Come da tradizione, ad Agritechnica il trattore è stato il protagonista della manifestazione. Crescono prestazioni e dimensioni, ma soprattutto crescono i contenuti tecnici innovativi e l’innovazione in agricoltura

di Gabriele Dell’Orto
Si stanno spostando verso le macchine di media potenza le soluzioni tecniche fino a ieri in appannaggio ai trattori di alta gamma tesi a rendere il trattore sempre più “smart”, cioè capace di assistere o addirittura sostituirsi all’operatore nel suo lavoro.
La rassegna tedesca ha in effetti evidenziato come il trattore sia sempre più concepito quale piattaforma integrata e meccatronica, un sistema che vede la meccanica pilotata dall’elettronica tramite software e sensori, concetto estendibile anche all’idrauliche e alle trasmissioni con l’obiettivo di dar luogo a un cantiere di lavoro ottimizzato in termini di efficienza e operatività. Spetterà però alle aziende agricole far proprie queste innovazioni a livello di attività quotidiane e quindi separare le soluzioni effettivamente funzionali al lavoro da quelle che, almeno per ora, sono solo tecnologia da salone. In queste pagine una sintesi ragionata delle più interessanti proposte avanzate dai vari costruttori.
Il trattore osserva, decide e aiuta l’operatore
Tema di fondo di Agritechnica 2025 l’automazione, sviluppato sulla base di due diverse proposte, i robot autonomi e i trattori robotizzati. Nel primo caso si è alle prese con soluzioni che eliminano totalmente l’operatore a bordo macchina dando luogo a sistemi di lavoro dedicati ma meno flessibili rispetto a quelli realizzabili robotizzando i trattori tradizionali.

Tale soluzione non a caso è stata abbracciata da quasi tutti i costruttori, da John Deere a New Holland e da Kubota a Fendt, mediante la messa a punto di specifici kit proposti quali optional di allestimento. Meno spettacolari ma non meno rilevanti in termini operativi le automazioni dei sistemi funzionali di bordo come per esempio risulta essere quella introdotta da Claas sulla serie “Axion” per dar luogo a una gestione adattiva della catena cinematica. Il sistema analizza gli stati funzionali di motore, cambio, idraulica e utenze ausiliarie, nell’ottica di anticipare le richieste di potenza che si possono innescare quando all’inizio di una nuova passata si abbassa l’attrezzo. Si evitano di conseguenza i cali di regime cui oggi deve far fronte l’operatore intervenendo sul carico motore.
Guarda invece alla sicurezza il pacchetto Adas presentato da Deutz-Fahr per agevolare la guida sulle strada di campagna. Prevede avvisi di superamento corsia, assistenza alle svolte, riconoscimento di persone e ostacoli, oltre a cruise control adattivo e allerta collisione. Il tutto è stato tarato e riscalato per operare in situazioni tipicamente agricole. Su strade senza segnaletica affrontate con attrezzature sporgenti per esempio, piuttosto che lavorando mantenendo più macchinari fra loro ravvicinati come accade durante la trinciatura dei foraggi. Da segnalare anche l’austriaca Lindner, con il sistema “SmartLift2” di “Lintrac 160 LDrive,” ottimizza invece il lavoro con caricatore frontale modificando le risposte funzionali di sterzo, idraulica e cambio così da dar luogo a manovre fluide e precise.
Elettrici, modulari o ibridi i sistemi di trazione cambiano volto

Molte novità dal fronte dell’elettrificazione. Tra gli stand di Hannover, le soluzioni modulari con più motori in parallelo sembrano dettare il trend del futuro trattore elettrico. Il costruttore cinese Zshz ha presentato un trattore con due motori elettrici affiancati, uno per la trazione e uno per azionare la presa di forza e l’idraulica. Batterie “Lfp” da 105 chilowattora integrate in un semitelaio anteriore e ricariche rapide fino a 115 chilowatt di potenza in corrente continua agevolano il lavoro di una macchina in grado di erogare fino a 120 cavalli.

Al suo fianco, in senso metaforico perché in realtà gli stand erano ben distanti, la proposta full electric di John Deere, un prototipo da 130 cavalli, con architettura a 800 volt e pacchi batteria modulari fino a 195 chilowattora. Ha motori separati per trazione e presa di forza, oltre a una terza unità dedicata alla pompa idraulica. La stessa base tecnica sarà poi declinata nei prossimi mesi nelle versioni speciali da vigneto e per orticoltura. Meno nota della multinazionale americana ma non meno dinamica la tedesca Onox, giovane start-up alla sua seconda edizione di Agritechnica. Anche lei ha proposto un trattore a tre motori uno dei quali dedicato alla trazione e gli altri due alle prese di forza anteriore e posteriore.
La batteria sottocofano avanza una capacità di 20 chilowattora e ulteriori moduli da 30 chilowattora sono applicabili su sollevatore o fiancate. Il tutto operando con un voltaggio di 48 volt per restare sotto la soglia dell’alta tensione. Restando in tema di start-up tedesche, da citare Tadus e il suo trattore a cinque motori siglato “T 16.20” cui si è dato spazio su questo stesso numero nelle pagine subito a seguire. In parallelo al lancio delle novità full electric han trovato spazio anche i sistemi di propulsione ibridi di tipo diesel-elettrico.
Il costruttore indiano Tafe sta lavorando a un trattore in grado di offrire prestazioni da cento cavalli con un diesel da 75 cavalli affiancato da due motori elettrici alimentati con una batteria da 25 chilowattora di capacità. La cinese Zoomlion, già presente in Europa da qualche anno con le proprie macchine da costruzione, ha invece lanciato una nuova serie di trattori allestiti sulla base di un gruppo cambio integrato in un-ponte posteriore elettrificato. Le potenze in questo caso possono raggiungere i 400 cavalli erogati da due motori coassiali in grado di alimentare trazione e presa di forza in modo indipendente o combinato.
Carburanti alternativi e periferiche “furbe”

