Cavalli di razza

Il nome, “Arion”, deriva dalla mitologia greca da un cavallo, il più veloce in assoluto, figlio della dea della Terra Demetra e del sovrano dei mari Poseidone. Dalla prima riprendono la generosità, dal secondo la forza

Claas Arion

Narra la mitologia greca che la dea Demetra donò al genere umano la conoscenza delle tecniche agricole, la semina, l’aratura e la mietitura, e per tale motivo era particolarmente venerata nelle aree rurali elleniche. Poseidone era invece il dio dei mari, generoso con chi lo venerava, terribile e vendicativo con i nemici e molto sensibile alle grazie femminili, al punto che non appena vide Demetra non ci pensò due volte a cornificare la moglie. Dall’unione nacque “Arion, un cavallo immortale e dalla criniera nera che per potenza e velocità non aveva rivali, doti che probabilmente devono aver ispirato Claas quando decise di immettere sul mercato i suoi trattori di media potenza denominati appunto “Arion” e contrassegnati con le sigle “500” e “600” a seconda che fossero equipaggiati con motori a quattro o a sei cilindri di produzione Dps, Deere Power System. Si tratta di unità modulari, cioè realizzate sulla base di un’unica canna da 106 millimetri di alesaggio per 127 di corsa, facenti capo alle serie “Pss 4.5L” e “Pvs 6.8L”, con la prima che copre potenze reali comprese fra i 125 e i 165 cavalli e la seconda che invece sale fino al limite dei 205 cavalli in modalità “Cpm”, una mappatura supplementare a quella di normale utilizzo che su “Arion 660” si attiva automaticamente per offrire quella manciata di energia in più, una ventina di cavalli, che serve per far fronte ai traini più pesanti su strada o ad attività impegnative affrontate con attrezzature mosse dalla presa di forza. Le due serie di motori sono accomunate anche dai sistemi di emissionamento basati sulla presenza di impianti di pre e post combustione, egr e scr oltre a filtri doc e dpf, ma si differenziano fra loro a livello di sistemi di sovralimentazione. I quattro cilindri sono asserviti da due turbocompressori uno dei quali, di piccole dimensioni, entra in azione già ai bassi regimi assicurando risposte del motore alle richieste di potenza del pilota sempre pronte e decise. Sui sei cilindri lo stesso risultato è invece raggiunto grazie a un turbocompressore a geometria variabile. In entrambi i casi i rischi di incorrere in sovrapressioni sono limitati dalla presenza di valvole waste gate e specifici scambiatori di calore evitano che i vantaggi della sovralimentazione siano lesi da un eccessivo riscaldamento dei fluidi lavorati dai compressori. Da segnalare le distribuzioni a quattro valvole per cilindro, le alimentazioni ad alta pressione pilotate per via elettronica e, sulle unità sei cilindri, la presenza di due regimi di minimo, 800 e 650 giri, con quello inferiore che si attiva automaticamente ogni volta che il carico lo rende possibile così da minimizzare i consumi. Allo stesso obiettivo, oggi irrinunciabile se si considera che il gasolio pesa sui costi di produzione anche per un buon 40 per cento, concorrono anche le trasmissioni, “HexaShift” o “Cmatic”. Nel primo caso si tratta di gruppi robotizzati “Hexashift” a quattro gamme e sei marce rivisti nei contenuti funzionali mediante l’introduzione delle modalità di lavoro “Tempomat” e “Smart Stop” per minimizzare al massimo le esigenze di controllo da parte dell’operatore. “Tempomat” permette in effetti di viaggiare su strada alla velocità prescelta in modo automatico ma sempre al numero di giri ottimale ai fini del contenimento dei consumi mentre “Smart Stop” sgancia automaticamente il motore dalla trasmissione premendo il pedale del freno e senza che sia necessario intervenire su quello della frizione. Se si sta quindi lavorando con un caricatore frontale si può manovrare giocando solo su freni e inversore, senza dover far ricorso ad alcun altro comando. Lo stesso ovviamente accade se la trasmissione diventa il gruppo “Cmatic” di progettazione originale Claas, un cvt a due gamme pilotato per via elettronica che sui nuovi “Arion” si propone con un software aggiornato che ne rende possibile la gestione tramite il pedale acceleratore, introduce la funzione di cruise control e permette di memorizzare due regimi di lavoro richiamabili a pulsante nel caso la macchina debba affrontare operazioni ripetitive. Queste ultime, ma più in generale l’intera gestione del cantiere di lavoro, quindi sia del trattore sia delle attrezzature, vengono poi ulteriormente agevolate dalla disponibilità di tre diverse configurazioni elettroniche denominate “Cis”, Cis+” o “Cebis”. La prima è quella di attacco, si abbina alla trasmissione “Hexashift” e propone distributori idraulici a controllo meccanico e un display standard in bianco nero a montante. La versione “Cis+” può abbinarsi anche alla trasmissione “Cmatic”, propone distributori a controllo elettronico e si propone con un display a colori. In entrambi i casi sono di serie i braccioli multifunzione con leva “ElectroPilot” per la gestione del sistema idraulico e il gruppo “DriveStick” per il controllo della trasmissione. Più evoluto il sistema “Cebis” che permette la gestione diretta di tutte le funzioni di bordo della macchina tramite uno schermo a colori touchscreen da 12 pollici, integrante anche la leva multifunzione “Cmotion” comune ai trattori, alle mietitrebbie e alle trincia semoventi Claas, che permette di gestire avanzamenti e retro, i cambi di marcia e di gamma se la trasmissione è powershift, il richiamo delle operazioni pre programmate a fine campo e fino a dieci altre funzioni con la sola mano destra, cosa che di fatto rende possibile il lavoro senza mai dover staccare l’avanbraccio dal bracciolo della poltrona. Massimo comfort quindi, accentuato da una visibilità a 360 sull’intero arco dell’orizzonte offerta dalla cabina di guida, disponibile anche a quattro o cinque montanti nel caso il trattore dovesse essere usato per pilotare bracci decespugliatori e quindi ci si volesse garantire la totale assenza di angoli morti. La cabina è inoltre sospesa su quattro punti mediante molle e ammortizzatori idraulici asserviti da barre anti rollio, soluzioni che per il momento è in esclusiva a Claas e assicura un isolamento del posto guida da calore, vibrazioni e rumorosità meccaniche di stampo automobilistico. Nel caso tale obiettivo fosse prioritario la Casa tedesca offre anche la possibilità di equipaggiare gli “Arion” con assali anteriori sospesi “ProActiv” agenti mediante schemi a ruote interconnesse e pilotati per via elettronica, gruppi che operano in parallelo con i sistemi previsti di serie per smorzare le oscillazioni delle attrezzature portate quando si procede su strada. Grazie a tali soluzioni la stabilità di marcia è sempre garantita, l’assetto non subisce variazioni indotte dai carichi né si innescano mai beccheggi o rollii. Favorita grazie alla maggior aderenza delle gomme al terreno anche la trazione, mentre a facilitare le manovre provvedere un sistema di sterzatura dinamica che modula a pulsante il numero dei giri del volante necessari per portare le ruote da una battuta di fermo all’altra. Può essere programmato sulla base di tre diverse modalità di azione, la modalità manuale regolabile su quattro livelli, la modalità angolo di sterzo e la modalità velocità, ciascuna regolabile su due livelli, per avere sempre la giusta sterzatura per ogni esigenza di lavoro.