Veloci ed efficienti le potatrici meccaniche di Rinieri, a barre o a dischi, offrono sensibili vantaggi in termini di comfort e di costi rispetto alla potatura manuale

La potatura degli alberi da frutto è indispensabile per mantenere l’equilibrio ottimale delle chiome e per stabilizzarne le dinamiche vegeto-produttive. Inoltre, una chioma più ariosa minimizza i ristagni di umidità che favoriscono le malattie fungine, migliorando al contempo l’efficacia dei trattamenti fitosanitari. Due sono i possibili approcci a tali pratiche. La gestione manuale o quella meccanica.
Relativamente alla prima accade che un operatore qualificato possa lavorare in modo chirurgico con gli attrezzi a sua disposizione, cesoie e seghetti, tando luogo a tagli frutto di osservazioni puntuali che permettono potature molto mirate, utili soprattutto in impianti giovani o quando si debbano eseguire potature di ristrutturazione o di ringiovanimento di piante vecchie oppure malate. Per contro, il lavoro manuale è lento, costoso e anche poco confortevole, dal momento che una cesoia elettrica grava sul braccio per almeno un chilo.
Un peso per brandeggiare il quale servono quindi energie che alla fine della giornata presentano comunque il conto. Anche perché le potature avvengono nei mesi invernali e lavorare al freddo non gioca certo a favore. Quanto sopra senza dimenticare che è sempre più difficile trovare manodopera qualificata e un potatore grossolano può fare più male che bene. Per quanto meno millimetrica nell’esecuzione, la potatura meccanica permette invece di eseguire il lavoro in pochissimo tempo, stando comodamente seduti nella cabina riscaldata di un trattore e dando luogo a risparmi economici di alcune centinaia di euro all’ettaro.
Unica condizione affinché ciò si realizzi che le attrezzature siano efficienti, veloci e precise nei tagli. Questi devono infatti risultare sempre netti e puliti, a tutto vantaggio della rapida cicatrizzazione della ferita. Soprattutto nei frutteti intensivi ad alta densità servono quindi attrezzature robuste e capaci, in particolar modo quando le piante toccano altezze fino a quattro metri come spesso avviene negli impianti di pomacee e drupacee.

In tal senso, la gamma Rinieri propone tre diverse serie che rispondono a una molteplicità di esigenze, ossia “Crf”, disponibili anche in versione “Crf 2” con doppia unità di potatura, Crf X” e Ort”. Quattro i modelli della prima serie i cui tagli sono operati da barre monolama in grado di recidere rami fino a diametri di quattro centimetri.
Quando il diametro da tagliare sale però a otto centimetri devono entrare in scena le “Crf X”, allestite con barre a dischi dal diametro di 400 millimetri. Entrambe le serie sono accomunate dalla capacità di operare sino a quattro metri di altezza grazie a un’alzata idraulica di 90 centimetri, al brandeggio idraulico della colonna di più e meno 15 gradi e agli spostamenti laterali manuali e idraulici, rispettivamente da 25 e da 50 centimetri.
Nei frutteti più attempati, i rami possono però toccare i 15 centimetri di diametro e ciò chiama in causa le potatrici serie “Ort”, con dischi dal diametro di 60 centimetri la cui elevata velocità periferica rende il taglio netto e pulito.
Martinetti idraulici dedicati amministrano molteplici regolazioni e alzate, permettendo di tagliare in verticale fino a sette metri di altezza e in orizzontale fino a quattro metri e 40 centimetri, a velocità fino a sette chilometri orari in condizioni ottimali. Le tre serie sopra menzionate possono quindi eseguire al meglio le potature nei frutteti, assicurando massima qualità del lavoro e significativi risparmi economici.
Titolo: Potatrici meccaniche Rinieri: concreti vantaggi
Autore: Redazione



