Cingolati Landini Trekker3 Compact e Trekker4: tagliandi ogni mille ore

I cingolati Landini nel 2025 hanno coperto il trenta per cento circa dell’immatricolato totale di settore.

Una performance indotta dalle stesse doti di affidabilità e durata che hanno permesso alla Casa di posizionare ogni mille ore i tagliandi di manutenzione dei suoi “Trekker4”

Landini Trekker
Landini Trekker

La trazione su cingoli una tecnologia antica, ma che si dimostra di sorprendente attualità ogni volta che i terreni da lavorare si fanno difficili, le pendenze tendono al vertiginoso o gli spazi di manovra sembrano esaurirsi. In tali situazioni solo i cingoli permettono di lavorare, vuoi perché le loro lame agganciano letteralmente il terreno, vuoi perché possono lavorare in maniera indipendente permettendo al trattore di girare su se stesso, vuoi perché i baricentri ribassati realizzano standard di stabilità superiori a quelli normalmente proposti dai trattori tradizionali. Il tutto senza dimenticare che i cingoli distribuiscono anche il peso della macchina su una superficie molto più ampia rispetto a quelle proposte dai pneumatici riducendo di conseguenza le pressioni esercitate sul terreno.

Vantaggi ribaditi da oltre un secolo di storia, ma che nelle aree viticole, frutticole e montane continuano a proporsi, confermando i cingoli quali unici riferimenti per quegli operatori che devono lavorare dove in teoria sarebbe impossibile. Ovviamente anche nel caso specifico vale il motto che vuole ogni rosa equipaggiata con le sue brave spine. Cingoli e asfalto non vanno molto d’accordo fra loro, il comfort è un po’ da discutere e le manutenzioni frequenti, tutti problemi che però Landini ha minimizzato sui suoi cingolati Landini serie “Trkker4” e “Trekker3 Compact” giovandosi delle più recenti soluzioni tecniche di settore. A partire dalla possibilità di sostituire su alcuni modelli le tradizionali catenarie metalliche con i nastri di gomma messi a punto dai più quotati costruttori di pneumatici.

Cingolati Landini Trekker

Così equipaggiate le macchine mantengono tutte le loro prerogative in termini di trazione e rispetto del terreno, ma risultano confortevoli all’uso come un open tradizionale, meno esigenti in termini di manutenzione e possono marciare su strada senza dover installare pattini di sorta. I cingoli di gomma dei “Trekker” di fatto rappresentano l’ultima evoluzione di una tipologia di macchine che Landini costruisce da sempre in un’ottica di affidabilità e robustezza per portare trazione, stabilità e produttività dove il terreno rende la vita difficile agli altri mezzi.

Trekke4, una certezza

Il cingolati Landini serie “Trekker4” sono disponibili nelle versioni specialistiche “F” e da campo aperto “M”, due famiglie che non si distinguono solo per le dimensioni ma anche nelle strutture. Gli “F” pesano infatti 39 quintali, avanzano larghezze minime di 141 centimetri e possono disporre di cingoli di acciaio larghi 31 o 36 centimetri. Gli “M” pesano invece 45 quintali, le larghezze partono da 170 centimetri e possono disporre di cingoli di acciaio o di gomma larghi 40 o 45 centimetri. Sempre gli “M” possono inoltre essere equipaggiati con zavorre di ghisa integrate nei carrelli dei cingoli così da abbassare il baricentro senza ridurre la funzionalità.

cingolati landini

Quando i pendii da lavorare si fanno seri, avere quei quintali nel posto giusto fa la differenza senza che la cosa metta in crisi i motori, dei quattro cilindri Deutz da due litri e 900 centimetri cubi eroganti a seconda del modello da 75 a 112 cavalli con coppie massime comprese fra i 375 e i 420 newtonmetro, prestazioni che si mantengono pressoché costanti in un ampio range di lavoro per garantire una trazione costante senza dover ricorrere troppo di frequente al cambio. Proprio in tale ottica i trattori dispongono anche di sistema “Engine Memo Switch” che memorizza e richiama a pulsante il regime motore ottimale per ciascuna operazione, una di quelle funzioni che sulle prime sembrano minori, ma che alla prova in campo si rivelano strategiche per permettere agli operatori di concentrare le loro attenzioni solo sul lavoro.

Aiuta in tal senso anche l’idraulica, alimentata di serie da due pompe capaci di 28+42 litri di portata che, se necessario causa eventuali forti assorbimenti delle attrezzature, sono sostituibili da un sistema composto da tre pompe, due capaci di erogare 56+28 litri di olio al minuto orientati ai distributori e al sollevatore posteriore e la terza, ancora da 28 litri/minuto, per alimentare sterzo, freni e trasmissione. La portata totale di lavoro, 84 litri/minuto, è gestibile mediante un massimo di cinque distributori posteriori ognuno con un comando a leva dedicato.

