Trinciacaricatrici semoventi Fendt serie Katana: produttività in campo al top

Le trincia caricatrici Fendt serie Katana furono lanciate nel 2011 e da allora furono oggetto di continui perfezionamenti che hanno oggi dato origine a due modelli in grado di abbinare alla massima produttività in campo un’altrettanto elevata qualità del prodotto finale   

Nell’ultimo decennio tutti i costruttori di trinciatrici semoventi hanno sottoposto le rispettive macchine a importanti e continui upgrade funzionali causa la crescita degli impianti bioenergetici nelle aree a forte vocazione maidicola. Alle tradizionali esigenze di raccolta dell’allevamento si sono infatti aggiunte quelle della filiera energetica, con campagne di raccolta più lunghe e richieste di tagli più corti per migliorare la resa finale in termini di produzione del biogas. Da qui un’evoluzione tecnica delle macchine che, complici l’aumento delle potenze installate e le digitalizzazioni preposte a ottimizzare i lavori, ha impattato anche sulla produttività oraria, con quella massima aumentata fino a cinque volte dagli Anni 70 a oggi passando da circa 75 a circa 400 tonnellate/ora di raccolto.

Parallelamente a tali trend si sono poi innescati anche un aumento dei modelli resi disponibili sul mercato e un aumento degli stessi costruttori, con l’ultima new entry rappresentata dal marchio Fendt che, nel Novembre 2011, in occasione di Agritechnica, la fiera tedesca della meccanizzazione agricola, lanciò la sua prima trincia semovente denominandola “Katana 65”. Nel pieno rispetto della propria filosofia progettuale, la Casa propose una macchina forte di contenuti tecnologici di rilievo, quegli stessi che fece poi costantemente evolvere nel tempo fino a dar luogo all’attuale gamma “Katana”, composta dai due modelli “Katana 650” e “Katana 850”.

Accreditati rispettivamente di 650 e 847 cavalli, hanno in comune il sistema “Fendt CropFlow 2.0” che gestisce l’intero percorso del prodotto, dai sei rulli di alimentazione fino al tubo di lancio, con i primi, larghi 770 millimetri e azionati da una trasmissione idrostatica continua, che compattano il raccolto e lo convogliano verso un tamburo di taglio da 720 millimetri di diametro, il più grande fra quelli attualmente disponibili sul mercato.

Lavorando a mille e 150 giri al minuto ed equipaggiato con ventotto coltelli disposti a “V”, il tamburo opera con una frequenza massima di sedici mila e cento tagli al minuto dando luogo a lunghezze di trinciatura regolabili in continuo dalla cabina che possono spaziare fra i due millimetri e mezzo circa a oltre 42 millimetri, in funzione del tamburo installato e del numero di coltelli con cui è equipaggiato. Questo significa poter rincorrere in tempo reale tutte le richieste della filiera, dalla trinciatura più lunga per l’alimentazione zootecnica fino al taglio cortissimo richiesto da molti impianti a biogas.

Protetto contro le intrusioni di corpi estranei da un metal detector regolabile su sei livelli di sensibilità, il tamburo dà luogo a un trinciato di qualità che in seconda battuta accede a un sistema rompigranella disponibile in due versioni denominate “R-Cracker” e “Rs-Cracker”. Entrambe sono caratterizzate dalla presenza di due rulli da trecento millimetri di diametro operanti mediante superfici temprate e cromate, ma differiscono fra loro per il profilo dei denti, fattore che a sua volta orienta verso applicazioni diverse i rompigranella.

“R-Cracker” si propone con rulli da 148 denti seghettati che lavorano con velocità di rotazione differenti tra il trenta e il quaranta percento su trinciati aventi lunghezze di taglio standard, fino a circa venti millimetri. “Rs-Cracker” lavora invece con denti spiralati a “V” per dar luogo a estrazioni più aggressive dei chicchi, sia in senso longitudinale sia trasversale. In entrambi i casi i rompigranella possono essere disinseriti se la loro azione non fosse necessaria, fermo restando che in ogni caso il trinciato trova poi il suo sbocco finale in un tubo di lancio capace di un angolo di oscillazione di 210 gradi, di un’altezza di scarico di oltre sei metri e operante in maniera semi-automatica grazie alla funzione “Fill Control” che regola automaticamente l’apertura dell’ultima sezione del tubo in base alla posizione del carro, accumulando il prodotto dove serve senza che l’operatore debba intervenire.

A muovere il tutto provvedono due motori a sei cilindri in linea di costruzione tedesca. Su “Katana 650” lavora un Mtu “6R 1500” da 15 litri e 600 centimetri cubi di cilindrata erogante a mille e 600 giri i 650 cavalli richiamati nella sigla della macchina unitamente a una coppia massima di tremila e cento newtonmetro disponibile a mille e 300 giri al minuto. Il motore è dotato di tecnologia “Turbo Compound”, che recupera energia dai gas di scarico per fornire una prestazione aggiuntiva senza incidere sui consumi e supera gli emissionamenti in stage V mediante sistemi di ricircolo dei gas di scarico, filtri dpf sullo scarico e trattamenti scr.

