La mietitrebbia Claas Trion 540 Montana 4 autolivellante assicura qualità, velocità e sicurezza operative nelle attività di raccolta condotte su terreni caratterizzati da pendenze estreme.
Vanta infatti la capacità di affrontare inclinazioni laterali del 38 per cento, salite del 32 per cento e discese dell’11 per cento

Lo slogan “no limits” fece il proprio esordio all’inizio degli Anni 90 grazie all’intuizione di un brand dell’orologeria che lo utilizzò per legare la sua linea di prodotto all’ambito degli sport estremi, cavalcando l’onda di quella che gli operatori di marketing del tempo definirono “massificazione del concetto di avventura”. Diventato nel volgere di poco tempo un vero e proprio marchio, lo slogan si è poi trasformato in un leitmotiv evocante quelle capacità che permettono a una persona o a un prodotto di un affrontare e superare le imprese e le prove più ardue.
Nel caso specifico il fatto che l’orologio accompagnasse le prestazioni estreme dei testimonial via via scelti dal brand, diventava una dimostrazione di efficienza, robustezza e precisione, doti che si mantenevano anche in condizioni ampiamente fuori dall’ordinario.
Una “straordinarietà” funzionale che se trasposta nell’ambito della meccanizzazione agricola ben si presta a delineare il profilo di missione della mietitrebbia autolivellante “Trion 540 Montana 4” di Claas, macchina espressamente sviluppata dai tecnici del Marchio tedesco per supportare le attività di raccolta condotte su terreni collinari caratterizzate da pendenze accentuate, quelle che di fatto impediscono l’uso di qualsiasi altra macchina del genere.

La gestione elettronica del sistema di livellamento non permette però solo di affrontare inclinazioni laterali del 38 per cento, salite del 32 per cento e discese dell’11 per cento anche in condizioni di massimo carico, ma anche di manovrare in sicurezza, obiettivo raggiunto attraverso l’affinamento progettuale di tutti i componenti che realizzano le tre parti-base del sistema, il telaio, l’assale anteriore e l’assale posteriore. Il primo è realizzato con acciai alto-resistenziali e può far fronte a carichi dell’ordine delle 25 tonnellate, mentre i cilindri di livellamento anteriori e posteriori vantano supporti e steli di grosse dimensioni che operano con basse pressioni di esercizio per minimizzare le sollecitazioni cui deve far fronte l’impianto idraulico.
L’assale posteriore inoltre dispone di una barra stabilizzatrice divisa in due parti per migliorarne l’affidabilità. Di fatto una macchina progettata per far fronte a situazioni operative non convenzionali, complice anche la presenza di un canale convogliatore integrante una specifica ralla di aggancio con supporti heavy duty che permette alle testate i più ampi basculaggi e il costante mantenimento dell’assetto di lavoro voluto dall’operatore indipendentemente dalle condizioni del prodotto raccolto.
Quest’ultimo è peraltro trattato dal collaudato sistema di separazione primario Claas “Aps”, strutturato sulla base di tre gruppi, un acceleratore, un battitore e un lanciatore, che permettono di separare fino al 20 per cento in più di granella rispetto a un sistema primario tradizionale.

Il raccolto è infatti inizialmente gestito da un gruppo di accelerazione che linearizza il flusso in entrata sul battitore, di fatto un cilindro da 600 millimetri di diametro equipaggiato con otto spranghe e asservito da un controbattitore regolabile elettro-idraulicamente dalla cabina, che a sua volta opera attraverso un angolo di avvolgimento di 142 gradi e una superficie di separazione di poco inferiore al metro e 30 centimetri quadrati.
Tramite un rotore di trasferimento, il terzo gruppo del sistema “Aps”, il prodotto arriva poi su cinque scuotipaglia concavi lunghi quasi quattro metri e mezzo che realizzano una superficie di separazione secondaria di sei metri quadri e mezzo.
Il processo di separazione è peraltro ulteriormente enfatizzato dalla presenza di serie del sistema “Mss”, “Multifinger Separation System”, un cilindro con dita a percorso guidato preposto all’arieggiamento intensivo del prodotto che assicura un arieggiamento della massa del raccolto più completo e un miglior trattamento della paglia, mentre alla pulizia finale della granella provvede il sistema “Jet Stream” con ventilatori a turbina, variatore idraulico dei ventilatori e pre pulizia a caduta con doppio flusso di aria compressa.

I crivelli superiore e inferiore raggiungono inoltre una superficie totale di oltre cinque metri quadrati e grazie al sistema “3D” è garantita la totale potenza di pulitura fino al 20 per cento di inclinazione laterale, mentre in salita e in discesa entra in gioco il sistema “AutoSlope” che adegua in automatico il numero di giri del ventilatore alla situazione in essere.
Il raccolto, controllato in termini di perdite per permettere una ottimizzazione fine del lavoro, viene poi inviato in un cassone da otto mila litri di capacità svuotabile una volta pieno al ritmo di 110 litri/secondo mediante un tubo di scarico in grado di ruotare di 105 gradi e accessoriabile con un telecamera “Profi Cam” nel caso l’operatore voglia godere di una vista diretta e grandangolare sul rimorchio per tenere costantemente sott’occhio lo scarico della granella.

