Affidabilità e prestazioni di un motore molto si legano alle qualità del lubrificante che lavora al suo interno. In particolare alla viscosità che si instaura quando l’unità opera per lunghi periodi tempo a pieno regime e a pieno carico e che incide anche sui consumi

L’azione primaria di un lubrificante che opera all’interno di un motore consiste nel tener separate le superfici degli organi meccanici fra loro interfacciati.
Due esempi in tal senso dati dai pistoni che scorono all’interno dei cilindri e dalle bronzine, i cuscinetti che supportano gli alberi motore. In entrambi i casi l’olio deve creare in sottilissimo film che eviti il contatto diretto fra le superfici metalliche nonostante queste ultime siano fortemente pressate fra loro dal susseguirsi dei cicli operativi e in maniera proporzionata ai carichi di lavoro in essere. Forze che nel caso delle macchine movimento terra e agricole sono particolarmente elevate. Sulla possibilità di far loro fronte in maniera adeguata molto incide la viscosità dei lubrificanti, parametro che varia col variare della temperatura e che, fino a ieri, più era elevato e più proteggeva il motore.
Ciò, però, a spesa dell’efficienza. Un’alta viscosità dà in effetti luogo ad assorbimenti energetici che penalizzano erogazioni e consumi. D’obbligo quindi trovare un giusto compromesso fra riduzione degli attriti e protezione del motore, un equilibrio tanto più difficile a raggiungersi quanto più elevate sono le temperature di lavoro e le sollecitazioni in essere. Proprio per misurare tali effetti i tecnici hanno messo a punto il parametro “Ht-Hs”, “High Temperature High Shear”, che individua la viscosità proposta dal lubrificante quando opera ad alta temperatura e con la meccanica sottoposta a forti sollecitazioni.
In tali condizioni il dato di viscosità proposto dalla classificazione Sae e riferito a una temperatura di 100 gradi centigradi non è adeguato e quindi nel caso degli olii motore destinati a mezzi heavy duty è stato introdotto il già citato parametro “Ht-Hs” che si rileva a 150 gradi centigradi. Una soglia che abbinata a rilevamenti effettuati sotto sforzi elevati determina con precisione la capacità di un lubrificante di ridurre i consumi senza compromettere la protezione del motore.

Normalmente un lubrificante con un valore “Ht-Hs” inferiore a tre centipoise e mezzo – l’unità di misura della viscosità – consente al motore di lavorare con basse resistenze interne e quindi con altrettanto bassi consumi di carburante, ma non tutti i motori sono compatibili con tale valore e quindi l’uso di lubrificanti riconosciuti a basso “Ht-Hs” deve essere approvato dai costruttori dei veicoli. A tale proposito l’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili, “Acea”, ha introdotto nel 2024 un’apposita specifica tecnica siglata “AceaF01” che individua gli olii aventi parametri “Ht-Hs” compresi fra 2,9 e 3,2 centipoise.
Contrassegna i lubrificanti fuel economy a bassa viscosità e quindi, sui motori progettati per funzionare con questa specifica, garantisce al contempo massima protezione e minimi consumi oltre alla compatibilità del lubrificante con le più attuali tecnologie di post-trattamento dei gas di scarico.
Esempi di lubrificanti di ultima generazione specifici per mezzi da lavoro heavy duty sono quelli proposti dalle linee Pakelo “Goldenstar F-La Plus Sae 5W-20” e Goldenstar F-La Plus Sae 5W 30” che soddisfano le esigenze dei motori che richiedono “Acea F01” e tecnologie “Low Saps” che assicurano bassi tenori di ceneri solfatate, fosforo e zolfo. Disponibili anche gli olii “Goldenstar La Plus – Sae 10W-40” e “Goldenstar La Plus – Sae 5W-30”. Sono approvati dai principali costruttori e soddisfano tutte le esigenze di lubrificazione e di protezione dei motori.
Per l’ampia gamma di specifiche sono indicati per flotte miste o di officine multimarca. Oltre a questi prodotti “Excellence” la gamma Pakelo si completa poi con i prodotti delle linee “Premium” e “Regular” per coprire tutte le esigenze di lubrificazione.
Titolo: Lubrificante Pakelo: Concilianti equilibrismi
Autore: Redazione