Sulla Katana 850 si trova invece un Liebherr “D976” da 18 litri, capace di 847 cavalli erogati a mille e 900 giri e una coppia massima di tremila e 651 newtonmetro a mille e 300 giri. In questo caso l’omologazione in stage V è raggiunta con il solo uso del sistema scr, senza filtro antiparticolato, mentre è comune a entrambe le unità il ventilatore reversibile con pale a regolazione pneumatica le cui inclinazioni possono variare tra i cinque e i trentotto gradi garantendo, rispetto alle ventole standard e a pari portata, risparmi energetici che possono toccare i 27 cavalli circa.

Disponibile anche una modalità operativa “Eco”, che consente di ridurre il regime motore senza intaccare le velocità di trinciatura quando le macchine operano su produzioni che possono essere approcciate con potenze ridotte, e i sistemi di trazione integrali pilotati dal sistema “Fendt BalancedGrip”, che misura tramite un giroscopio gli spostamenti delle masse a terra innescati dai pendii ridistribuendo automaticamente la coppia tra le ruote anteriori e l’assale posteriore così da minimizzare gli slittamenti e garantire la propulsione anche nelle condizioni più impegnative.

Questa soluzione è pensata in particolare per chi lavora su territori collinari ed è attivabile o disattivabile direttamente dal terminale in cabina, ambito quest’ultimo su cui la Casa molto ha investito per garantire livelli di confort degni degli standard cui sono abituati i suoi clienti.

Superclimatizzata, completamente isolata dalle vibrazioni meccaniche, ed equipaggiata con una poltrona di guida sospesa pneumaticamente, la cabina vanta anche speciali cristalli anteriori e un lunotto integrante pellicole fonoassorbenti che abbattono il livello di rumorosità percepito dall’operatore di circa tre decibel, valore tutt’altro che marginale per una macchina pensata per lavorare molte ore in condizioni estreme.

Un’interfaccia uomo-macchina “VarioTerminal” da oltre dieci pollici di diagonale gestibile via touch o mediante comandi fisici permette poi di controllare e programmare tutte le funzioni di bordo integrandosi con un bracciolo che mette a portata di mano dell’operatore un joystick multifunzione ripreso dai trattori. Fra i vari azionamenti ne comprende anche tre liberamente programmabili uno dei quali fruibile per attivare la guida automatica “VarioGuide” che, supportata dal modulo “Contour Assistant” preposto a pilotare la macchina su traiettorie curve create sui limiti del campo e a far seguire, in modalità traccia singola, gli eventuali percorsi registrati in precedenza da un trattore, funzione utile quando trincia e mezzi di trasporto operano in sincrono sullo stesso fronte di lavoro.

La qualità della trinciatura sempre sotto controllo

Tra le più recenti innovazioni che Fendt ha introdotto sulle sue “Katana” spicca il sistema “ForageQualityCam”, premiato con la medaglia d’argento ad Agritechnica 2025. Si tratta di una telecamera ad alta velocità che acquisisce tredici immagini al secondo del flusso di prodotto in uscita dal rompigranella e le trasmette a un’unità di calcolo dedicata installata in cabina. Uno specifico algoritmo analizza in tempo reale la rottura del chicco, restituendo il risultato su un monitor dedicato unitamente al parametro di riferimento “Csps”, “Corn Silage Processing Score”.

Appositi studi hanno dimostrato che un valore di “Csps” pari o superiore al 70 per cento ha un’influenza positiva sulla produzione di latte in quanto sinonimo di un foraggio ben processato e quindi facilmente digeribile. Fino a oggi, verificare questo parametro richiedeva un campionamento manuale e un’analisi di laboratorio, con tempi d’attesa di alcuni giorni durante i quali la trincia continuava a lavorare con un’eventuale regolazione del cracker non ottimale, senza che nessuno potesse saperlo.

Con “ForageQualityCam” il controllo è invece continuo e attuato in tempo reale, tant’è che quando i valori scendono sotto la soglia impostata dall’operatore, il sistema genera un avviso immediato, permettendo di intervenire sulla regolazione del rompigranella. I vantaggi di questa tecnologia sono evidenti sia per le aziende agricole in termini di qualità dell’insilato e quindi di redditività della stalla, sia per i contoterzisti, che hanno la possibilità di mostrare al cliente in tempo reale il livello di lavorazione della granella.

Da segnalare che per garantire un ottimale controllo della qualità del trinciato a fianco di “ForageQualityCam” operano anche un sensore Nir che rileva in tempo reale i nutritivi del raccolto e un sistema di adeguamento automatico della lunghezza di taglio in funzione del tenore di sostanza secca che aiuta a ottenere una migliore compattazione dell’insilato quando il prodotto si presenta più asciutto del previsto.

Titolo: Trinciacaricatrici semoventi Fendt serie Katana: produttività in campo al top

Autore: Redazione

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