Declinata sulla base di sette modelli che coprono potenze comprese tra i 462 e i 925 cavalli, la serie delle trinciacaricatrici semoventi Claas Jaguar 900 vanta soluzioni esclusive ed evolute che assicurano un equilibrato e ottimale rapporto prestazioni/consumi in attività tra le più gravose in termini di costi di esercizio dell’intero comparto agricolo

Le continue e crescenti tensioni geopolitiche che coinvolgono spesso e volentieri quel Medioriente da cui arriva circa un terzo del petrolio utilizzato a livello mondiale, spingono sempre più al rialzo le quotazioni dei carburanti. Un’evoluzione che pone ulteriori difficoltà a coloro che devono annualmente affrontare la campagna di raccolta dei prodotti da insilare.
A fronte delle alte potenze necessarie, i consumi orari a pieno carico stallano infatti stabilmente sopra i cento litri, con punte che arrivano a sfiorare i 200, rendendo di fatto tali attività tra le più gravose in termini di costi di esercizio dell’intero comparto agricolo. Indispensabile in tale ottica investire quindi su macchine in grado di assicurare il miglior rapporto prestazioni/consumi, parametro ormai diventato vitale per le aziende maggiormente strutturate e per le realtà operanti in conto terzi che non vogliano correre il rischio di lavorare in perdita o di andare fuori mercato per sovraccosti imputabili alle quotazioni dei carburanti.
Input dunque imprescindibili e per tale ragione non a caso focus progettuali alla base delle trinciacaricatrici semoventi serie “Jaguar 900” di Claas, sette macchine fino allo scorso anno al top dell’offerta della Casa tedesca che oggi si propongono come equilibrato raccordo tra le versioni d’attacco serie “Jaguar 800” e le nuove ammiraglie serie “Jaguar 1000” lanciate dal Marchio di Harsewinkel a fine 2025.

Ciò in virtù soprattutto della capacità di operare sulla base degli elevati standard di efficienza assicurati dalle soluzioni messe a disposizione del sistema “Cemos” per ottimizzare le prestazioni in funzione della minimizzazione dei consumi. Tra queste, le funzioni “Cemos Auto Crop Flow” e “Cemos Auto Performance” che attuano un monitoraggio intelligente e automatico del regime del motore e della trazione in funzione dello stato operativo delle macchine, garantendo una produttività costante durante l’intera attività di raccolta, obiettivo perseguito regolando la velocità di avanzamento in base al carico del motore e regolando automaticamente la potenza erogata quando necessario.
Così configurabili, le trinciacaricatrici semoventi serie “Jaguar 900” assicurano quindi sempre la massima produttività con minimi consumi, anche del 12 per cento in meno rispetto a macchine di analoga categoria, dote peraltro enfatizzata dalla presenza della funzionalità “Cemos Auto Knife Condition” che monitorando in tempo reale lo stato di usura dei coltelli del tamburo di trinciatura consente di affrontare interventi di affilatura solo quando realmente necessario.
Grazie a due sensori induttivi posizionati al di fuori del flusso del raccolto, il sistema rileva in effetti con precisione la geometria dei coltelli e comunica quando intervenire all’operatore a bordo tramite il terminale “Cemis 1200”, in modo tale da assicurare una qualità di taglio costante attuata sempre con i minimi assorbimenti energetici possibili. Ciò complice anche la possibilità di sostituire i tamburi di taglio “V-Max” da 20, 24, 28, 36 o 42 coltelli proposti di serie con i nuovi tamburi opzionali “V-Flex”, disponibili anche nel pacchetto di allestimento “Green Eye”, che attraverso un rinnovato design con angolo a “V” ottimizzato assicurano una qualità̀ di trinciatura precisa e omogenea e un flusso di raccolto più uniforme, soprattutto per le lunghezze di taglio superiori a 12 millimetri.
Disponibili in quattro versioni con 20, 24, 28 e 36 coltelli, i tamburi di taglio “V-Flex” possono inoltre essere equipaggiati con coltelli interi o mezzi coltelli inseribili anche in modo alternato, ma sempre giovandosi di un’angolazione di dieci gradi rispetto alla controlama, ritenuta ottimale dai tecnici del Marchio tedesco ai fini della qualità della lavorazione.

Operanti in abbinamento al sistema di regolazione continua della lunghezza di taglio “Comfort Cut” e a un sistema di precompressione di tipo idraulico, i tamburi di taglio, sia “V-Max” sia “V-Flex”, sono inoltre seguiti da un gruppo rompigranella denominato “Multi Crop Cracker” e strutturato sui tre modelli “Mcc Classic”, “Mcc Max” e “Mcc Shredlage”, con gli ultimi due orientati rispettivamente al condizionamento del prodotto tagliato sulla base di lunghezze oscillanti fra i sette e i 22 millimetri e fra i 26 e i 30 millimetri.
Gli “Mcc Max”, caratterizzati dall’esclusivo rivestimento anti usura “Busa Clad”, sono strutturati sulla base di speciali rulli a profilo seghettato composti da 30 segmenti anulari, la cui geometria oltre a frantumare il prodotto per frizionamento realizza anche a un’azione di taglio che consente un condizionamento più intensivo della granella e un’elevata triturazione dei gambi.
Grazie anche a un differenziale di velocità del trenta per cento tra i rulli è di fatto possibile ottenere un prodotto che da un lato migliora i processi fermentativi, a tutto vantaggio delle rese degli impianti di biogas, e dall’altro risulta maggiormente digeribile se destinato all’alimentazione del bestiame.
A quest’ultimo utilizzo del trinciato guardano però in maniera più specifica i rompigranella “Mcc Shredlage”, caratterizzati da un profilo a spirale, in aggiunta a quello seghettato, e da un differenziale di velocità del cinquanta per cento che nel loro insieme permettono di condizionare in modo più intenso il mais tagliato in lunghezze comprese fra i 26 e i 30 millimetri, ottenendo un effetto sfibrato che migliora l’attacco batterico così da dare origine a un prodotto finito molto più digeribile dell’insilato tradizionale.
La distanza dei rulli è peraltro adattabile alle diverse condizioni di raccolta variandola idraulicamente direttamente dalla cabina, così come il sistema “Mcc” è anche sostituibile in modo semplice e immediato con un sistema preposto alla lavorazione dell’erba, di fatto un collettore che permette di passare senza perdite di tempo dalla raccolta del mais a quella del foraggio.

