Professionisti della paglia

Le presse quadre serie “Big Pack” proposte da Krone nella scorsa stagione commerciale hanno dominato sia il mercato nazionale sia quello europeo. Una leadership indotta da contenuti di alto profilo tecnologico e da performance di elevato livello

Krone Big Pack

Rispetto al mercato trattori il mercato delle grandi presse quadre si presenta con volumi molto più contenuti e quasi minimali, cosa che di primo acchito potrebbe far pensare di essere alle prese con attrezzature di scarsa rilevanza a livello tecnica e commerciale. Nulla di più errato. Le presse quadre sono in effetti macchine caratterizzate da standard costruttivi e tecnologici di alto livello, tant’è che solo pochi costruttori possono approcciarle con successo per contendersi quelle 90 o al massimo cento vendite che ogni anno sono assorbite dal mercato nazionale. Vendite numericamente contenute, come accennato poc’anzi, ma foriere di marginalità elevate alla luce delle complessità progettuali avanzate da tali macchine che, non a caso, per essere acquisite impongono alle aziende investimenti importanti. Un mercato di nicchia quindi ma altamente professionale, ambito che nella stagione passata ha trovato il proprio capifila nazionale ed europeo nel marchio Krone, uno specialista che ha fatto proprio circa un terzo del market share italiano e un quinto di quello europeo giocando sulla qualità di un prodotto tecnicamente maturatosi a partire dal 1993, anno in cui la Casa avviò la produzione della sua prima pressa quadra, la “Big Pack 120-80”. Tale macchina si impose subito sul mercato grazie alla sua elevata capacità di compattazione e una superiore velocità di lavoro. Tali peculiarità si sono poi ulteriormente affinate fino a dar luogo all’attuale linea di prodotto contrassegnata proprio dai loghi “Hdp” e “HighSpeed”. Il primo contraddistingue le presse quadre operanti ad alta densità, tre modelli siglati “870”, “1290” e “4×4” in grado di realizzare balle pesanti fino al 25 per cento in più rispetto alle usuali medie di settore, il secondo individua invece tre attrezzature siglate “890”, “1270”, “1290” e capaci di superiori volumi produttivi, indotti da un aumento delle corse del pistone e da una precamera di pressatura maggiorata. Tale gruppo si colloca a valle di una catena di lavoro che apre con un pick up operante senza camma e con un rullo di introduzione attivo largo 195 o 235 centimetri a seconda del modello, componente che tramite i suoi raschiatori zincati assicura la totale raccolta dell’andana nel pieno rispetto del terreno e dell’eventuale cotica erbosa. Il prodotto prima di essere avviato alla compattazione può inoltre essere tagliato fino a un minimo di 22 millimetri di lunghezza da due specifici rulli uno dei quali si propone con lame 16 o 26 coltelli fissi e foggiati a mo’ di stelle triangolari e l’altro con 51 lame commutabili con disegno sempre a stella ma a quattro punte. Una volta configurato in termini di lunghezza il raccolto passa poi al sistema di riempimento variabile “Vfs”, una vera e propria pre-compattazione che, di fatto, realizza dei faldoni omogenei che vengono poi pressati fra loro in fase di lavorazione finale. A ciò provvedono un pistone operante a 49 o a 38 corse al minuto a seconda della tipologia di andana su cui si opera e una camera di compressione le cui pareti laterali sono controllate nella posizione da sei cilindri idraulici di grandi dimensioni, gruppi a loro volta pilotati per via elettronica così da poter modulare in continuo e in automatico la densità di pressatura. Ad azionare il pistone provvede un volano pesante 600 chili che prende il moto da una trasmissione a ingranaggi conici, mentre per la legatura entrano gioco legatori semplici o doppi di progettazione Krone tenuti sempre attivi e puliti da un sistema operante ad aria compressa. Per gestire il tutto Krone ha previsto un sistema di controllo elettronico in grado di interfacciarsi con qualsiasi trattore sulla base di protocolli isobus o direttamente con l’operatore mediante due diversi terminali entrambi in grado di pilotare anche eventuali funzioni ausiliarie della macchina quali, per esempio, il blocco dell’assale sterzante in caso di retromarce o la connessione a eventuali telecamere esterne. Così concepite le “Big Pack” possono far fronte con successo sia alle esigenze delle aziende agricole operanti in maniera tradizionale sia a quelle di chi invece già lavora in termini di “Agricoltura 4.0”, possibilità quest’ultima indotta dalla filosofia progettuale Krone che ha sempre legato le proprie evoluzioni tecnologiche agli scenari ambientali e operativi che andavano via via manifestandosi così da proporre sempre ai propri clienti mezzi perfettamente allineati e dunque in grado di intercettare al meglio i flussi economici dominanti al momento.