Toyota Hilux: elettrificazione alla nona

Presentata in anteprima europea al Brussels Motor Show 2026, la nona generazione di Toyota Hilux segna una svolta tecnica rilevante nella storia del pick-up giapponese introducendo per la prima volta una versione completamente elettrica accanto alla variante con motore 2.8 diesel ibrido a 48 volt

toyota hilux
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Ha debuttato alla fiera dell’auto di Brussel la nona generazione del pick-up di Toyota per eccellenza, “Hilux”. Sul mercato europeo arriva in configurazione double-cab mantenendo l’impostazione tecnica che ne ha decretato un ampio apprezzamento a livello globale con 27 milioni di unità vendute.

Completamente rivista però a livello powertrain, la nona generazione amplia l’offerta introducendo una doppia elettrificazione che risponde alle più differenti esigenze applicative. Da un lato un powertrain mild hybrid 48 volt, soluzione pragmatica per chi necessità di elevate capacità operative guardando anche a un’ottimizzazione dei consumi.

Dall’altro una soluzione full electric a batteria che assicura zero emissioni locali e risponde alle esigenze di chi deve operare in contesti urbani regolamentati, in aree con restrizioni ambientali o in scenari critici in cui diventano prioritari silenziosità e, appunto, assenza di emissioni. Per entrambi una commercializzazione che partirà in Italia il prossimo Aprile già con la versione full electric, seguita poi a Luglio dalla versione ibrida.

Dal punto di vista tecnico, la versione “Hybrid 48V” rappresenta l’evoluzione del noto quattro cilindri turbodiesel da due litri e 800 centimetri cubi, integrato con un sistema mild hybrid a 48 volt già introdotto sull’attuale generazione. Il sistema si compone di un motogeneratore elettrico collegato alla trasmissione tramite cinghia, alimentato da una batteria agli ioni di litio compatta e leggera.

toyota hilux
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L’unità elettrica interviene nelle fasi di avviamento e nelle accelerazioni, fornendo coppia supplementare nei transitori e contribuendo alla riduzione delle vibrazioni torsionali tipiche dei diesel di grossa cilindrata. Il risultato è un miglioramento della fluidità di erogazione, una riduzione del rumore percepito e un contenimento dei consumi e delle emissioni di anidride carbonica rispetto alla versione esclusivamente endotermica.

L’integrazione è progettata senza penalizzare le capacità operative: la portata utile resta di una tonnellata e la capacità di traino di tre tonnellate e mezza, valori di riferimento per il segmento in questione. La collocazione dei componenti elettrici è stata studiata per non alterare angoli caratteristici, rigidità del telaio e capacità di guado, che rimane pari a 700 millimetri. Il sistema “Multi-Terrain Select”, combinato con “Multi-Terrain Monitor” e “Panoramic View Monitor”, modula la risposta di motore, freni e controllo di trazione in funzione del fondo, ottimizzando la gestione della coppia sulle quattro ruote.

La novità più significativa è tuttavia rappresentata dalla “Hilux Bev”, prima declinazione completamente elettrica del modello.

Il sistema utilizza una batteria agli ioni di litio da poco meno di 60 chilowattora abbinata a due assali elettrificati, uno anteriore e uno posteriore, per garantire trazione integrale permanente senza collegamenti meccanici tra gli assi. L’asse anteriore sviluppa 205 newtonmetro di coppia, quello posteriore 268 newtonmetro, con gestione elettronica indipendente che consente una ripartizione istantanea della coppia in funzione dell’aderenza.

L’autonomia dichiarata nel ciclo wltp raggiunge 257 chilometri nel combinato e fino a 380 chilometri nel ciclo urbano. Valori coerenti con un utilizzo prevalentemente professionale.

La portata utile si attesta a 715 chili, mentre la capacità di traino è di mille e 600 chili. Numeri inferiori alla versione diesel, ma significativi per un pick-up elettrico con architettura tradizionale a telaio separato. Dal punto di vista ingegneristico, l’integrazione del powertrain elettrico è ottenuta su un telaio body-on-frame. In tale ottica la batteria è stata installata in posizione tale da garantire protezione strutturale, distribuzione ottimale dei pesi e mantenimento della luce libera da terra, pari a 212 millimetri.

Il guado resta invariato a 700 millimetri. Prestazione non banale considerando la presenza di componenti ad alta tensione. L’adozione dello sterzo elettrico, ora standard su tutta la gamma, contribuisce a migliorare precisione e modulabilità, mentre la gestione “shift by wire” elimina collegamenti meccanici tradizionali, consentendo una selezione più fluida delle modalità di marcia.

Per la variante elettrica è stato sviluppato un “Multi-Terrain Select” dedicato, capace di modulare coppia e frenata rigenerativa sulle singole ruote, sfruttando la rapidità di risposta dei motori elettrici per garantire trazione su superfici a bassa aderenza.

Titolo: Toyota Hilux: elettrificazione alla nona

Autore: Redazione

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