Farmall, storia di un trattore di successo

Dal lancio del primo Farmall a oggi è passato oltre un secolo. In tale lasso di tempo e fino agli Anni 70 sono stati prodotti oltre cinque milioni gli esemplari, a conferma di quanto tali macchine fossero apprezzate. Ma la storia a oggi non è ancora finita

Farmall M
Farmall M

Estate del 1923. Nord America. Nlle sterminate e locali pianure si potevano vedere al lavoro dei trattori molto particolari. A tre ruote, con una grande luce libera da terra e di aspetto minimalista. Senza parafanghi e con una struttura essenziale, a telaio portante per contenerne il peso.

Erano i prototipi e i mezzi preserie destinati ai test su campo di un trattore che sarebbe entrato nella leggenda, “Farmall”. Progettato dall’ingegner Bert R.Benjamin di International Harvester, era concettualmente agli antipodi rispetto alla filosofia progettuale dell’allora leader del mercato, Fordson “F”.

Quest’ultimo era basso e largo, classico trattore destinato soprattutto all’aratura. “Farmall” era invece alto e snello, destinato primariamente alle colture a file, tipologia di mezzi definita “Row-Crop”. E proprio grazie all’importante luce libera da terra poteva gestire attrezzi ventrali che l’operatore controllava senza doversi girare all’indietro. Un notevole vantaggio per il comfort di lavoro, contenuto che fino ad allora era stato preso in scarsa considerazione da tutti i costruttori di settore.

Anche tale attenzione contribuì non poco a far sì che il mercato attendesse con impazienza l’esordio della macchine, avvenuto nel 1924 con il modello “Regular” il cui successo non fu inferiore a quello d Fordson “F” pur rispondendo a esigenze colturali diverse.

Al successo contribuì poi anche la produzione in grande serie che permise di contenere drasticamente i listini permettendo a “Farmall Regular”, contrariamente a Fordson “F”, di non subire mai arresti produttivi negli Stati Uniti restando pressochè immutato nella sua concezione originaria anche man mano che venivano commercializzate nuove versioni. “F20”, “F30”, “F12” e “F14” trattori che rimasero in produzione fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1939 la svolta, in contemporanea con il lancio delle nuove generazioni dei trattori International Harvester.

Erano caratterizzati da una linea particolarmente gradevole, firmata dallo stilista franco-americano Raymond Loewy che, tra le altre cose, ideò anche la bottiglietta della Coca Cola e il Concord. I “Farmall” furono infatti i primi trattori al Mondo a beneficiare di un design integrato e Loewy  creò anche il nuovo logo di International Harvester, manco a farlo apposta un “Farmall” con conducente visti da dietro.

Farmall M
Farmall M

Tutta la gamma della Casa fu ridisegnata con un family feeling comune, dal più piccolo dei “Farmall” al più grande trattore a cingoli e il primo trattore così congeniato fu proprio un “Farmall”, un quattro ruote siglato “A” per distinguerlo dal suo derivato siglato “B”.

La presentazione avvenne il 12 Luglio del 1939 nella fabbrica di Chicago, nello stato dell’ Illinois, e il 9 Agosto apparvero anche i modelli più potenti della gamma, “Farmall H” e “Farmall M”, costruiti però nella fabbrica di Rock Island, sempre in Illinois. Il tipo “M”, il più potente della serie, era definito “three-plown” in quanto sugli sciolti terreni americani poteva operare con un aratro trivomere.

Pesava due mila e 204 chili a secco ma rifornito e zavorrato poteva arrivare a oltre tre mila, massa spinta da un propulsore a benzina a quattro cilindri di produzione originale International erogante 38 cavalli interfacciato con un cambio a cinque marce avanti e una retro che su strada permetteva di raggiungere auna velocità massima di poco superiore ai 26 chilometri/ora.

Ebbe un grande successo, fu prodotto fino al 1954 in  270 mila e 140 esemplari, e permise di ampliare la famiglia con il modello “Ms”, dotato di serie del sollevatore idraulico, e, nel 1941, con il modello “Md”, spinto da un quattro cilindri diesel pensato per il mercato europeo e prodotto anche a Doncaster, nel Regno Unito. Nel 1952 vennero poi presentati “Super M”, mosso da un propulsore a benzina da quattro mila e 330 centimetri cubi, “Super Md”, con motore diesel, e “Super Mta”, dotato di amplificatore di coppia. Non mancarono le versioni ad alta luce libera da terra e quelle specialistiche strette, siglate “Mv” se mosse da unità a benzina e “Mdv” se il motore era un diesel. Da segnalare che oltre che negli Stati Uniti e nel Regno Unito, “Farmall M” fu prodotto anche in Australia., a conferma di un successo assolutamente planetario.

Fusioni e acquisizioni

“Ih”, abbreviazione di “International Harvester”, nacque dalla fusione di due importanti costruttori nordamericani di trebbiatrici, Cyrus HallMcCormick e WilliamDeering.

Le due Case verso la fine dell’Ottocento si facevano una concorrenza spietata, al punto che le due famiglie proprietarie e i loro finanziatori decisero a un certo punto di fondere le due aziende per non rischiare di fallire a suon di sconti. Fu così che nel 1902 nacque il gruppo International Harvester che successivamente inglobò poi altri diversi Marchi diventando uno tra i più importanti Costruttori di trebbiatrici e trattori del Mondo.

Tale posizione si mantenne per decenni, fino al 1984, quando la finanziaria Tenneco, proprietaria dei marchi Case e David Brown manifestò l’intenzione di acquisire il Gruppo. Avvenne l’anno successivo e nacque il marchio Case International che nel 1999 fu a sua volta acquisito dall’italiana New Holland che con tale mossa diede origine all’attuale gruppo Cnh. Il grosso dei trattori Case International, oggi Case Ih”, è costruito a Racine, negli Stati Uniti, a Sankt Valentin, in Austria, e a Jesi, in Italia.

Titolo: Farmall, storia di un trattore di successo

Autore: Massimo Misley

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