Da una parte la tutela del valore e della velocità dei cicli di raccolta. Dall’altra la minimizzazione delle perdite e il contenimento dei costi operativi.
È il connubio virtuoso assicurato dalle mietitrebbia Claas Lexion che prevede quattro serie tra modelli convenzionali e versioni ibride caratterizzate da soluzioni tecniche esclusive ed evolute

Coniugare la produttività oraria, uno dei principali parametri economico-gestionali di una qualsiasi macchina agricola, con la qualità del prodotto finale è sempre stato l’obiettivo principe di tutti i costruttori attivi nel settore delle macchine da raccolta. L’evoluzione vissuta dai mercati ha in effetti sempre più affiancato il concetto di “tempo” a quello di “qualità”, col secondo riferito sia al raccolto sia ai sottoprodotti, la paglia in primis. Un trend maturato a partire dalle filiere cerealicole e risicole che ha spostato le attenzioni di agricoltori e contoterzisti verso quelle macchine da raccolta in grado di conciliare le performance in campo con il rispetto del prodotto trattato.
Da qui lo sforzo dei costruttori per sviluppare soluzioni capaci di tutelare il valore del raccolto e minimizzare le perdite, ma senza impattare negativamente sulle velocità di lavoro e sui consumi di carburante, arrivati ormai a rappresentare circa il 30 per cento dei costi di un ciclo di raccolta. Una quadrupla esigenza non a caso alla base della filosofia progettuale delle mietitrebbia Claas top di gamma “Lexion”, una linea di prodotto strutturata sulla base di quattro serie che in funzione delle diverse esigenze applicative mettono a disposizione sia un esclusivo sistema trebbiante ibrido, le “8000” e le “7000”, sia un tradizionale sistema di separazione secondaria a scuotipaglia, le “6000” e le “5000”.

Così strutturata, la gamma “Lexion” è quindi in grado di proporsi con differenziazioni tecniche e prestazionali in grado di rispondere in modo puntuale a tutte le necessità di raccolta, con i modelli convenzionali che mirano a soddisfare le richieste applicative delle medie aziende oltre che di quelle che in fase di raccolta intendono coniugare una elevata velocità di lavoro con la totale salvaguardia della paglia, mentre le versioni ibride guardano principalmente alle esigenze delle realtà più strutturate e delle organizzazioni operanti in conto terzi su ampie superfici in virtù delle loro elevate capacità operative. Le ammiraglie della gamma Claas arrivano in effetti a offrire tarature di potenza fino ai 790 cavalli erogati sul modello più prestazionale “Lexion 8900” da unità Man a sei cilindri da 16 litri e 200 centimetri cubi serie “D42”, la mdesima unità che equipaggia anche la versione “Lexion 8800” nella taratura massima di 700 cavalli.
Di produzione Man anche le motorizzazioni sei cilindri serie “D26” da 12 litri e 400 centimetri cubi tarati a 507 e 549 cavalli che equipaggiano le versioni di fascia alta “Lexion 7600” e “Lexion 7700”, mentre sono di derivazione Mercedes i sei cilindri serie “470” e “473”, rispettivamente da dieci litri e 700 centimetri cubi e da 15 litri e 600 centimetri cubi, che muovono i modelli d’attacco e intermedi mettendo a disposizioni tarature massime di 462 cavalli, il primo, e di 626 cavalli il secondo.
Indipendentemente dalla derivazione e dalla cubatura, tutte le unità sono allineate alle normative stage V, mediante impianti egr refrigerati di pre-trattamento affiancati da catalizzatori doc, filtri dpf e sistemi scr di post trattamento, e si interfacciano con i gruppi di lavoro attraverso trasmissioni a cinghia a loro volta agenti su variatori rinforzati collegabili al sistema di lubrificazione centrale così da minimizzare i fermi macchina di manutenzione e di controllo.
Comune a tutte le motorizzazioni anche la presenza delle funzionalità “Dynamic Power” e “Dynamic Cooling”, con la prima che adegua carico e regime motore alle prestazioni richieste dall’operatore in un’ottica di contenimento dei consumi, mentre la seconda modula invece l’azione della ventola di raffreddamento in base al carico termico effettivo minimizzando così gli assorbimenti energetici.
Ne deriva quindi un contenimento dei consumi di carburante che gioca a favore dell’efficienza produttiva, obiettivo quest’ultimo peraltro perseguito sulle serie ibride “Lexion 7000” e “Lexion 8000” anche attraverso il rinnovato sistema di separazione primario “Aps”. Ribattezzato “Aps Synflow Hybrid”, opera sulla base di un acceleratore “Aps”, e di un battitore a dieci spranghe da 755 millimetri di diametro agente su un controbattitore integrante sia accecatori gestibili dalla cabina per via elettroidraulica sia una spranga di sgranatura ribaltabile idraulicamente per aumentare l’intensità del trattamento in caso di condizioni di raccolta difficili.