Prese di forza servoassistite a due velocità, 540/540E giri/minuto o 540/1.000 giri/minuto e un cambio manuale con inversore sincronizzato “Speed Four” da 16+8 marce completano il quadro tecnico di macchine la cui capacità di lavorare in maniera continuativa e instancabile è suffragata da intervalli di manutenzione scaglionati ogni mille ore di lavoro anziché ogni 600 come risulta essere lo standard di settore. Per permettere di sfruttare al meglio tale opzione, Landini molto ha curato inoltre i comfort di lavoro, isolando le piattaforme mediante quattro “Hydro Silent-Blocks” e prevedendo un assetto di guida di tipo automobilistico con pedali della frizione e dei freni e sedile Grammer molleggiato per via pneumatica.

Di fatto la conferma che chi ha progettato i “Trekker4” aveva ben chiaro in testa che a guidarli ci sarebbe stata una persona cui si doveva permettere di tornare a casa la sera senza mal di schiena di sorta, obiettivo cui peraltro guarda anche la possibilità di equipaggiare i trattori con una cabina a sei montanti e ad ampia visibilità integrante un sistema di climatizzazione e di pressurizzazione che opera mediante filtri ai carboni attivi rendendo il modulo omologato in categoria 4. Una dotazione che durante i trattamenti fitosanitari non tutale tanto il comfort quanto la sicurezza e la salute.

Da segnalare anche le capacità dei sollevatori posteriori che dai 31 quintali e mezzo proposti di serie possono salire a 45, la portata più elevata del segmento. A tale plus si affiancano poi attacchi rapidi che permettono di agganciare gli attrezzi in modo facile e veloce e il sistema “Els”, “Ergonomic Lift System”, che solleva e abbassa a pulsante l’attrezzo garantendo manovre di fine campo più veloci, la massima produttività e la minima fatica per l’operatore.

Trekker3, compatto di carattere

La famiglia “Trekker3 Compact” al momento è composta da un solo modello concepito per operare all’interno dei frutteti e dei vigneti ad alta densità. Non a caso la sua larghezza minima di soli 115 centimetri, larghezza che permette l’accesso anche nelle coltivazioni più serrate garantendo però quella stabilità laterale che risulta imprescindibile ai fini della sicurezza. Guardano invece a tutelare salute e comfort i quattro “Hydro Silent-Blocks“ che supportano la piattaforma di guida, soluzione che non trasforma ovviamente un cingolato open in una berlina di lusso ma molto attenua vibrazioni e rumorosità.

Al comfort di lavoro concorre peraltro anche l’elasticità del quattro cilindri Rehlko “Kdi 2504”, unità da due litri e mezzo di cilindrata erogante 75 cavalli sulla base di curve prestazionali privilegiare la continuità di rendimento rispetto alle prestazioni di picco, esattamente quello che serve a chi deve macinare ore di lavoro a regime costante e senza sobbalzi.

Il motore si abbina a una trasmissione manuale meccanica sincronizzata “Speed Four” con hi-lo sviluppata internamente ad Argo Tractors che in allestimento con super riduttore mette a disposizione 16+8 rapporti, ma aziona anche un impianto idraulico a doppia pompa erogante 22+43 litri di olio al minuto con i 43 litri dedicati al lavoro che di fatto permettono di azionare qualsiasi attrezzatura in uso in ambito specialistico.

All’atto pratico un cingolato compatto in grado di fare bene e con costi di gestione contenuti quello per cui è stato concepito, senza scuse e senza compromessi, un trattore che passa dove gli altri non passano, tira dove gli altri non tirano e lavora in sicurezza su pendenza che fanno alzare bandiera bianca ai trattori specialistici tradizionali.

Cingolati Landini: Connessi sempre

Anche le macchine costruite per affrontare i terreni più impervi oggi devono poter dialogare in tempo reale con l’azienda. Se ne enfatizza la produttività, se ne riducono i consumi e se ne accentua la sicurezza d’uso. Per tali motivi Landini ha integrato anche sulle gamme “Trekker” telemetria, telediagnosi, software di gestione delle flotte e l’interoperabilità con la piattaforma “Agrirouter”.

Tramite le due app “Landini Farm” e “My Landini” si possono quindi monitorare i parametri operativi dei vari cantieri di lavoro in essere, ottimizzarne l’efficienza e gestire le mappe di prescrizione direttamente da smartphone. Funzioni concrete, non di vetrina, rivolte a chi deve gestire più macchine e tese a evitare che la mancata diagnosi da remoto di un problema si trasformi in un fermo in piena stagione.

Titolo: Cingolati Landini Trekker3 Compact e Trekker4: tagliandi ogni mille ore

Autore: Redazione

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