Gli agricoltori che necessitano di alte prestazioni e di tecnologie avanzate son soliti rivolgere spesso lo sguardo oltre frontiera, snobbando a priori il prodotto italiano.
Un errore, perché come ben dimostrano i due trattori McCormick “X7.621 Vt-Drive” e “X7.624 Vt-Drive” si può avere il meglio di settore senza uscire dai confini nazionali

Se a livello di trattori specialistici non c’è guerra, nel senso che il prodotto italiano è riconosciuto al top in tutto il Mondo per prestazioni, tecnologie e qualità, il discorso cambia quando va ad abbracciare i trattori standard. In tale settore domina in effetti presso aziende e operatori un senso di esterofilia che cresce al crescere delle esigenze prestazionali fino ad arrivare a spingere verso scelte di acquisto preconcette.
Un fenomeno che non si limita al settore della meccanizzazione agricola, è comune per esempio ai comparti auto e del trasporto pesante su gomma, ma che nel caso specifico risulta decisamente contraddittorio alla luce delle richieste di protezione del prodotto nazionale avanzate dalle stesse aziende quando devono immettere sul mercato le loro produzioni.
Di fatto accade che gli operatori guardino oltralpe, fino agli Stati Uniti e all’Asia quando devono acquistare un trattore salvo il pretendere che siano in qualche modo ostacolati gli ingressi nel Belpaese dei prodotti finiti in nome di un sovranismo alimentare che in un’Europa unita e in un Mondo globalizzato non avrebbe alcun senso di essere.

A maggior ragione se si pensa che molti trattori esteri solo allestiti sulla base di gruppi meccanici italiani, motori in primis, e che i mezzi nazionali propongono gli stessi contenuti, le stesse prestazioni e la stessa qualità costruttiva di quelli esteri. Un esempio in tal senso i due trattori di gamma alta “X7.621 Vt-Drive” e “X7.624 Vt-Drive” offerti da McCormick, mezzi che non solo nulla cedono rispetto alla miglior concorrenza ma si possono considerare avvantaggiati rispetto a quest’ultima in termini di comfort essendo equipaggiati con cabine di ultima generazione immesse sul mercato nel corso del 2024.
Denominate “Clever Cab” e disegnate dal Centro Stile del gruppo Argo Tractors sono di produzione originale dello stesso Gruppo, vantano volumetrie interne dell’ordine di due metri cubi e mezzo realizzati mediante un’altezza del cielo superiore di otto centimetri agli standard di categoria e sono allestite giovandosi di un telaio a quattro montanti che agevola accessi e uscite minimizzando anche gli angoli morti lungo l’arco dell’orizzonte.

Per consentire all’operatore di controllare a vista attrezzature e lavorazioni rimanendo sempre comodamente assiso sulla sua poltrona di guida, la Casa ha inoltre previsto una botola trasparente a tetto ma oscurabile d’estate se non in uso. Anche nel caso le macchine siano utilizzate per far fronte a movimentazioni effettuate con un caricatore frontale si possono controllare “in diretta” e comodamente brandeggi e impilamenti.
I vani sono inoltre isolati dal carro mediante un sistema di sospensione semi-attivo ed elettroidraulico denominato “Cab Suspension” operante in tandem con le sospensioni a ruote indipendenti dell’assale anteriore.

A quest’ultimo, controllato per via elettronica, spetta il compito di contrastare gli scossoni che si instaurano quando i pneumatici impattano contro le asperità del terreno, mentre il sistema “Cab Suspension” filtra le vibrazioni di bassa e alta frequenza indotte dalla meccanica. L’isolamento dell’operatore dai disturbi di lavoro è poi ulteriormente perfezionato mediante una poltrona di guida intelligente.
Modula infatti in automatico e in base al peso dell’operatore il proprio tasso di elasticità, è completamente regolabile nell’assetto e nella posizione del poggiatesta, può ruotare su entrambi i lati per facilitare il controllo visivo delle attrezzature e risulta anche riscaldata e ventilata. Come ormai prassi su tutti i trattori di gamma alta, integra inoltre un bracciolo multifunzione che riporta sottomano all’operatore tutti i comandi principali del trattore sia mediante azionamenti fisici organizzati per funzione sia mediante un joystick elettroidraulico, proporzionale e in parte programmabile denominato “EasyPilot”.
Fra le esclusività dei vani “Clever Cab” anche il sistema “Ads+”, “Advanced Driving System Plus”, che dà luogo a una gestione avanzata delle funzioni di sterzoa partire dal riallineamento automatico delle ruote in modalità strada passando per il mantenimento della direzione su terreni sconnessi senza dover contrastare scossoni e deviazioni indotte dalla morfologia del terreno e arrivando a incrementare la rigidità del volante all’aumento della velocità, per assicurare un comfort di guida di stampo automobilistico.
Ovviamente climatizzata in automatico sia in termini di riscaldamento sia di raffrescamento e altrettanto ovviamente omologata a norme fops-rops, il vano risulta anche equipaggiato con specchietti retrovisori esterni telescopici e panoramici controllabili elettricamente e dotati di sistema di sbrinamento.