Caratterizzato da una larghezza di mille 700 millimetri, sulle “Lexion 8000”, e di mille 420 millimetri, sulle “Lexion 7000”, il battitore propone inoltre un angolo di avvolgimento di 132 gradi ed è affiancato da un lanciatore da 600 millimetri di diametro che fluidifica e regolarizza l’accesso del raccolto ai due rotori “RotoPlus”, con questi ultimi che si caratterizzano per diametri nell’ordine dei 600 millimetri e per la capacità di lavorare in automatico a velocità differenziate. Così configurato, il sistema assicura quindi un processo di separazione altamente efficacie indipendentemente dalla tipologia e dalle condizioni del prodotto raccolto, obiettivo al cui raggiungimento concorre peraltro anche la presenza del collaudato sistema di pulizia “Jet Stream”, operante tramite un ventilatore a turbina a sei o a otto stadi, a seconda del modello, e un doppio gradino ventilato per dar luogo a una pre-pulizia intensiva.

Il sistema assicura un flusso d’aria ad alta pressione sui crivelli che, come il ventilatore, possono essere regolati elettricamente dalla cabina, mentre la funzione “AutoSlope” riduce la portata di aria del sistema di pulizia se si lavora in salita e l’aumenta in discesa, adattandone automaticamente l’azione alla velocità di raccolta. In tali ambiti applicativi, le “Lexion” ibride possono anche giovarsi della funzione “3D” che compensa in automatico pendenze laterali fino al venti per cento.
All’ottimizzazione dei processi operativi, invece, è orientato il sistema “Cemos Automatic”, di fatto un assistente che suggerisce all’operatore le regolazioni dei gruppi di lavoro più opportune in funzione del raccolto e delle condizioni dei fondi. Il sistema di telemetria “Telematics” presente di serie sulle “Lexion” raccoglie poi in tempo reale i parametri funzionali delle macchine per trasmetterli agli uffici tecnici aziendali, permettendo così al proprietario dei mezzi di tenere costantemente sotto controllo da remoto l’efficienza del ciclo di lavoro in corso.

Alla salvaguardia e alla qualità della paglia guarda invece il sistema “Cemos Auto Chopping” che equipaggia, oltre alle versioni ibride “Lexion 8000” e “Lexion 7000”, anche le serie convenzionali “Lexion 6000” e “Lexion 5000”, soluzione che rileva in continuo il tasso di umidità e la quantità della paglia per regolare automaticamente la posizione dei controcoltelli e del fondo d’attrito nel trinciapaglia in funzione delle caratteristiche della paglia, così da ottimizzare la trinciatura in un’ottica di contenimento dei consumi.
Questi ultimi possono infatti risultare inferiori anche del dieci per cento rispetto a una mietitrebbia di pari categoria, senza però che ciò vada a incidere negativamente sull’efficienza dell’intero processo di raccolta, reso ancor più efficace e veloce sulle serie “Lexion 6000” e “Lexion 5000” dalla presenza del sistema “Aps Synflow Walker”, caratterizzato da un flusso rettilineo del prodotto e strutturato sulla base di un pre-acceleratore da 450 millimetri di diametro, di un battitore a dieci spranghe da 755 millimetri e da un ulteriore cilindro di separazione addizionale da 600 millimetri di diametro posto tra battitore e lanciatore.

