Da Ismea contributi per la sicurezza agricola (che non è un optional)

9 Marzo, Vigonza, Padova. Un agricoltore di 93 anni muore a seguito del ribaltamento del trattore con cui stava lavorando. Lo stesso accade due giorni dopo a Serle, Brescia, a un agricoltore di 64 anni e il 14 marzo a Grosseto, a un operatore di 83 anni. Ma ad aprile non va meglio.

Il 26, il 27, il 28 e il 30 muoiono in una tragica successione e sempre a causa del ribaltamento dei rispettivi trattori altri quattro agricoltori di età comprese fra i 60 e i 102 anni.

sicurezza agricola

di Furio Oldani

Sette decessi in meno di due mesi. Tutti maturatisi con le medesime modalità e tutti a carico di persone mature o anziane, a differenza di un altro analogo incidente avvenuto il 27 Aprile a Meano, Trento, che è costato la vita al trentenne comandante del locale nucleo dei Vigili del Fuoco volontari. A conferma che quando ci si siede al volante di un trattore l’età avanzata è sicuramente un fattore di rischio, ma è altrettanto vero che il trattore non è esente da criticità, a maggior ragione se datato in termini progettuali.

Non a caso quando l’Unione Europea nel 2013 varò il regolamento unificato per l’omologazione di trattori, rimorchi e attrezzature trainate, entrato poi in vigore nel 2016 e noto col nome di “Mother Regulation”,  non lesinò in termini di obblighi costruttivi proprio per rendere il più possibile sicure macchine e attrezzature. Sorprende però che proprio tale regolamento non abbia reso obbligatoria, soprattutto sui trattori open, la presenza di un sistema atto ad avvertire gli operatori quando stanno per insorgere fenomeni di instabilità indotti dalla pendenza dei terreni.

Un inclinometro collegato a un cicalino, per esempio, già potrebbe rivelarsi utile, fermo restando che lo stesso sistema sui trattori più moderni e ricchi di elettronica potrebbe però diventare attivo e intervenire sulla macchina per limitarne i movimenti aggravanti come già accade sui sollevatori telescopici. A conferma del fatto che sugli inclinometri si dovrebbe riflettere seriamente, la presenza di tali sistemi fra quelli finanziabili dal bando Ismea “per interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali”.

Partito nell’Aprile scorso si rivolge a micro, piccole e medie imprese mettendo a loro disposizione contributi a fondo perduto fino a un massimo due mila euro proprio per l’installazione di dispositivi di sicurezza. Due mila euro non sono molti, ma bastano e avanzano per accessoriare i trattori con i succitati inclinometri, fermo restando che se passivi sarebbero solo degli ausilii alla sicurezza e non sistemi risolutori.

Quando però un’attività imprenditoriale per essere espletata implica l’assunzione di rischi, ogni ausilio che può minimizzare gli stessi sarebbe da prendere in considerazione, anche a costo di complicare un po’ la vita agli operatori come potrebbe accadere rendendo regolabili in altezza ma fissi gli archi di sicurezza e introducendo sedili contenitivi abbinati a cinture a tre punti analoghe a quelle che si usano sulle auto.

Quando un trattore si ribalta l’operatore deve in effetti restare vincolato al sedile risultando anche protetto da una struttura atta a sopporta i carichi statici e dinamici legati al rotolamento della macchina.

Quanto sopra accettando però anche l’idea che deve essere l’operatore il primo artefice della propria sicurezza e in tal senso sarebbero auspicabili specifici controlli psico attitudinali abbinati a corsi di formazione e aggiornamento da sostenersi tanto più di frequente quanto più sono avanti nell’età sia gli operatori sia i mezzi disponibili nei vari parchi macchine e che quindi ogni singolo operatore va a condurre.

Titolo: Da Ismea contributi per la sicurezza agricola (che non è un optional)

Autore: Redazione

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