Merlo “Multifarmer”: comfort e tecnologia

Tempi duri per chi ama lavorare su basi programmate e certe. Mai come di questi tempi è in effetti difficile prevedere l’evolversi dei mercati, in particolare per quelle attività che, come l’agricoltura e la zootecnia, oltre a essere condizionate da una miriade di fattori economici risultano anche in balia di instabilità climatiche che penalizzano le rese. In tale contesto è ovvio che gli investimenti in mezzi di lavoro debbano essere ponderati con grande attenzione, soprattutto se importanti perché orientati a rinnovare o ampliare i parchi macchine. D’obbligo in questo caso scendere a compromessi fra l’aderire a un’evoluzione delle pratiche agricole che vorrebbe ogni attività affrontata con mezzi specifici e un’accortezza imprenditoriale che invece spinge a inserire in azienda macchine il più possibile versatili. A fare da discriminante fra le due posizioni sono non solo l’entità degli investimenti da affrontare, ma anche i tempi relativi ai loro ammortamenti, con questi ultimi strettamente legati ai monte ore di lavoro che le due scelte comporteranno per le macchine oggetto di attenzione.

Merlo “Multifarmer”: Polivalenza meglio di specializzazione

Ovvio in tal senso che l’ipotesi di disporre di mezzi polivalenti sia vincente rispetto ai discorsi di specializzazione, soprattutto se a tale polivalenza si legano anche prestazioni e qualità dei lavori del tutto analoghe a quelle rese dalle macchina più finalizzate. Un esempio in tal senso è dato dai trattori telescopici serie “MultiFarmer” prodotti da Merlo, mezzi che oltre a sostenere tutte le attività di movimentazione in essere all’interno di un’azienda agricola sono anche fruibili in campo e su strada come un normale trattore agricolo grazie alla presenza nella parte posteriore del veicolo di attacchi a tre punti controllati elettronicamente e di prese di forza meccaniche a innesto elettroidraulico.

Merlo “Multifarmer”

Gli attacchi a tre punti vedono le rispettive capacità spaziare fra i 30 e 70 quintali a seconda del modello, mentre le prese di forza possono operare a 540 o mille giri al minuto risultando anche affiancate da distributori idraulici in grado di erogare mediante tre distributori buona parte dei 145 o dei 150 litri di olio che gli impianti load sensing di lavoro rendono disponibili. Nessun problema quindi per usare il sollevatore anche in campo in luogo dei tradizionali trattori, soprattutto se le attività da affrontare sono di tipo leggero e da espletarsi in velocità come per esempio risultano essere quelle foraggere.

Falciature, rivoltamenti, andanature e raccolta mediante rotoimballatrici. In questo caso gioca a favore dei “MultiFarmer” anche la possibilità di rendere flottante l’attacco a tre punti così da lasciarlo libero di seguire da vicino le variazioni altimetriche del terreno facendo seguire le stesse anche alle attrezzature portate al momento. Disponibile anche una funzione anti-dumping che smorza le oscillazioni delle attrezzature quando trasferite su strada, operazione espletabile anche a 40 chilometri/ora, la stessa che può essere raggiunta e mantenuta trainando rimorchi agricoli aventi anche masse di venti tonnellate. Di fatto dei veri trattori, tali anche negli allestimenti delle cabine potendo queste ultime ospitare gli operatori nel massimo comfort grazie al fatto di essere climatizzate e, volendo, anche sospese per via oleopneumatica rispetto al telaio.

Il comfort sposa la tecnologia

Merlo

Tale soluzione fu introdotta nel settore per la prima volta da Merlo e non va ledere le doti di protezione dei vani, tutti omologati fops-rops, né la possibilità di disporre delle più avanzate tecnologie di gestione della macchina messe a punto da Merlo. Fra queste, i joystick multifunzione e capacitivi che permettono di gestire la direzionalità del cantiere e tutte le principali funzionalità del braccio con una sola mano, il sistema di sicurezza “Ascs” che riconosce gli attrezzi e i carichi portati dal braccio adeguando in automatico a questi i limiti statici di lavoro e la possibilità di annullare eventuali pendenze laterali fino a circa cinque gradi così da garantire le massime prestazioni di alzata anche su terreni declivi. Otto i modelli disponibili in gamma, divisi nelle famiglie “34” e “44”, le sigle indicano le portate in quintali, con la prima che avanza alzate comprese fra i sei e i nove metri nominali e la seconda fra i sette e i nove metri nominali.

Deutz e Ftp Industrial i motori

I “MultiFarmer” serie “34” sono però azionati da dei quattro cilindri Deutz eroganti 136 cavalli, mentre i serie “44” risultano propulsi da più corpose unità Fpt industrial da 170 cavalli. In entrambi i casi i motori dispongono di ventole di raffreddamenti reversibili per garantire la pulizia delle griglie di ventilazione senza dover uscire dalla cabina e si abbinano o a trasmissioni idrostatiche a due velocità o a sofisticate trasmissioni continue di tipo “CvTronic”. Comune il sistema Merlo “Edp Plus” preposto al controllo e alla regolazione elettronica del motore in base alle condizioni operative della macchina. Regime motore, portata della pompa idrostatica e cilindrata del motore idrostatico sono gestiti in modo da enfatizzare l’efficienza del powertrain fino a dar luogo a riduzioni dei consumi che possono arrivare fino a un 18 per cento in meno rispetto agli standard di settore. Come tutti i sollevatori agricoli i “MultiFarmer” Merlo dispongono ovviamente di trazione e sterzature integrali e risultando compatibili oltre che con le attrezzature originali della Casa anche con la maggior parte delle attrezzature disponibili sul mercato.

Titolo: Merlo “Multifarmer”: comfort e tecnologia

Autore: Redazione

Related posts