Così strutturato, il sistema “Aps Synflow Walker” può quindi giovarsi di un angolo di avvolgimento di 132 gradi sul battitore e 116 sul cilindro di separazione addizionale, risultando anche facilmente adattabile a vari tipi di coltura e alle condizioni di lavoro grazie alla possibilità di regolare dalla cabina, idraulicamente e in parallelo, tutte le griglie di separazione. Un sistema di protezione dai sovraccarichi evita inoltre che si verifichino ingolfamenti e sempre sul controbattitore sono previsti sia accecatori gestibili dalla cabina per via elettroidraulica sia una spranga di sgranatura ribaltabile per aumentare la superficie di attrito e l’aggressività nei confronti del raccolto.
Tutte soluzioni che all’atto pratico assicurano alle serie “Lexion 6000” e “Lexion 5000” di separare fino a 25 per cento circa di prodotto in più rispetto ai sistemi di separazione primaria concorrenti, mantenendo in ogni modo una qualità di paglia e granella eccellente e agevolando di fatto l’azione secondaria dei cinque o dei sei scuotipaglia, rispettivamente per i modelli “Lexion 5000” e “Lexion 6000”, a quattro scalini di caduta che mettono a disposizione superfici complessive di separazione in grado di raggiungere i sei metri e 37 centimetri quadri nel primo caso e i sette metri e 62 centimetri quadri nel secondo.
All’ottimizzazione del ciclo di separazione secondaria guarda inoltre la presenza di un quantimentro che opera mediante una piastra a impatto posta sopra l’elevatore della granella, così da misurare in tempo reale il rendimento del prodotto raccolto prima che quest’ultimo passi in cassoni avanzanti capacità massime comprese tra i nove mila e i 13 mila e 500 litri. Valori questi ultimi ai vertici di categoria, quella a cui fanno capo le mietitrebbia che coprono potenze comprese tra i 300 e i 500 cavalli, prestazioni erogate sulle serie “Lexion 5000” e “Lexion 6000” da motori Mercedes e Man a sei cilindri, con le versioni d’attacco equipaggiate con unità Mercedes serie “936” e “470”, rispettivamente da sette litri e 700 centimetri cubi e da dieci litri e 700 centimetri cubi.
Le prime coprono potenze comprese fra 313 e 354 cavalli proponendosi con sovralimentazioni a doppio stadio, mentre le seconde erogano potenze di 408 cavalli. Di produzione Man infine l’unità da dodici litri e 400 centimetri cubi serie “D26” che mette a disposizione delle versioni più prestazionali “Lexion 6800” e “Lexion 6900” tarature massime rispettivamente di 406 e di 507 cavalli.
Qualità controllata e certificata
Vere e proprie centrali operative ad alta automazione, le “Lexion” sono costantemente aggiornate dai tecnici Claas con le più moderne soluzioni tecniche per consentire alle macchine di mantenere il vantaggio competitivo maturato in oltre 30 anni di attività. Rientra proprio in tale ottica la possibilità di equipaggiare le “Lexion” model year 2026 con la nuova soluzione “Nutrimeter Grain”, il primo sistema per mietitrebbia di misurazione Nir trasmissivo, tecnologia di analisi che utilizza la luce infrarossa per determinare la composizione chimica e le proprietà nutrizionali di campioni, che consente la misurazione del contenuto di proteine nei cereali e di olio nei semi oleosi durante le operazioni di raccolta.
I valori riscontrati sono visualizzati in tempo reale sul terminale “Cebis” in cabina e trasmessi al portale “Claas Connct” per essere successivamente utilizzati durante le fasi di stoccaggio e commercializzazione. La disponibilità dei dati direttamente in campo permette infatti agli imprenditori agricoli anche di gestire raccolti con contenuti proteici diversi, selezionandoli in modo specifico durante lo scarico per essere poi trasportati e immagazzinati separatamente. Grazie a ciò e alla conseguente drastica riduzione della miscelazione qualitativa dei raccolti, è possibile beneficiare di prezzi di vendita massimamente coerenti con il valore del prodotto visto che il metodo di misurazione trasmissivo è riconosciuto e accettato nella catena di commercializzazione cerealicola.
Fino al 66 per cento in meno

Secondo un recente rapporto Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il compattamento è, assieme all’erosione, all’acidificazione e alla perdita di nutrienti, una delle principali cause che limitano l’efficienza produttiva di un fondo agricolo. Proprio per tale ragione, i rischi di compattamento sono quindi recentemente diventati una delle principali criticità anche durante i cicli di raccolta, problematica cui le “Lexion” rispondono attraverso le versioni “TerraTrac”, il sistema di cingolatura brevettata da Claas.
Undici i modelli “TerraTrac” a listino, le quattro versioni a scuotipaglia “Lexion 5500”, “Lexion 6700”, “Lexion 6800” e “Lexion 6900” ed entrambe le serie ibride a esclusione del modello d’attacco “Lexion 7400”, tutti accomunati dalla capacità di assicurare pressioni al suolo inferiori fino al 66 per cento rispetto alla stessa macchina equipaggiata in maniera tradizionale, una maggior stabilità in pendenza e minimi slittamenti, fattore quest’ultimo che contribuisce anche a minimizzare i consumi. Ciò senza tuttavia pregiudicare in alcun modo la capacità di muoversi su strada a velocità di 40 all’ora e la possibilità di disporre di ruote motrici anche sull’assale posteriore.
Al lavoro in un salotto

Progettata e sviluppata per affrontare cicli operativi intensivi, la gamma “Lexion” è equipaggiata con cabine in grado di minimizzare l’affaticamento fisico indotto dalle lunghe ore di permanenza a bordo delle macchine. Proprio per tale motivo i vani propongono tutte le più moderne soluzioni al servizio del comfort di bordo, quali, per esempio, poltrone sospese pneumaticamente, specchietti regolabili elettricamente, telecamere che permettono di avere sott’occhio anche gli angoli più difficile visione, vani refrigerati per conservare bibite e alimenti e alloggiamenti per tablet e smartphone.
Alla sicurezza operativa guardano poi proiettori a led che assicurano la massima visibilità sull’area di lavoro, integrabili peraltro in via opzionale con sistemi supplementari di illuminazione nel caso le macchine siano chiamate a lavorare anche durante le ore serali e notturne.