Alla gestione della paglia nel caso non la si volesse deporre in andana provvede invece il sistema trinciapaglia “Special Cut” a 72 coltelli e dotato di deflettori che consentono all’operatore a bordo di definire larghezze di spargimento e direzioni, parametri che poi il sistema memorizza e mantiene invariati automaticamente in caso di vento laterale o pendenze.
Assorbimenti energetici ridotti
Claas “Trion 540 Montana 4” è equipaggiata come la versione da pianura “Trion 540” con un motore Cummins serie “L9 Harvest” a sei cilindri da otto litri e 900 centimetri cubi in grado di erogare fino a 354 cavalli di potenza massima. Sovralimentato con un turbocompressore a geometria variabile e alimentato mediante il sistema common rail Cummins “Xpi”, l’unità assicura curve di coppia massime che toccano i loro apici a mille 900 giri durante il lavoro e a mille 650 giri nei trasferimenti su strada, valori che di fatto giocano a favore della minimizzazione degli assorbimenti energetici e, di conseguenza, dei consumi.

A quest’ultimo obiettivo concorre inoltre il sistema “Dynamic Power” che ottimizza in continuo il rapporto fra le prestazioni erogate e la richiesta di potenza, adeguando a tali input le curve di erogazione così da assicurare alla macchina la capacità di lavorare sempre con la massima efficienza e minimi consumi, fino al dieci per cento meno di quelli proposti da un analogo motore senza tale mappatura.
Omologati stage V attraverso sistemi scr operanti congiuntamente a catalizzatori doc e a filtri antiparticolato dpf, senza quindi il ricordo a impianti egr, i propulsori si interfacciano poi con una trasmissione idrostatica a due rapporti, campo e strada, e con un sistema di propulsione posteriore elettroidraulico di progettazione originale Claas operante sulla base di un motore idraulico centrale che aziona tramite un differenziale i semiassi delle ruote posteriori e grazie alla presenza di specifici sensori e di apposite elettrovalvole è pilotabile per via elettronica in termini di controllo degli slittamenti.
Tutto in automatico
In un’ottica di massimizzazione dell’efficienza di raccolta, “Trion 540 Montana 4” permette anche di delegare la gestione dei gruppi di separazione al sistema “Cemos”, un software di bordo che integra tutte le funzionalità volte a ottimizzare le regolazioni della macchina attraverso due differenti versioni operative, con la prima, denominata “Cemos Dialog”, che consente di ottimizzare progressivamente le regolazioni sulla base di un dialogo tra la macchina e il suo operatore, mentre la seconda, “Cemos Automatic” adegua automaticamente e in modo intelligente le impostazioni della macchina alle diverse condizioni di raccolta.
In tale ottica, le funzioni “Auto Header” e “Cruise Pilot” gestiscono rispettivamente la piattaforma di taglio “Vario” e la velocità di avanzamento, mentre i sistemi “Auto Threshing, “Auto Separation”, “Auto Cleaning”, “Auto Crop Flow” e “Auto Slope” sono preposti all’adeguamento, rispettivamente, del sistema trebbiante, della separazione della granella residua, dell’impianto di pulizia, del flusso di prodotto e della portata di aria del ventilatore.

Grazie a ciò, gli operatori possono quindi delegare ai sistemi di bordo la gestione dei sistemi funzionali e operativi per concentrarsi esclusivamente sulla conduzione del mezzo, fermo restando che anche tale attività è automatizzabile attraverso tre diverse soluzioni di sterzatura automatica.
Tutti i parametri funzionali della macchina sono inoltre monitorabili in tempo reale anche dagli uffici tecnici aziendali grazie alla presenza del sistema di telemetria “Claas Connect” che di fatto rende un vero centro ad alta connettività la cabina della “Trion 540 Montana 4”, un vano ad alta visibilità caratterizzata da ampie volumetrie interne ed equipaggiata con tutte le soluzioni in grado di minimizzare gli stress fisici indotti dai cicli di lavoro più lunghi e impegnativi, come, per esempio, i sistemi di climatizzazione integrali.
Così come le poltrone di guida in pelle, sospese pneumaticamente e ruotabili di 30 gradi su entrambi i lati, i vani refrigerati da 30 litri di capienza per conservare bibite e alimenti, i tergicristalli a 360 gradi e i proiettori a led che garantiscono la piena visione dell’area di lavoro in qualsiasi condizione ambientale.



