Dopo aver proposto negli anni scorsi trattori da campo aperto autonomi ma fruibili anche in maniera tradizionale, con New Holland R4 l’azienda ha recentemente guardato a quelli operanti in ambiti specialistici, approcciando però l’automazione con veri e propri robot

Che la completa e totale automazione delle pratiche colturali rappresenti il futuro punto d’arrivo della meccanizzazione agricola è fuor di dubbio. Soprattutto se ci si riferisce alle attività svolte in campo aperto e su grandi superfici. Tutti i costruttori di trattori, ma anche i più strutturati costruttori di attrezzature operanti a livello globale, hanno già presentato soluzioni in tal senso, proponendo sia trattori tradizionali robotizzati mediante specifici kit sia robot “unmanned”, avulsi dalla presenza di operatori a bordo e supervisionabili da remoto.
Quest’ultima via è stata quella scelta da New Holland per mettere a punto un vettore destinato a operare in ambiti specialistici, frutteti e vigneti, supportando le attuali e tradizionali lavorazioni con attrezzature azionabili per via meccanica o elettrica.
La proposta, presentata in forma prototipale nel Novembre scorso alla fiera di Hannover, è siglata “R4” e si configura quale gruppo semovente compatto meccanicamente ridotto ai minimi termini, cioè costituito da un sistema di propulsione che può essere ibrido o elettrico, una trasmissione continua intelligente agente su cingolature di gomma, un sollevatore ad azionamento elettrico e un’uscita elettrica, una e-pto, operante a 48 volt ed erogante 12 chilowatt, circa 16 cavalli, per l’alimentazione di future attrezzature elettriche.

Sulla versione da frutteto è anche prevista una presa di forza meccanica da 540 giri/minuto pilotata da una frizione progressiva intelligente per far lavorare attrezzi standard, ma entrambe le macchine sono prive di assale anteriore, cabine e sistemi idraulici di lavoro. Così configurati e forti di un design decisamente gradevole, gli stilisti New Holland e più in generale Cnh in tal senso sono maestri, i due “R4” possono far fronte a tutte quelle attività ripetitive e a basso valore aggiunto in cui la precisione e la sicurezza del lavoro non dipendono dalla presenza umana.
Le falciature interfilari, per esempio, piuttosto che le lavorazioni del terreno o le irrorazioni, tutte attività peraltro controllabili da remoto tramite un’app e che a livello macchina sono pilotate da una combinazione di gps, lidar e telecamere.
Due, come accennato, le motorizzazioni, una elettrica per la versione vigneto e una ibrida per la versione frutteto. La prima vede il motore alimentato da un pacco batterie da 40 chilowattora, la seconda si basa su un sistema ibrido da 44 chilowatt di potenza, circa 59 cavalli.

New Holland non ha dichiarato potenza e autonomia di lavoro della versione elettrica né quale sia il diesel previsto sottocofano per la versione ibrida, ma è ipotizzabile che quest’ultimo sia costituito da un collaudato g-drive Fpt serie “F34” in grado di operare oltre che con gasolio di derivazione fossile anche con carburanti “hvo” a base di olio vegetale.
Il motore termico aziona poi un generatore di corrente che a sua volta alimenta la trasmissione mediante un’interfaccia costituita da due batterie da quattro chilowatt l’una atte, se necessario, a permettere anche brevi periodi di lavoro in full electric. A seconda della versione cambiano ovviamente le dimensioni delle macchine.
Quella orientata ai vigneti è larga solo 70 centimetri e alta 138, pesa una tonnellata batterie comprese e dispone di un sollevatore ultracompatto capace di brandeggiare fino a cinque quintali di carichi. La versione di “R4” orientata ai frutteti è invece larga 120 centimetri e pesa 14 quintali causa la presenza della già citata seconda presa di forza meccanica da 540 giri/minuto e a innesto progressivo intelligente.
Così configurata la versione per frutteto di “R4” avanza un rapporto peso/potenza del 35 per cento circa inferiore a quello di un trattore specializzato convenzionale con potenza simile risultando di conseguenza particolarmente indicata per operare su terreni di pregio.

A tali ambiti guardano peraltro anche le funzioni intelligenti di gestione degli attrezzi elettrici che New Holland sta mettendo a punto per dar luogo a pratiche agricole sempre più sostenibili. Un esempio in tal senso, le tecnologie di irrorazione intelligenti tese ad automatizzare il controllo delle portate degli atomizzatori così da ottimizzarne l’azione quando il cantiere di lavoro si avvicina alle capezzagne e ad automatizzare l’irrorazione in base all’altezza delle chiome. In corso anche lo sviluppo di un sistema che consenta irrorazioni mirate in base al rilevamento di eventuali malattie.
Titolo: New Holland R4: veri e propri robot
Autore: Redazione



