Anche nei primi tre mesi dell’anno in corso l’immatricolato trattori risulta in positivo dopo aver chiuso il 2025 con una crescita di oltre 14 punti.
Segnali positivi quindi, ma che a causa di troppe tensioni geopolitiche ed economiche non è detto siano sinonimi di un vero e proprio rilancio del settore

di Furio Oldani
Nel titolo, uno dei più noti versi che compongono la “Canzone di Bacco”, scritta nel 1490 da Lorenzo de’ Medici in occasione del Carnevale fiorentino per invitare i concittadini a godere delle felicità presenti non essendo possibile prevedere il futuro. Un invito che mai come di questi tempi è attuale alla luce delle tensioni geopolitiche di varia natura gravanti in quasi tutto il Globo e su tutti i comparti industriali. Problematiche che ovviamente incidono anche sull’agricolo nazionale e sulla crescita del relativo tasso di meccanizzazione.
Le aziende sono in effetti alle prese con imprevisti e repentini aumenti dei costi di produzione, cui si sommano anche dubbi circa la continuità degli aiuti previsti dal Governo prima che Stati Uniti e Israele attaccassero l’Iran.
I due hanno avviato una fase di crisi economica che non si sa quando potrà risolversi, ma che certamente darà luogo a un tasso di inflazione pesante in tutto l’Occidente. Non si deve essere laureati alla Bocconi per capire che tale situazione non invita certo a investire e quindi nei prossimi mesi, in assenza di concreti e tangibili aiuti, l’immatricolato potrebbe flettere nuovamente verso il basso.

Ipotesi indirettamente confermata dagli oltre 14 punti di crescita con cui si era chiuso il 2025 se confrontati con i quasi tre punti con cui ha chiuso il primo trimestre 2026. Un divario percentuale importante che porta a chiedersi quante immatricolazioni si leghino a vendite 2026 e quante invece a vendite 2025 consegnate l’anno dopo.
Lecito anche chiedersi quale sia la “qualità” delle macchine immatricolate quest’anno. Se si tratti cioè di mezzi che per masse e potenze possono essere considerati veri trattori agricoli o se invece si è alle prese con grandi volumi di trattorini economici, leggeri e di basse prestazioni costruiti in Asia.

Nulla contro tali macchine, intendiamoci, ma il loro eventuale immatricolato andrebbe scorporato da quello dei trattori agricoli essendo mezzi più orientati a soddisfare il mercato para hobbistico che non quello professionale.
Titolo: Immatricolazioni trattori primo trimestre 2026: del doman non v’è certezza
Autore: Furio Oldani



