A due anni esatti dall’avvio, il progetto improntato alla sostenibilità delle pratiche agricole portato avanti congiuntamente da Kubota e Uv Boosting ha dato vita ad attrezzature per il comparto specializzato in grado di rafforzare le difese naturali delle piante attraverso radiazioni ultraviolette

Esattamente due anni fa, nel giugno del 2024, Kubota annunciava l’instaurazione di una partnership con la start-up francese Uv Boosting, finalizzata allo sviluppo di soluzioni sostenibili per il segmento specializzato incentrate sull’impiego delle radiazioni ultraviolette. Un progetto portato avanti nell’ultimo biennio nel “Kubota Innovation Center”, ubicato nei Paesi Bassi, che si è tradotto oggi in una linea di prodotto orientata alla viticoltura, alla frutticoltura e all’olivicoltura in grado di stimolare naturalmente le piante a incrementare le proprie difese immunitarie contro organismi patogeni e stress abiotici.
La tecnologia “Uv Boosting” utilizza infatti un’innocua luce pulsata composta da raggi ultravioletti di tipo “C” che inganna le colture facendole credere di essere sotto attacco, in modo tale che incrementando come reazione la produzione di acido salicilico riescano a potenziare le loro difese naturali.
Una soluzione efficiente e sostenibile quindi, in grado contemporaneamente di minimizzare il ricorso a fitofarmaci, di incrementare le rese e di migliorare la qualità del raccolto, declinata da Kubota e Uv Boosting attraverso attrezzature equipaggiate con pannelli integranti lampade a mercurio sviluppate ad hoc utilizzabili anche mediante trattori di media e bassa potenza.

L’assorbimento di potenza è in effetti di 12 cavalli per ogni pannello di emissione, così da consentire anche alle realtà specializzate meno strutturate e di stampo familiare che solitamente utilizzano il classico trattore aziendale per tutte le esigenze operative di poter effettuare in autonomia trattamenti che in ambito viticolo prevedono stagionalmente tre o quattro stimolazioni da diluire nell’arco di due o tre settimane.
Proprio in tale ottica, le attrezzature per la viticoltura operano sulla base di due pannelli, uno per lato, da tre kilowatt e mezzo di potenza in grado di adattarsi a filari larghi tra un metro e 30 centimetri e tre metri. Il peso contenuto entro gli 850 chili permette inoltre alle macchine di mantenersi sempre alla giusta distanza dalla coltura, tra i 15 e i 25 centimetri, anche nel caso il cantiere di lavoro si muova alla velocità ideale di quattro chilometri all’ora su terreni particolarmente irregolari o impervi.
Nel caso si vogliano poi trattare due filari contemporaneamente Kubota e Uv Boosting mettono a disposizione modelli scavallanti equipaggiati con quattro pannelli, sempre da 3 kilowatt e mezzo ciascuno, da mille e 100 chili di massa che oltre ai vigneti più strutturati si orientano anche ai frutteti e agli oliveti che richiedono stagionalmente sei stimolazioni, da effettuarsi anche in questo caso ogni due o tre settimane.
La regolazione idraulica dei pannelli consente infine agli operatorio di adattare l’attrezzatura alle necessità contingenti, alla forma di allevamento e allo stato di sviluppo delle piante, così da garantire un trattamento ad hoc per tutte le varietà coltivate in azienda.
Titolo: Kubota e Uv Boosting: collaborazione per una difesa sostenibile
Autore: Redazione