Per agevolare il lavoro notturno non mancano nutrite batterie di fari led che possono arrivare a mettere a disposizione fino a 20 gruppi ottici di alta potenza ed eroganti luce ad alto contrasto simile e a quella naturale mentre per garantire la necessaria sicurezza in manovra non manca la possibilità di disporre di una o più retrocamere le cui immagini sono visualizzabili su un display denominato “Dsm”, “Data Screen Manager”.
Si tratta di un monitor touch screen a colori da 12 pollici di diagonale che integra tutti i software di gestione previsti da McCormick, vuoi per ottimizzare le attività in corso vuoi per permetterne un eventuale controllo da remoto da parte delle direzioni tecniche aziendali o dalle concessionarie se autorizzate a farlo. “Dsm” é quindi una vera e propria interfaccia uomo-macchina, un computer di bordo in grado di dialogare via isobus con le attrezzature in uso, di interfacciarsi con l’eventuale terminale TopCon preposto a fungere da sistema di guida assista per via satellitare e di sostenere tutte le soluzioni digitali McCormick al servizio dell’agricoltura. Tra queste, in particolare, “McCormick Farm”, una app che consente la gestione smart dell’intera azienda agricola e di tutte le attività agronomiche trasformando di fatto la cabina in una vera a propria succursale dell’ufficio aziendale.
Il meglio in termini di powertrain

I trattori McCormick “X7.621 Vt-Drive” e “X7.624 Vt-Drive” sono mossi da powertrain di origine mista, italo-tedesca. I motori sono in effetti dei sei cilindri Fpt serie “N67”, le stesse unità cui ricorre anche la concorrenza più blasonata. Installati su chassis di ghisa e isolati mediante silent bloch, integrano le più attuali soluzioni costruttive, dalle distribuzioni a quattro valvole per cilindro alle alimentazioni common rail attuate ad altissima pressione passando per sistemi di emissionamento “Hi-Scr2” che superano le norme stage V senza dover ricorrere a impianti egr sull’aspirazione.
Punti di forza dei propulsori i tagliandi di manutenzione scaglionati ogni mille ore, le funzionalità “Epm”, che incrementano in automatico le erogazioni quando necessario, le ventole viscostatiche, che contribuiscono a minimizzare gli assorbimenti energetici di bordo, e l’esclusivo sistema Fpt “Enngine Brake Function”, che permette di affrontare le discese più impegnative con carichi rilevanti al seguito minimizzando l’uso dei freni. Si compone infatti di una valvola motorizzata integrata nel turbocompressore che potenzia l’effetto freno-motore riducendo l’uso dei freni fino al 30 per cento.

Attivandola mediante un apposito comando a pedale, si interviene anche sull’assale anteriore che regola in automatico le sue risposte elastiche in modo da compensare le variazioni di carico. Le unità si abbinano poi a una trasmissione continua a quattro stadi di origine Zf e pilotata per via elettronica che mette a disposizione quattro range di velocità operanti solo per via meccanica, quindi con rendimenti del tutto analoghi a quelli proposti dai più moderni power shift-
Su strada inoltre il gruppo porta il trattore e toccare i 50 chilometri/ora a basso regine e integra anche il sistema “SmartPower Zero” che assicura la staticità del mezzo dopo il disinnesto dell’inversore, agevolando di conseguenza l’aggancio delle attrezzature e le manovre di fine campo.



