Meccanizzazione agricola, nautica e due ruote: tempi duri per le fiere

Ogni anno è prassi che fra Settembre e Novembre maturino i più importanti appuntamenti fieristici di settore. Dalla nautica, alle due ruote passando per la meccanizzazione agricola, solo per citare gli ambiti storicamente più attivi in tal senso.

Comuni a tutti i più recenti eventi grosse problematiche, economiche ed esistenziali

Agritechnica 2025 – fiera della meccanizzazione agricola

I primi a scendere in campo, ma sarebbe più appropriato scrivere “in acqua”, sono gli operatori della nautica seguiti dal settore della meccanizzazione agricola. Ogni anno, in Settembre, sono chiamati a partecipare a ben tre saloni, Cannes, Monaco e Genova, tutti di chiara levatura internazionale. In Novembre è invece il Mondo delle due ruote a mettersi in mostra con la fiera europea più importante, Eicma, a Milano.

Quasi in contemporanea con Eicma, e non sarebbe male se tale concomitanza finisse, sono poi organizzate le due fiere europee di riferimento per la meccanizzazione agricola, Agritechnica, ad Hannover, in Germania, negli anni dispari, ed Eima, a Bologna, negli anni pari. Nautica, due ruote e meccanizzazione agricola sono tre ambiti che ovviamente nulla hanno in comune in termini produttivi e commerciali, ma che oggi trovano un punto di contatto nelle problematiche che stanno investendo le rispettive manifestazioni fieristiche.

Crescono i costi di partecipazione

Partecipare a un evento importante è diventato costoso per espositori e visitatori e per i primi spesso non c’è equilibrio fra uscite e ritorni. Ascoltando gli operatori dei vari comparti si ha in effetti l’impressione di essere alle prese con una dicotomia di fondo fra chi organizza e chi espone, con i primi che puntano sul gigantismo e sulla spettacolarizzazione dei propri eventi per richiamare il maggior numero di visitatori possibile, mentre i secondi vorrebbero eventi più finalizzati a un concreto business.

La fuga di alcuni marchi importanti

Non deve quindi stupire se il salone francese della meccanizzazione agricola, Sima, abbia visto calare i propri espositori fino al punto da non essere più organizzato e se anche ad Agritechnica 2025 sono venuti a mancare brand importanti. Fra i costruttori di trattori ha declinato la presenza il gruppo Argo Tractors e non risultavano i marchi Same e Lamborghini oltre ai costruttori specialistici Antonio Carraro e Bcs, peraltro già assenti da anni. Fra i costruttori di pneumatici sono mancati i gruppi Michelin e Titan e si è addirittura registrata una mezza falcidia fra i motoristi causa l’assenza di Perkins, Yanmar, Rehlco, Hatz e Briggs&Stratton. Fuori dai cancelli anche i marchi Stihl e Husqvarna, i due principali mattatori delle attrezzature per la silvicoltura e il garden professionale, e il gruppo olandese Trioliet, operante nel settore zootecnico.

Fiera meccanizzazione agricola: nuovi equilibri cercasi

Chiaro che urge trovare nuovi equilibri partendo da costi espositivi più contenuti, dando maggior spazio agli aspetti commerciali. Ben vengano gli eventi collaterali ai saloni, intendiamoci, ma fuori dai perimetri espositivi e solo se sponsorizzati da terzi, così che la loro organizzazione non gravi indirettamente sugli espositori.

Tornando ad Agritechnica e parlando di prodotto uno solo è stato quest’anno il leit motiv che ha dominato la manifestazione, l’automazione, intesa come ricerca tesa a robotizzare i cantieri di lavoro minimizzando di conseguenza tutte le problematiche economiche, produttive e sociali attualmente connesse alle attuali esigenze di mano d’opera. Due le strade avviate in tal senso a livello di vettori.

Da una parte c’è chi, come Horsch, Krone, Kubota e Kuhn, solo per fare tre esempi, sta mettendo a punto mezzi finalizzati al campo e del tutto esenti da soluzioni abitative, dall’altra ci sono invece i costruttori di trattori che mirano a robotizzare le rispettive macchine conservandone però le caratteristiche di fondo.

Premesso che al momento entrambe le filosofie han dato vita solo a prototipi, è indubbio che i mezzi finalizzati al campo vedranno nelle grandi estensioni i loro ambiti operativi di fondo, mentre i trattori tradizionali robotizzati risulteranno più flessibili e versatili all’uso. In ogni caso è chiaro che la meccanizzazione agricola sta spingendo verso l’industrializzazione delle coltivazioni all’insegna dello slogan “Produrre di più con meno”, con buona pace di quanti, al contrario, ancora sostengono le produzioni di nicchia e il biologico.

Fra gli altri temi dominanti ad Hannover da segnalare anche la diffusione delle trasmissioni continue in ambito specialistico, contenuto di prestigio probabilmente abbracciato sia per implementare l’offerta sia per cercare di arginare l’invasione di trattori compatti di produzione asiatica attualmente in atto. Macchine offerte a prezzi impossibili per i costruttori europei ma quasi sempre basiche in termini tecnologici. Sarà il tempo a dire se il cvt in campo specialistico avrà lo stesso successo che ha avuto a livello di trattori standard e se basterà per tenere a bada i costruttori asiatici, cinesi e indiani in primis, mai come oggi presenti in fiera sia nei settori della componentistica sia in quello delle macchine finite.

Italia sugli scudi

Si chiamava “Il Trattore” e sfoggiava il marchio Fiat la macchina in assoluto più applaudita e fotografata di Agritechnica 2025. Ovviamente inserita nello stand New Holland, era uno studio stilistico avanzato su base “T5.120” e ispirato a “702”, uno dei primi Fiat prodotti in serie.

Solo un concept quindi, ma il cui successo dovrebbe far riflettere i vertici Cnh circa l’appeal che il brand Fiat vanta ancora oggi in campo agricolo, soprattutto se abbinato a livree che han fatto la storia del settore.

Dal design e dallo stile ai motori, ma sempre col Belpaese sotto i riflettori. Ha fatto in effetti scalpore la notizia che Fpt Industrial fornirà i suoi sei cilindri “N67” al gruppo Sdf per equipaggiare i nuovi Deutz-Fahr serie “8 Ttv”. La Casa torinese, che ad Hannover era presente anche sotto al cofano del nuovi Lindner “Lintrac 160 LDrive”, vede quindi ampliarsi la lista dei costruttori che si affidano ai suoi diesel per essere garantiti circa le qualità funzionali e affidabilistiche delle proprie macchine.

Titolo: Meccanizzazione agricola, nautica e due ruote: tempi duri per le fiere

Autore: Redazione

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