Nonostante le proposte di propulsione elettriche in arrivo per azionare mezzi di medie e basse potenze, i motori termici sono comunque considerati i vettori privilegiati di settore, complice una versatilità di alimentazione che permette loro di adattarsi a ogni situazione contingente. Sono ormai tante le unità che ad alimentarsi con il classico gasolio sono anche certificate in grado di operare con combustibili “Rme”, “Rapeseed Methyl Esters”, un biodiesel derivato da olio di semi di colza, e “Hvo”, “Hydrotreated Vegetable Oil”, derivanti da oli vegetali e grassi animali piuttosto che da lavorazxioni dei rifiuti umidi urbani. Tutti sostituiscono il gasolio senza richiedere modifiche a serbatoi e impianti, a differenza dell’etanolo e del metano.
L’etanolo, pur con una densità energetica pari a circa il 40 per cento in meno rispetto al gasolio, risulta interessante per i Paesi con una forte produzione di canna da zucchero o mais, che potrebbero cosi ridurre la propria dipendenza dalle risorse petrolifere e creare una nuova filiera nazionale.
Proprio su queste basi, Case Ih ha presentato un “Puma 240” equipaggiato con un sei cilindri Fpt “N67” derivato dalla versione a metano e adattato al funzionamento con etanolo. E sul fronte del metano, New Holland ha ufficializzato la messa sul mercato della serie “T6 alimentata” con tale gas al termine di un percorso di test e prototipazione durato diversi anni.
L’efficienza complessiva di un trattore non si lega però solo alle performance del motore e proprio per questo motivo sono state introdotte importanti novità anche nei settori delle periferiche e dell’idraulica. Tra questi, i sistemi di freno motore continuo basati su geometrie variabili dei turbocompressori o sulla presenza di valvole di decompressione che scaricano la pressione di compressione che si innesca nei vari cilindri generando coppie resistenti elevate. In casa Agco e sui modelli “800 Gen5 Vario” e “1000 Gen4 Vario” Fendt propone inoltre un sistema automatico di pulizia dei filtri aria esteso anche ai filtri della cabina. Da segnalare che sui “1000 Gen4 Vario” la Casa ha previsto anche una gestione elettronica del motore che mette a disposizione curve di potenza più basse di quelle nominali quando si deve proteggere un’attrezzatura da eventuali eccessi di coppia o si desidera ridurre i consumi.
Trasmissioni, trazione e idraulica

Sul fronte delle trasmissioni, prosegue a grandi passi l’avanzata dei cambi a variazione continua. Fendt estende anche alla nuova serie “500 Gen4 Vario” la soluzione “VarioDrive”, una trazione integrale permanente e intelligente, mentre Cnh ha aggiornato i propri cvt destinati a equipaggiare i “T7” passo corto di ultima generazione con una terza gamma avanti e scatole di trasmissione rinforzate.
Da segnalare, non tanto per motivi tecnologici ma commerciali, anche la scelta avanzata dall’inglese Jcb quando per allestire i suoi nuovi “FasTrac 6000” ha deciso di utilizzare motori Fpt abbinati a cvt Zf.
Rientrano sempre nel discorso “Trazione” anche i sistemi di controllo della pressione dei pneumatici integrati a bordo macchina. Permettono di adeguare l’impronta a terra delle gomme al fondo su cui si lavora e al tipo di attività privilegiando ora la trazione ora il contenimento dei consumi.
A massimizzare la trazione guardano poi anche i sistemi di sospensione degli assali anteriori, spesso del tipo a ruote indipendenti, mentre si orientano a contenere i fermi macchina di manutenzione gli impianti centralizzati di ingrassaggio, fino a ieri proposti quasi esclusivamente sdalle grandi raccoglitrici ma oggi previsti anche su attrezzature e trattori. Per quanto riguarda l’idraulica, i mantra del momento sono specializzazione e digitalizzazione.
La maggioranza dei trattori di medio-alta potenza presenta due circuiti idraulici separati per servizi e gruppi di lavoro alimentati con pompe a cilindrata variabile e, a tratti, anche in grado di dar luogo a un’unica portata di elevata capacità. Resiste e anzi si diffonde il classico load sensing, anche se all’orizzonte si profila una nuova generazione di idraulica pilotata per via elettronica e siglata “e-Ls”. E’ già presente su diverse serie Fendt e sulla scavapatate Ropa “Keiler II Rk22”. Con questo collegamento digitale denominato “e-Ls connect”, il segnale di carico viaggia via isobus eliminando la necessita del collegamento idraulico e migliorando velocità e precisione di risposta.
Titolo: Innovazione in agricoltura: tendenze e trend ad Agritechnica
Autore: Gabriele Dell’Orto



