Di progettazione originale Kubota, i rinnovati compatti serie Kubota L2 mirano a supportare le esigenze applicative delle aziende di piccole e medie dimensioni che necessitano di mezzi maneggevoli e polifunzionali attraverso cinque modelli declinati sulla base di potenze comprese tra i 37 e i 62 cavalli

Vale circa due mila 500 macchine, pari a poco meno dell’otto per cento del mercato italiano, il segmento dei compatti, di fatto quei trattori caratterizzati da dimensioni minimaliste e da potenze fino a 60 cavalli che trovano il proprio naturale profilo di missione nell’orticoltura, nel florovivaismo, nell’agricoltura part time e nelle attività di manutenzione e movimentazione all’interno di aziende di piccole dimensioni.

Tutti ambiti tipici del settore primario italiano e proprio per tale ragione guardati con crescente interesse da tutti quei costruttori stranieri intenzionati a diversificare la propria offerta commerciale verso segmenti di mercato fino a poco tempo fa trascurati perché non ritenuti appartenenti al proprio core business o non in grado di garantire convenienti ritorni economici.
Non a caso, i grandi gruppi internazionali che già in passato avevano approcciato il segmento dei compatti si erano appoggiati a marchi italiani o a brand indiani per la produzione delle macchine da commercializzare, in modo tale da azzerare i costi legati alla progettazione e allo sviluppo del prodotto.

Strada quest’ultima ben diversa da quella seguita da Kubota che, da sempre legata all’originalità della propria linea di prodotto, ha invece scelto di sviluppare internamente una serie orientata a consolidare ulteriormente la propria presenza nell’orticoltura, nel florovivaismo e nell’agricoltura di stampo familiare italiane.
Sono in effetti questi i principali ambiti applicativi cui guardano in effetti i rinnovati compatti serie “L2”, cinque modelli equipaggiati con due differenti motorizzazioni Kubota, a tre cilindri da un litro e 800 centimetri cubi per la versione d’attacco “L2-372” e a quattro cilindri da due litri e 400 centimetri cubi per i più prestazionali “L2-452”, “L2-522”, “L2-552” e “L2-622”.

Emissionate stage V e integranti dalla tecnologia “Three Vortex Combustion System” che attraverso un aumento del flusso di aria nella camera di combustione mira a incrementare il rendimento termodinamico del propulsore, le unità mettono a dispozione un range di potenze massime che spazia dai 37 ai 62 cavalli, prestazioni che i modelli serie “L2” trasferiscono a terra mediante due diverse trasmissioni.
La prima, un cambio meccanico a due gamme e quattro marce che integrato da un hi-lo mette a disposizione 16 velocità in avanzamento e altrettante in retro, equipaggia di serie la versione d’attacco “L2-372” e i modelli “L2-452” e “L2-522”. La seconda, una trasmissione idrostatica a tre gamme integrante lo sdoppiatore idraulico “Hydro Dual Speed” che eleva a sei i rapporti disponibili per il lavoro, è invece proposta i via opzionale per i già citati modelli “L2-452” e “L2-522” e quale soluzione esclusiva per le versioni più prestazionali “L2-552” e “L2-622”.

Così configurabili, i compatti serie “L2” trovano quindi nella versatilità e nella polivalenza i propri tratti distintivi, due doti peraltro confermate dalla presenza di impianti idraulici che mettono a disposizione fino a 37 litri al minuto per alimentare massimo tre distributori a doppio effetto e un sollevatore posteriore da mille 750 chili di portata massima.
Al comfort guardano infine posti guida piattaformati e isolati dal carro mediante silent block integrati, in via opzionale sui modelli “L2-452” e “L2-522” e di serie sulle versioni “L2-552” e “L2-652”, con cabine razionali ed ergonomiche equipaggiate con sedili a sospensione pneumatica, con sistemi di climatizzazione e con pannelli strumenti, denominati “IntelliPanel”, che forniscono agli operatori tutte le principali informazioni sullo stato funzionale delle macchine.
Titolo: Trattore Kubota L2: performance originali
Autore: Redazione



