Lavorano bene, consumano poco

Il mercato europeo dei carri trinciamiscelatori semoventi sta guardando con sempre maggior interesse ai motori Volvo Penta e, in particolare, al quattro cilindri “Tad571Ve”. Un motore compatto e affidabile, ma soprattutto economico in termini di consumi

I trinciamiscelatori semoventi sono macchine inizialmente studiate per far fronte alle esigenze operative degli allevamenti più strutturati, ma che hanno trovato impiego anche nelle aziende orientate alle produzioni bioenergetiche. Ciò grazie al fatto che fan fronte in maniera integrata a tre diverse fasi di lavoro che in passato erano spesso affrontate con attrezzature specifiche, la desilatura, la miscelazione e la distribuzione, operando in maniera più rapida e agevole di quanto permesso da un cantiere di lavoro tradizionale, il trattore con il miscelatore al seguito. Il tutto garantendo la massima qualità delle lavorazioni e dei prodotti finali, doti che in previsione di un uso intensivo del carro giustificano ampiamente il suo sovrapprezzo rispetto a un’analoga attrezzatura trainata.

Ovviamente l’ammortamento è tanto più rapido quanto più economici in termini di consumi e a parità di potenze erogate risultano essere i motori che muovono i carri, aspetto che vede in pole position i motori Volvo Penta, unità che non a caso stanno lentamente conquistando le simpatie dei più importanti costruttori di feeder europei, dagli italiani Sgariboldi e Sitrex alla tedesca Siloking alla spagnola Tatoma. Ciò grazie proprio ai loro consumi contenuti in rapporto alle prestazioni rese, una realtà peraltro confermata dai consumi specifici dell’unità più diffusa nel settore, il quattro cilindri “Tad571Ve” che al regime di coppia massima propone consumi di soli 147 grammi di gasolio per cavallo/ora.

Accreditato di 175 cavalli erogati a due mila 300 giri e di 810 newtonmetro di coppia, l’unità si propone con una cilindrata di cinque litri e 130 centimetri cubi che respira grazie a una distribuzione monoalbero operante su quattro valvole per cilindro asservite sull’aspirazione da un sistema turbo/intercooler con turbina a geometria variabile. Omologato in stage IV, ma già pronto per passare allo stage V, il motore vanta inoltre dimensioni molto compatte, lunghezza e altezza sono inferiori al metro con una larghezza che supera di poco gli 80 centimetri, che ne facilitano l’installazione contribuendo a compattare anche le dimensioni finali della macchina su cui sono installati. Una prerogativa che oltretutto si man terrà invariata anche quando il motore passerà allo stage V grazie al sistema Volvo Penta “Eats” che integra in due elementi  posizionabili dove la macchina lo permette tutti i componenti del sistema di emissionamento, scr, doc e dpf.

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