time presso le aziende agricole che operano nell’ambito delle produzioni bio-energetiche.   

Unici nel loro genere

La polivalenza e la versatilità sono i due punti che contraddistinguono il sistema “Cingo”, un insieme di trasportatori cingolati che per possibilità operative e prestazioni non trova al momento alternative di mercato.

Il concetto progettuale applicato ai trasportatori “Cingo” punta in effetti ad abbinare le capacità di carico con la massima stabilità trasversale e longitudinale quando si opera in condizioni di pendenza precarie, obiettivo perseguito giocando su baricentro il più possibile ribassati  e un sistema di trasmissione a cingoli che assicura l’aderenza ottimale delle macchine al terreno anche se questi è dissestato. Il tutto senza precludere la possibilità di utilizzare le varie basi meccaniche per trasportare le merci più disparate o muovere le più diverse attrezzature grazie alla presenza di attacchi rapido che rendono “Cingo” degli autentici tuttofare. Da sei a 33 cavalli le potenze disponibili, erogate da motori benzina o diesel, e da 20 a 35 i litri al minuti resi disponibili dagli impianti idraulici di bordo, prestazioni che nel loro complesso permettono di brandeggiare carichi compresi fra i quattro e i dodici quintali.

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