Ne deriva quindi la capacità di affrontare con successo qualsiasi tipo di raccolto, giovandosi in tale ottica anche del supporto offerto da specifici programmi pre-impostati nel già citato terminale di bordo “Cemis 1200” da 12 pollici che permette anche controllare in modo semplice e immediato le eventuali funzioni di guida satellitare “Gps Pilot” che oltre a dirigere in automatico la macchina permette anche di realizzare i massimi angoli di volta con meno di un giro di volante.
A enfatizzare ulteriormente l’automazione delle attività di raccolta concorrono infine le funzionalità “Cam Pilot”, preposta a rileva le conformazioni delle andane in modo tridimensionale adeguando gli avanzamenti della macchina in funzione della loro forma e delle loro dimensioni, e “Auto Pilot” che mantiene automaticamente in asse fra le file le testate a rotori quando si opera su mais.
Claas Jaguar 900: alte prestazioni, bassi consumi
I sette modelli che fanno capo alla serie “Jaguar 900” coprono un range di potenze massime compreso tra i 462 e i 925 cavalli, tarature erogate da motori emissionati stage V di produzione Man o Mercedes-Benz a seconda del modello. Le due versioni più prestazionali “990” e “980” propongono sottocofano unità Man serie “D2862” a 12 cilindri in architettura a “V” da 24 litri di cilindrata eroganti, rispettivamente, 925 e 850 cavalli di potenza massima.
Sempre di produzione Man, ma appartenete alla serie “D4276” e quindi ai sei cilindri e da 16 litri di cubatura, il motore da 790 cavalli che muove il modello “Jaguar 970”, mentre sono di derivazione Mercedes-Benz le unità “Om 473 La” e “Om 471 La” a sei cilindri e rispettivamente da 15 litri e 600 e 12 litri e 800 centimetri cubi che permettono ai modelli “960”, “950”, 940” e “930” di erogare 653, 585, 530 e 462 cavalli.
Comune a tutte le motorizzazioni la presenza di sistemi scr per il post trattamento degli ossidi azotati che permettono di minimizzare l’impiego di impianti egr in un’ottica di massimizzazione dell’efficienza termodinamica, obiettivo quest’ultimo cui guarda anche il sistema “Dynamic Power” che correla la potenza erogata dal motore alla velocità di marcia, ottimizzando entrambi i parametri in base alla massa del raccolto. Nel momento in cui aumenta la quantità di prodotto raccolto, la potenza viene infatti incrementata in modo automatico per mantenere elevata la produttività, mentre se la massa cala l’erogazione viene ridotta, in modo tale da minimizzare i consumi.
Obiettivo qualità

Le “Jaguar 900” sono, come detto, macchine improntate alla massima qualità produttiva e proprio per tale ragione sono equipaggiate con i sensori “Nutrimer” che oltre a determinare in tempo reale e con la massima precisione il contenuto di materia secca del trinciato ne registra anche i contenuti di amido, proteine grezze e zuccheri, risultando peraltro traslabili da macchina a macchina grazie alla capacità di interfacciarsi in modo diretto con la piattaforma “Claas Connect”.
Quest’ultima permette inoltre di eseguire direttamente in campo le analisi “Csps”, acronimo di “Corn Silage Processing Score” e finora effettuabili solo in laboratorio, prelevando semplicemente un campione di trinciato, distribuirlo su un apposito vassoietto e fotografare il tutto con uno smartphone. L’immagine viene elaborata in pochi istanti da un laboratorio operante da remoto che restituisce poi i dati necessari per permettere alle aziende e ai contoterzisti di apportare le correzioni necessarie per ottimizzare le lavorazioni, in modo tale da ottenere la miglior qualità del prodotto finale.
Tutela di coppia

In un’ottica di massima tutela dei terreni coltivati due modelli della serie “Jaguar 900” sono proposti anche in versione “Terra Trac”, l’esclusivo sistema di cingolatura Claas operante sulla base di nastri di gomma tensionati in automatico per via idraulica all’interno dei quali sia le ruote sia i rulli di supporto galleggiano su ammortizzatori idropneumatici. In grado di oscillare verso l’alto di dieci gradi e verso il basso di 13 gradi, il sistema permettere alle “Jaguar 990 Terra Trac” e “Jaguar 960 Terra Trac” di spostarsi su strada a velocità del tutto analoghe alle versioni tradizionali, mentre durante le manovre a fine campo spinge i rulli di supporto verso il basso idraulicamente, in modo tale da sollevare il rullo di azionamento anteriore per realizzare una riduzione di un terzo dell’area di contatto al suolo che concorre a minimizzare i rischi di rovinii del fondo.



