Robuste e affidabili, le cimatrici da vigneto Rinieri realizzano potature dal taglio preciso, proponendosi in molteplici modelli adatti a ogni esigenza aziendale

Obiettivo primario di ogni viticoltore è raccogliere grappoli sani e qualitativamente orientati alla vinificazione. Non sempre, però, il rigoglio della vite è sinonimo di maggiore qualità della vendemmia, dal momento che le foglie più efficienti nell’alimentare i grappoli sono all’incirca le prime 12 lungo il tralcio. Oltre questa distanza il contributo alla produzione va infatti dallo scarso al nullo. La cimatura dei vigneti è quindi pratica fondamentale, sia per massimizzare l’efficienza fotosintetica delle foglie più importanti, sia per ottenere un maggiore arieggiamento delle chiome a sfavore delle malattie fungine.

La scelta delle attrezzature meccaniche deve però soddisfare alcuni precisi requisiti, quali la precisione del taglio, a scanso di sfilacciamenti dei tralci, la flessibilità operativa delle strutture portalame scavallanti e la visibilità a favore della sicurezza e del comfort dell’operatore.
Risponde proprio a questi parametri tecnici la gamma di cimatrici da vigneto Rinieri, strutturata sulla base di 29 modelli sviluppati per soddisfare ogni possibile esigenza aziendale, sia in termini di tipologia di allevamento, sia di budget. Perfetta sintesi di tali esigenze le versioni “Plus” dei modelli “Crv Vision 1” e “Crv Vision 2”, due cimatrici dal telaio a “U” rovesciata la cui struttura ribassata, agganciata anteriormente, offre maggiore visibilità all’operatore e le rende ideali per le pratiche di cimatura anche su terreni collinari o con pendenze laterali significative.

Entrambi i modelli operano tramite barre a coltelli rotanti lunghi 40 centimetri, 45 negli organi topper, realizzati con acciaio inox che offre minime usure e manutenzioni. Differente invece il target operativo, con il modello “Crv Vision 1 Plus” che guarda alla cimatura su filare singolo, mentre la versione “Crv Vision 2” permette di operare su due filari contemporaneamente fino a una velocità massima di 15 chilometri orari. Comune a entrambe le attrezzature la differenziazione sulla base del numero di coltelli presenti sulle barre, tre, quattro, cinque o sei lungo la verticale e due o tre lame con funzione topper. Un’offerta quanto mai ampia e profonda, da scegliersi in funzione dell’altezza e dello spessore dei filari.

A seconda del numero di lame cambia infatti anche l’altezza complessiva della struttura, partendo dai 105 centimetri per la versione a tre coltelli, salendo a 140, 175 e 210 centimetri per le versioni superiori. Da 75 o 105 centimetri invece le larghezze disponibili, tali da integrare due o tre lame topper oppure. Infine, per meglio adattarsi ai diversi sesti di impianto, i telai permettono spostamenti laterali realizzabili sia manualmente sia idraulicamente e nell’ordine, rispettivamente, dei 20 e dei 25 centimetri per il telaio “V2” e dei 20 e dei 30 centimetri per il telaio “V1 Plus”.

A enfatizzare ulteriormente l’adattabilità delle cimatrici Rinieri concorrono poi l’alzata idraulica da 60 centimetri e il brandeggio, anch’esso idraulico, che offre escursioni di 15 gradi sia verso l’alto sia verso il basso così da migliorare il contour con i filari.
Titolo: Cimatrici da vigneto Rinieri: tagli netti al superfluo
Autore: Redazione



