Continuous improvement

Nate con l’obiettivo di completare l’offerta commerciale Fendt orientata alle aziende agricole maggiormente strutturate e alle realtà operanti in conto terzi, le trincia semoventi serie “Katana” sono state oggetto di continui programmi di miglioramento tecnico-funzionale volti a innalzarne il più possibile le doti di affidabilità e produttività

Fendt Katana

Gli anglosassoni sono alquanto sintetici nell’esprimere concetti, spesso limitandoli a una o due parole. Un esempio in tal senso è la locuzione “continuous improvement”, “miglioramento continuo”, un concetto che sottende uno sforzo ininterrotto volto a limare e affinare ogni singolo dettaglio di un progetto, compresi quelli già apparentemente soddisfacenti, con l’obiettivo di ottenere un risultato finale sempre più migliorativo. È il percorso seguito anche dai tecnici Fendt a partire dal 2011 quando vennero presentate le trinciacaricatrici semoventi serie “Katana”, due modelli accreditati di 625 e 850 cavalli. Da allora sono passati otto anni, durante i quali Fendt ha sempre continuato a investire sulle sue macchine sottoponendole a un continuo programma di miglioramento tecnico-funzionale teso a elevare le doti di affidabilità e produttività così da permetter loro di far fronte ai cicli di lavoro sempre più intensivi imposti dalla moderna agricoltura. Proprio in tale ottica, sia “Ka-tana 65” sia “Katana 85” sono state equipaggiate con tamburi da 720 millimetri di diametro che, oltre a proporsi quali gruppi di trinciatura più grandi del mercato, assicurano un’ottimale qualità del trinciato anche durante i picchi di carico. Il raccolto arriva in effetti al tamburo di taglio tramite sei rulli idraulici che lo convogliano in modo omogeneo e costante senza impedire che il sistema di rilevamento metalli possa operare con la massima efficienza per tutelare dai rischi di danneggiamento gli organi di lavoro. Un’impronta progettuale volta a garantire la massima efficienza operativa quindi, dote peraltro suffragata anche dalla possibilità di impostare la lunghezza di taglio direttamente dalla cabina intervenendo in tempo reale su gruppi a 14, 20, 28 o 40 coltelli, configurazione quest’ultima che permette di dare vita a un prodotto finito caratterizzato da lunghezze minime di poco superiori ai due millimetri, ideale quindi per l’impiego diretto nei digestori destinati alla produzione di biogas. Al medesimo obiettivo guardano inoltre rulli rompigranella “V-Cracker”, caratterizzati dalla presenza di dischi a “V” seghettati che ingranano l’uno nell’altro offrendo una superficie d’attrito fino al 125 per cento superiore rispetto ai gruppi tradizionali e quindi in grado di assicurare un’azione profonda ed efficace indipendentemente dalle condizioni di raccolta. Così configurate le trincia semoventi “Katana” possono quindi operare sempre al massimo delle loro possibilità sia su mais sia su foraggio, passando velocemente da un prodotto all’altro grazie alla possibilità di spostare elettroidraulicamente il rompigranella e di sostituire in tempi rapidi le testate con i pick up di raccolta. Sia le prime sia i secondi godono inoltre di un assetto controllato per via elettronica da un sistema che segue in automatico gli andamenti altimetrici del fondo su cui si opera. Nel caso questi fossero poi particolarmente dissestati le “Katana” model year 2019 possono giovarsi della presenza di sospensioni posteriori che assorbono le sollecitazioni del terreno assicurando il massimo comfort di marcia fino a velocità massime nell’ordine dei 20 chilometri/ora, prestazione che su strada sale a 40. Sempre al comfort, qualità perseguita per permettere agli operatori di operare full time senza distrazioni dovute alla fatica, guardano inoltre le cabine, riprogettate di recente in termini di abitabilità e visibilità. Vere e proprie suite climatizzate in automatico, le cabine delle “Katana” sono realizzate con ampie superfici vetrate atermiche che assicurano la piena visibilità sia sull’arco dell’orizzonte sia, soprattutto, sul tubo di lancio, gruppo in grado di ruotare di 210 gradi e di raggiungere un’altezza massima di scarico nell’ordine dei sei metri. La sua azione può ovviamente essere controllata anche mediante un sistema di visione dedicato e, come tutte le funzioni principali delle macchine, può essere gestito dall’operatore senza doversi sbracciare agendo sul joystick che affianca il terminale “Vario” tramite il quale è possibile modificare in tempo reale i principali parametri operativi.