Lanciata nel 2017 e ora disponibile anche in Italia, la minipala compatta e telescopica Jcb Teleskid 3Ts può comunque essere inserita fra le più innovative proposte avanzate in Germania dalla Casa inglese.
Disponibile in versione gommata o cingolata trova nella versatilità la sua dote migliore

Non è una novità in assoluto essendo stata presentata nel 2017, ma può essere considerata una delle proposte più innovative del salone tedesco oltre che una new entry per il mercato italiano. Si sta parlando di “Teleskid 3Ts-8”, una minipala compatta equipaggiata con un braccio telescopico in luogo dei bracci laterali fissi che normalmente equipaggiano gli skid loader e disponibile sia con trazione tradizionale, su ruote, sia con trazione su cingoli.
La prima versione è siglata “3Ts-8W” e la seconda “3Ts-8T”. Grazie a tali contenuti, e in particolare al suo braccio telescopico realizzato con acciaio altoresistenziale, “Teleskid” non si limita a poter brandeggiare carici dell’ordine dei 15 o 17 quintali circa a seconda della versione, ma può anche alzare carichi compresi fra i sei e i sette quintali fino ad altezze al perno di oltre quattro metri. Di fatto un vero e proprio sollevatore telescopico caratterizzato però da dimensioni molto compatte, analoghe a quelle proposte dalle mini pale di classe intermedia, e forte della possibilità di operare sotto quota fin quasi a un metro di profondità.

Brandeggia, solleva e scava dunque, attività che ovviamente vanno supportate con attrezzature specifiche poste in testa d’albero e azionabili giovandosi di un’idraulica hi-flow capace di erogare fino a 126 litri di olio al minuto, flusso gestibile unitamente a tutte le altre funzioni operative della macchina mediante due joystick elettroidraulici, multifunzione e modulabili nella reattività, gli stessi che controllano anche traiettorie e avanzamenti.
L’assenza del tradizionale volante assicura all’operatore la piena e totale visibilità sul lavoro, fermo restando che la cabina a quattro montanti chiusi da pannellature di cristallo minimizza gli angoli morti orizzontali lasciando il compito di assicurare la dovuta precisione di lavoro in quota a una botola trasparente a tetto e la sicurezza in manovra a una retrocamera installata di serie. Il vano è inoltre riscaldato e raffrescato di serie mediante un sistema di ventilazione che nelle stagioni fredde evita gli appannamenti dei vetri e alloggia l’operatore su una poltrona sospesa pneumaticamente e riscaldata.

A livello di comfort “Teleskid” nulla cede pertanto nei confronti dei sollevatori tradizionali, mezzi con i quali condivide anche l’accesso laterale e una batteria di fari di alta potenza che si rivela preziosa nel caso si debbano attuare spesso lavorazioni notturne o in ambienti poco illuminati.

A muovere la macchina provvede un powertrain realizzato abbinando una trasmissione idrostatica a uno o due stadi con un motore Jcb “430 S5-055” da 74 cavalli di potenza erogati a due mila e 200 giri, taratura che permette di superare gli standard di emissione stage V giovandosi dei soli sistemi egr, doc e dpf, quindi senza dover ricorrere a soluzioni di tipo scr che imporrebbero il ricorso all’urea. Ad avvantaggiarsi di tale scelta sono ovviamente i costi di gestione al cui contenimento guardano anche la presenza di un ampio sportello posteriore e la possibilità di inclinare in avanti la cabina per velocizzare le operazioni di manutenzione, previste ogni 500 ore a livello motore.
Così concepito e forte di raggi di volta dell’ordine del metro e mezzo o poco più oltre che di sistema antibeccheggio e funzione di sollevamento parallelo, “Teleskid 3Ts” si propone quale mezzo polivalente ed eclettico in grado di operare sia in azienda sia in campo e acquisibile mediante un investimento economico inferiore rispetto a quello necessario per altre macchine con geometrie di lavoro e carichi operativi quasi simili.



