In occasione di Conexpo 2026, fiera statunitense dell’edilizia, Perkins ha esposto la sua più recente serie di motori industriali e agricoli, la famiglia Perkins 904.
Ha inoltre confermato la volontà di dar luogo a piattaforme flessibili e integrate per applicazioni agricole e industriali

Estremamente concreta la presenza di Perkins a Las Vegas, in Texas, Stati Uniti, in occasione di Conexpo 2026, fiera dell’edilizia. Il Marchio britannico ha mostrato con chiarezza come l’evoluzione dei sistemi di propulsione industriali abbia raggiunto uno stadio di maturità e quindi sia in grado di soddisfare le esigenze dei più diversi settori, da quelli che prevedono l’implementazione di nuove unità su macchine semoventi alle applicazioni statiche di power unit.
Le soluzioni sviluppate da Perkins in tale ottica ampliano l’offerta della Casa coniugando prestazioni, affidabilità e sostenibilità mediante unità diesel avanzate, piattaforme ibride, propulsori alimentati con idrogeno e power unit full electric, tutte proposte integrabili fra loro e collocate all’interno di un ecosistema tecnologico flessibile. Tra le novità più significative la nuova serie “904”, progettata per applicazioni leggere e medie.

La versione più potente, “904J-E36Ta”, mette a disposizione 106 chilowatt di potenza, 144 cavalli, con coppie massime di 566 newtonmetro erogate a un regime di mille 500 giri evidenziando contenuti mirati alla robustezza e all’efficienza. Fra questi un oil cooler a 12 piastre, filtri carburante ad alta efficienza e ottimizzazioni del circuito di lubrificazione pensate per far fronte a contesti operativi gravosi.
La compatibilità con biodiesel B100 e Hvo al 100 per cento amplia l’impiego della serie “904” in settori industriali e agricoli che richiedono flessibilità d’alimentazione, gli stessi ambiti cui guarda la possibilità di sovralimentare le varie unità con uno o due turbocompressori con aftercooler affiancati da un sistema di alimentazione a iniezione diretta.

A fianco dei “904” poi i motori “2600”, punta di diamante per applicazioni ad alte prestazioni. Al top di gamma in questo caso l’unità “2606J-E13TA”, da 13 litri di cubatura con i suoi 515 chilowatt, 690 cavalli e tre mila 200 newtonmetro di coppia, prestazioni erogate aa un’architettura progettata per anticipare aggiornamenti normativi senza modificare le connessioni macchina.
Non solo diesel tradizionali però. Perkins ha in effetti proposto anche soluzioni che prevedono l’utilizzo di carburanti alternativi e, in anteprima mondiale, una power unit ibrida alimentata a idrogeno sviluppata nell’ambito del progetto Coeus, realizzato insieme a Equipmake e all’Università di Loughborough. Progettato per funzionare con etanolo, metanolo, bio-metano e idrogeno grazie all’integrazione di una testata con sistema di accensione a candele, il propulsore avanza una piattaforma modulare che permette di adattare l’alimentazione ai diversi carburanti senza vedere importanti limitazioni in termini di prestazioni o affidabilità.
Questo grazie all’utilizzo di unità della serie “1200” come base motore, accoppiato a un motore generatore elettrico, e integrando un nuovo sistema di raffreddamento avanzato in grado di migliorare i consumi. Il motore assicura 508 cavalli di potenza e mille 938 newtonmetro di coppia massima erogata tra i mille 200 e mille 500 giri e con minime emissioni acustiche e si propone quale alternativa alla sostituzione dei motori tradizionali con power unit elettriche come risultava essere il prototipo progettato da Perkins per sostituire motori diesel da tre litri e mezzo senza dover andare a delineare modifiche strutturali. Il pacchetto include batteria, inverter, motori elettrici e caricabatterie offrendo una soluzione “drop-in” pronta per l’elettrificazione rapida dei macchinari industriali.
Titolo: Motore Perkins 904: da 55 a 129 chilowatt
Autore: Redazione



